Oggi su queste pagine potrete leggere una rivelazione straordinaria. Uno scoop che mi proiettera’ nell’empireo dell’informazione internazionale.
Da anni i cittadini di questo paese sono convinti di vivere in una democrazia che consente loro di scegliere la maggioranza di governo e relativo premier, in un meccanismo di alternanza che mette in concorrenza gli schieramenti e li obbliga a dare il meglio di se.
Questa purtroppo e’ solo un’illusione. Sto per farvi il nome del vero padrone di questo paese, di colui che, indipendentemente dal pupazzo di turno che siede a Palazzo Chigi, decide tutto.
Il suo nome e’ Cetto La Qualunque e il suo slogan politico e’: "Piu’ Pilu per Tutti".
Non ci sono altre spiegazioni, altrimenti non sarebbe possibile che qualunque sia lo schieramento al potere, si debba assistere ad uscite programmatiche del tipo: "aboliremo l’ici" o "aboliremo il costo di ricarica sui cellulari".
ICI e costi di ricarica sui cellulari sono problemi veri, nessuno lo mette in dubbio. Ma a me sembra che questioni di questo tipo vengano tirate fuori con lo stesso scopo con il quale il presidente ombra di questo paese invoca piu’ pilu per tutti.
Abbiamo gia’ visto come le amministrazioni locali, di qualsiasi colore, avevano intenzione di rispondere ad un’eventuale abolizione dell’ICI. Un aumento generalizzato di tutte le tariffe e le imposte comunali. Non e’ escluso che le compagnie telefoniche risponderebbero al calo dei profitti derivante dall’abolizione del costo di ricarica con una strutturazione piu’ punitiva delle tariffe o posticipando dei ribassi gia’ preventivati.
La verita’ e che ormai l’elettorato di questo paese e’ trattato con la stessa logica della plebe romana: panem et circenses. E’ bastato tirare fuori dal cappello la storia dell’ICI per far saltare sulle sedie un paio di milioni di elettori. Ora, il grande liberalizzatore chiede l’abolizione del costo di ricarica ed il paese, per l’entusiasmo, gira tre volte su se stesso.
In questi giorni si fa il bilancio del primo pacchetto di liberalizzazioni. Loro dicono che ci sono stati grandi cambiamenti e grandi vantaggi per tutti. Ma voi, ve ne siete accorti? Girano piu’ taxi per le strade? Le tariffe di avvocati e notai sono diminuite? Potete comprare i medicinali al supermercato risparmiando il 30%?
Io non ho visto nulla. Va bene, il costo di ricarica e’ eccessivo o troppo punitivo. Ma come sempre e’ una questione di priorita’. Me ne vengono in mente due o tre un tantino piu’ prioritarie. Ve le elenco, vediamo cosa ne pensate:
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Abolizione degli ordini professionali: Oggi non basta laurearsi e avere un paio di anni di pratica. Prima di iniziare a lavorare seriamente bisogna avere il permesso da quelli che saranno i tuoi futuri concorrenti. L’accesso alla professione libera per avvocati e commercialisti, per esempio, avviene con grandissima difficolta’. Questo mantiene le tariffe professionali altissime per mancanza di vera e propria concorrenza. Lo stesso vale per farmacisti e notai. Perche’ non liberalizzare?
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Liberalizzazione per il medico di base: Perche’ il numero di medici di base e’ contingentato? Per quale motivo ogni mutualista ha 2500 pazienti e non ne riesce a seguire nessuno? Non sarebbe meglio consentire a qualsiasi medico titolato e con uno studio a norma di legge l’esercizio di medico di base? A questo punto sarebbe il mercato a regolarne il numero e non piu’ una ristretta casta di ignoti personaggi.
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Abolizione delle tasse di possesso: Secondo quale criterio dopo che ho comprato un bene e ci ho pagato l’IVA devo essere soggetto ad una tassa di possesso? E perche’ questa tassa non cambia man mano che il bene invecchia e vale di meno? Canone Rai e bollo auto sono tasse di possesso. Vi rendete conto che se comprate una televisione a 300 euro, dopo tre anni ne avete versato altrettanti in tasse? E perche’ io che ho un’auto di cinque anni, 1800 di cilindrata devo pagare di piu’ di uno che ha una 1600 nuova?
E come queste decine di altre questioni fondamentali bloccano lo sviluppo di questo paese. Solo che affrontarle di petto vuol dire scontrarsi con poteri forti ed avere risultati solo a medio termine. Meglio salire sul palco ed invocare l’abolizione del balzello di cinque euro o della tassa impopolare. Tutti capiscono di che si tratta, a pagare lo scotto dell’abolizione sono altri, e Cetto La Qualunque, il vero padrone di questo paese, puo’ vantare un nuovo incremento di popolarita’.
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Sul punto 3 da te indicato un principio corretto (equo), è quello di stabilire se tassare il reddito, o il patrimonio (posseduto a fine anno), con contorno un po’ di imposte, tasse, tributi e contributi vari (consumi, ecc.), che ci stanno sempre. Ora viene tassato sia il reddito che il patrimonio (ICI esempio classico). Il tuo ragionamento, anche se “tecnicamente non corretto” riferito all’IVA che ha altra natura, a livello di equità tributaria è giusto: perchè se con i proventi del mio reddito (già tassati), se acquisto un bene devo pagare anche la tassa di possesso (patrimoniale di fatto)? Sul mio televisore quante volte ci pago le “tasse”? Cmq lo stato preferisce incassare tante “piccole somme” ulteriori in quanto è a costo minimo e presenta alta solvibilità. Un esempio di risparmio: F24 online all’intermediario vengono erogati 0,50 euro a delega, prima alle banche era in percentuale con un minimo di 3 euro (se non ricordo male). Risparmio 2,5 euro a delega. Bel risparmio con aggravio degli adempimenti per gli intermediari. Qualcuno parla di “tassare” solo i consumi, ma presenta problemi perchè non è equa, chi ha un reddito di 100.000 euro pagherebbe le stesse imposte di chi ne ha uno di 10.000.
mstatus, dal tuo modo di ragionare capisco che sei del mestiere. coma avrai capito io non lo sono e quindi ogni tanto la sparo grossa. spero mi perdonerete quello che definirei un eccesso di buona volonta’.
la tassazione solo sui consumi e’ improponibile. non perche’ chi guadagna 1000 pagherebbe come chi guadagna 10. ho idea che se uno guadaga 1000 ha piu’ desideri di uno che guadagna 10 e quindi tende a spendere di piu’. secondo me questo principio e’ in contrasto con il principio di competizione virtuosa, nel senso che venditore e acquirente avrebbero tutto l’interesse congiunto di nascondere la transazione per non manifestarla all’esattore.
Comment by mstatus — 11 January , 2007 @ 10:05 am
Per il canone tv penso che possa essere equa una tassazione fatta per ogni pollice tv. Tipo un euro a pollice per ogni tv posseduto. Chi ha più yelevisori pagadi più e più è grande la tv più paga. Così il pensionato che ha una tv da 14″ paga 14 euro e chi ha 3 televisori da 5o” paga 150 €. Proporzionale quindi giusta. Giusta quindi civile.Complimenti per il blog.
Ciao
grazie per i complimenti. per me il canone andrebbe abolito. non ha senso. a me non piace pagare per isoledeifamisi e porteaporte
Comment by Maury — 11 January , 2007 @ 10:18 am
Mi hai toccato sul vivo sugli ordini professionali…
Anche il collegio dei geometri… Pone… “condizioni” ai giovani
il che non e’ utile, ai giovani almeno
Comment by MaubrA — 11 January , 2007 @ 10:55 am
ho sentito la storia della ricarica ieri di prima mattina, al telegiornale, e ho avuto come un leggero senso di nausea per il modo come veniva presentata: il pesante attacco alle multinazionali del telefono niente meno
subito dopo ho pensato che mia figlia, e insieme a lei milioni di futuri elettori, voteranno quella faccia di palta che ha raccontato la pensata
capace che per questo passi alla storia come grande statista, ecco il problema del chiù pilu
sono operazioni da smascherare e disinnescare. qualsiasi sia l’autore
Comment by evacarriego — 11 January , 2007 @ 11:04 am
…sai…
lottare quando sai che hai UN nemico è più facile.
lottare contro una nazione che si mobilita per cinque euro è più difficile.
inizio seriamente a pensare che i veri nemici non siano quei pochi ladretti che stanno lassù, ma i tanti, tanti cretini che stanno quaggiù.
..che stiamo quaggiù.
non hai tutti i torti. ma se l’alternativa e’ la resa allora preferirei che mi drogassero l’acqua potabile
Comment by tusaichi — 11 January , 2007 @ 11:15 am
Ovviamente concordo, le iniziative serie sono altre. Proprio stamattina ho pensato (e scritto) una cosa del genere.
Tu hai citato qualche grande tema, ma anche rimanendo alla tutela basica dei consumatori e della concorrenza, piuttosto che inventarsi qualche cosa a fini più che altro demagogici che CHISSA’ POI COME verrà implementata, potrebbero fare qualcosa per introdurre trasparenza vera nell’offerta dei servizi.
Ad esempio in Spagna i voli low cost devono essere pubblicizzati rigorosamente tasse incluse.
In italia pubblicizzano il volo a 0.99, poi vai a fare il preventivo e ci sono OTTANTA euro di tasse e 12 euro di spese amministrative.
Inutile dire che dietro queste tasse aeroportuali e spese varie si nascondono sane sacche di redditività nascoste ed esentasse. E lo si nota quando si vede che due compagnie diverse chiedono tasse diverse del 300% una dall’altra pur usando lo stesso aeroporto e gli stessi servizi di handling.
Potrei fare altri esempi. Ecco una bella legge sulla trasparenza VERA dei costi, cioè di presentare il costo reale del servizio che compri, inclusa quindi la ricarica, ecc sarebbe molto più utile e a più ampio spettro.
il suggerimento mi sembra ottimo. bentornato Johnny
Comment by Johnny — 11 January , 2007 @ 11:33 am
Si e cosi se a un pensionato gli regalano un tv da 25 pollici paga piu di un’ altro.Devi dire che ci vuole un canone piu’ equo e non come questo che e’ uno sproposito per quello che ti fanno vedere
meglio nessun canone
Comment by renzo — 11 January , 2007 @ 2:05 pm
Sono d’accordo tuttavia vorrei sottolineare che il costo di “recharge” (lo scrivono pure in inglese) e’ un anomalia solamente italiana (tanto per cambiare) e che la ricarica non costa nulla alle compagnie telefoniche. Quindi questo balzello e’ una vera e propria truffa che viene operata contro i cittadini. Chiaramente le priorita’ sono altre, ma non si puo’ tirarle fuori ogni volta che il governo propone o prevede un provvedimento minore. Insomma lasciamoli un po’ lavorare, ci sono cose che possono essere risolte in una settimana ed altre che hanno bisogno di mesi. Tra l’altro io questo governo non l’ho nemeno votato…
i costi di ricarica non sono nulli. sono sicuramente piu’ bassi ma non nulli. il provvedimento va bene ma non deve occupare i mass media per due giorni. altrimenti sembra che il paese ruoti intorno a queste fesserie.
Comment by pegna — 11 January , 2007 @ 2:12 pm
Ah per quanto riguarda i voli low cost johnny, ti posso assicurare che per quanto ne so Ryanair pubblicizza voli a 0.1cent e alla fine vengono a costare 25 euro tasse incluse, nessuna sacca di redditivita’ nascosta ed esentasse, tra l’altro credo ch a livelli di compagnie aree non sia cosi’ semplice fare del nero….:)
Comment by pegna — 11 January , 2007 @ 2:17 pm
Pegna, probabilmente non sono capace a scrivere in italiano, mi dispiace, tento di rimediare :
1) Qualsiasi cifra carichino di “tasse”, dovrebbero pubblicizzare il volo a 25 non a 0.01, in Spagna sono obbligati a fare così, così uno puo’ fare veramente il raffronto su quale compagnia costa meno senza dover fare 15 preventivi diversi.
2) Per l’appunto quando noti che due compagnie diverse per far partire un volo dallo stesso aeroporto e con gli stessi servizi di handling caricano l’una 25 euro di tasse l’altra 100, vuol dire che le siddette tasse non sono proprio “tasse”, ma un modo per chiamare un’altra fonte di entrata il cui importo viene deciso in maniera arbitraria e semplicemente non chiamato “tariffa”.
3) Esentasse non significa necessariamente nero, puo’ anche significare dei guadagni che in realtà figurano come costi e che quindi non entrano nell’utile = non ci paghi tasse.
farebbe il paio con l’obbligo di indicare i prezzi iva compresa al consumatore finale
Comment by Johnny — 11 January , 2007 @ 3:25 pm
Scusa Johnny, mea culpa, avevo letto il tuo commento un po’ troppo frettolosamente. Sono perfettamente d’accordo, i voli dovrebbero essere pubblicizzati con il reale costo, ovvero con tutte le tasse e le spese aereoportuali incluse. Per quanto riguarda scappatoie varie per pagare meno tasse, purtroppo le vie dei commercialisti sono infinite, servirebbe un sistema di tassazione piu’ semplice che fornisca meno scappatoie e trucchetti, ma mi sa che e’ facile dictu, difficile factu.
Comment by pegna — 11 January , 2007 @ 4:06 pm
Acci dfc, non riesco piu’ ad inserire commenti, strano. Spero che tu riesca a leggerli, non voglio iniziare nessuna diatriba, ma ti assicuro che sono del settore e che i costi di ricarica sono effettivamente nulli, come e’ quasi nullo per le aziende il costo dell’invio di un messaggio. Nel loro caso il costo materiale delle operazione e’ nullo, i costi da considerare sono quelli riguardanti il personale addetto e i costi di ammortamento del sistema telematico e della manutenzione. Ok poi ci puoi aggiungere un sacco di marketing.
se sei del settore non discuto. pensavo che tesserine, procedure di tariffazione in tempo reale invece che in batch come avviene con gli abbonamenti e tutto l’ambaradan necessario a gestire uno strumento del genere avesse un costo >0, ma se non e’ cosi’ non discuto.
Comment by pegna — 11 January , 2007 @ 4:13 pm
Opsss, hehe, adesso ho letto la scritta “Lascia un commento - Se il commento non appare lo sblocco io - Non immetterlo di nuovo” scusa dfc, oggi sono decisamente distratto…
diciamo sei volte distratto, ma va bene lo stesso
sei un ragazzo in gamba e simpatico e quindi, per stavolta, non ti faccio pagare i cinque annullamenti, ma la prossima …
Comment by pegna — 11 January , 2007 @ 4:17 pm
Caro Dfc, sono approdato sul tuo blog solo di recente,ma nel giro di due giorni ho spazzolato quasi tutto il tuo blog. Mi piaci,sei diventato una droga ed io raramente dipendo da qualcosa.Apprezzo poche persone nella mia vita,e tu sei la prima “virtuale”.Leggerti è,e sarà,sempre un piacere. Un tuo fan
Emanuele, mi emozioni e un po’ mi fai preoccupare. Ma come, ho scritto praticamente un libro e tu te lo spazzoli in due giorni? Di questo passo per tenerti sveglio devo fare quindici post al giorno
Comunque benvenuto e grazie
Comment by Emanuele — 11 January , 2007 @ 8:08 pm
Aggiungo..scusa la ripetizione di “blog” nella prima frase del commento precedente,con tanto di mala costruzione della medesima…ma ho la febbre e l’italiano ne risente influendo sulla mia autostima..
beh, se l’italiano non e’ il tuo forte qui sei a casa tua. A parte il controllo di eventuali errori di battuta fatto con word, io non ricamo troppo su stile e sintassi. e si vede.
Comment by Emanuele — 11 January , 2007 @ 8:13 pm
No,non preoccuparti..non avevo semplicemente niente da fare.Gli esami li ho fatti,attendo tediosamente quelli nuovi.nel frattempo spazzolo il web e il tuo blog per istruirmi ulteriormente!
ottima intenzione, non sono certo di essre ua scelta consigliabile ma sono contento lo stesso
Comment by Emanuele — 11 January , 2007 @ 9:12 pm
Ops devo smentirti e questo mi rende molto infelice.
Da parecchi giorni ormai le farmacie mi fanno sconti sui prodotti da banco del 15% e anche 20%, questo avviene perche in un grande magazzino della città con due oo nel nome, hanno aperto un banco farmacistico.
Questa cosa mi fa molto incazzare perche se i farmacisti possono farlo oggi avrebbero potuto farlo anche in passato.
P.S.1 non ho mai chiesto sconti a nessuno fanno tutto loro.
P.S.2 Io insisto con la storia del romanzo…tu pensaci o se puoi provaci e poi mi dici.
TVB Marco
lo sconticino dalle mie parti lo fanno anche senza doppia o. un po’ a caso e molto a simpatia, pero’ lo fanno. forse e’ perche’ io sono un clientone. comunque non ho notizia di queste aperture di massa.
Comment by Marco — 12 January , 2007 @ 11:41 am