Delle Fragili Cose

Meccanica delle Cose6 January , 2007 9:17 pm

Io li ho sempre portato ad  esempio di fannulloni fancazzisti che si guadagnano fior di milioni lavorando con i piedi, facendosi fotografare la sera con le veline, sputandosi addosso e correndo come i cretini con la maglietta in testa mentre altri dieci o quindici fessi cercano di acchiapparli. Ma non sono tutti cosi’. Anzi credo che un bel po’ di loro siano persone che lavorano sodo, che fanno il loro dovere, guadagnano in relazione a quello che fanno guadagnare a chi li assume e magari passano l’intera carriera senza mai partecipare ad una trasmissione televisiva e senza mai uscire con una velina. Insomma, i calciatori probabilmente sono lavoratori per bene la cui reputazione e’ rovinata da un centinaio di play boy lampadati, strapagati e idolatrati che non sanno parlare se non hanno una gomma in bocca.
La storia riguarda uno di questi giocatori in gamba ma non famosissimo. Questo e’ pure emigrato per lavorare. La notizia e’ difficile da trovare. Se volete, qui trovate il lancio di agenzia Ansa.  Enzo Maresca, calciatore italiano in forza al Siviglia,  ha ascoltato in televisione l’appello di un signore padre di un bimbo che e’ costretto a vivere collegato ad una macchina. Quest’uomo chiedeva aiuto per comprare un’auto che fosse in grado di trasportare il bambino e l’apparecchiatura che lo tiene in vita. Maresca, che e’ nato nella stessa cittadina del sud dove vive questa famiglia, gli ha telefonato e ha promesso di dare una mano.
La cosa non e’ avvenuta nel corso di una trasmissione di fronte a milioni di spettatori. La notizia e’ trapelata solo perche’ il paese e’ piccolo e le voci girano rapidamente.
Bravo Enzo. Come te ce ne saranno tanti altri di ragazzi nati per fare gli operai e diventati per merito e fortuna calciatori. Ragazzi che non dimenticano il posto dal quale sono venuti e la gente che gli e’ stata vicino. Questi ragazzi non fanno notizia perche’ il mondo del calcio premia quelli che fanno scandalo e casino e trascura chi fa le cose con silenzio e discrezione.
Questa sera sono contento di aver parlato per una volta di uno di loro. Un bambino ha avuto un regalo della Befana speciale. Questa sera sono un po’ piu’ felice.

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Brothers in Arms 8:17 am

Abbiate pazienza, leggete fino alla fine e capirete come e’ possibile che qualcuno riesca ad avere il bolide della foto a sinistra per l’equivalente dei nostri 1.500 euro. Questo articolo e’ un esercizio per ripassare l’aritmetica ed il concetto di proporzione. Non ha nessuna pretesa di scientificita’, e’ basato esclusivamente su ipotesi personali e l’unica cosa veramente affidabile saranno le quattro operazioni: moltiplicazione, somma, sottrazione e divisione che, essendo eseguite con la calcolatrice del pc, daranno sicuramente quasi sicuramente buoni.
Partiamo da una notizia di qualche settimana fa. Sembrerebbe che la meta’ delle famiglie italiane abbia un reddito inferiore ai 1.800 euro netti al mese. L’Istat dice anche che, mediamente, arrivano in ogni famiglia circa 30.000 euro all’anno. Bene, se lo dice l’Istat io ci credo.
Partiamo da questo dato. Parliamo di quelli che come il dottor T, l’oculista di un mio vecchio post,  fanno un lavoro che gli consente di avere un rapporto con le tasse improntato ad una certa liberta’. Il dottor T prende 60 euro a visita. Lavora dalle 9 di mattina alle 9 di sera con una pausa pranzo di due ore. Dieci ore dunque. Una visita dura circa trenta minuti in media. Venti visite e 1.200 euro al giorno. Se qualcuno gli chiede la ricevuta fa la faccia brutta e nicchia. Ho le prove che in un mese ne ha fatte solo due. Quelle che gli ho chiesto io. 1.200 euro al giorno fanno 6.000 euro alla settimana per 50 settimane all’anno, perche’ un  mese di ferie tocca a tutti, sono 300.000 mila euro all’anno. Studio e segretaria li condivide con un pediatra. Diciamo che di spese fara’ 30.000 euro all’anno. Il suo reddito netto si aggira intorno ai 270.000 euro. Detto cosi’ sembra nulla, pero’ proviamo a  paragonarlo al reddito medio facendo una proporzione tra le nostre possibilita’ e le sue. Se a noi un paio di scarpe costa 70 euro, per il dottor T spendere 70 euro e’ come spenderne 7,70 per noi. Infatti lui guadagna nove volte quello che guadagniamo noi e quindi per lui 70 euro equivalgono piu’ o meno a 8 dei nostri.
Due litri di latte ed un chilo di pane sono 5 euro. Per il dottor T sono 55 centesimi. Un affitto di 800 euro al mese pesa sul bilancio del nostro dottore come peserebbero 88 euro al mese sul nostro. Prima di spendere 20.000 euro per una macchina nuova ci dobbiamo pensare un bel po’. Se al dottor T piace la stessa macchina lui si dovra’ preoccupare solo per l’equivalente di 2.200 euro. Una vera fesseria.
Ma le cose sono ancora piu’ divertenti se invece di immaginare a come sia la vita per il dottor T, proviamo a valutare  quanto siano importanti certe spese per chi di danaro ne guadagna molto, ma molto di piu’. Facciamo un esempio per tutti: il nostro amato ex premier. Secondo i dati ufficiali il reddito di Silvio Berlusconi ammonterebbe alla bellezza di oltre dodici milioni di euro all’anno. Mettiamo che ne paghi la meta’ di tasse. Non e’ proprio cosi’. In realta’ e’ un po’ di meno, ma per i nostri conti va bene lo stesso. Quindi "appena" sei milioni di euro all’anno, 500.000 al mese. 200 volte il reddito medio italiano. 
Silvione non puo’ comprare scarpe da 70 euro. Gli costerebbero 35 centesimi e mancherebbero sicuramente gli spiccioli. Se lui spende 70 dei suoi euro per un paio di scarpe e’ come se noi ne spendessimo 14.000. Ma esiste un paio di scarpe da 14.000 euro? E per la macchina? 20.000 dei nostri euro sono la bellezza di 100 euro per Berlusconi. Roba da poter comprare una macchina nuova ogni quindici giorni. Per fargli veramente mettere mano al blocchetto d’assegni ci vuole almeno una Ferrari da trecentomila euro che sul suo bilancio peserebbe per la bellezza di 1.500 dei nostri euro.  Ma quanto dovrebbe spendere Berlusconi per avere le stesse preoccupazioni che abbiamo noi quando spendiamo 20.000 euro? E’ facile fare il conto: Quattro milioni euro. Il costo di una villa in Sardegna o di un panfilo da 30 metri.
Con i numeri si puo’ giocare come si vuole. Pero’ e’ giusto riflettere su tre cose.

  1. Mille euro non sono gli stessi per tutti (Dottor T= 111 euro, Berlusca=5 euro).
  2. Quando il dottor T non ci fa la ricevuta, frega noi e non lo stato.
  3. Quando uno e’ arrivato a comprarsi una Ferrari per 1.500 euro perche’ continua a sbraitare a rischio di farsi venire un coccolone in diretta tivu? 
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