Abbandonando per un po’ la fisica quantistica e la cosmologia che diciamoci la verita’, hanno un po’ rotto le balle, ritorniamo per un attimo alla fisica classica. Quindi ciclotroni e particelle, in particolare i bosoni di Higgs che, non so perche’, mi ricordano le particelle leghiste con la fissa delle origini celtiche, possono andarsi a fare un giro a onn’ e’ mare e torniamo agli strumenti di studio della fisica che hanno utilizzato anche personaggioni del passato come Galileo Galilei e Isaac Newton. Tizi un po’ sfortunati questi due. Dopo una vita passata a farsi il mazzo cosi’ con esperimenti, osservazioni e calcoli, i non addetti al settore li ricorderanno l’uno per una frase da cazzone, quell’"eppur si muove" che fa tanto cornuto e mazziato e l’altro per quella storia della mela che fa pensare che passasse tutta la giornata a dormire al fresco sotto gli alberi e che la legge della gravitazione universale gli sia arrivata alla mente cosi’, con una botta di culo.
Gli strumenti in questione sono cose come pendoli, piani inclinati, campane a vuoto e l’onnipresente grave, come viene chiamato sui tomi di fisica per fare gli atteggiosi, che altro non e’ che una palla di materiale pesante o un banale peso da bilancia del cui moto e di eventuali cadute, lungamente i fisici amano disquisire.
I due concetti di base sui quali mi soffermero’ brevemente sono massa e inerzia. Per le definizioni scientifiche vi rimando a wikipedia. Infatti, e’ inutile che mi dilunghi. Voi non siete qui per imparare, ma solo nella speranza di trovare qualche disegno con i cazzetti. Speranza che andra’ ancora una volta disillusa perche’ lo scanner e’ l’oggetto informatico che odio di piu’ al mondo (immediatamente dopo quella specie di piastra che fa da abominevole mouse sui portatili) e i cazzetti fatti col paint shop non vengono aggarbati.Per le definizioni di massa e inerzia vi prego di pensare ad una splendida giornata di primavera in campagna. Sole, temperatura fresca. Quei rompicoglioni di insetti ancora in letargo o che cazzo fanno gli insetti d’inverno. Voi siete in bicicletta, su un bel sentiero, affiancato da un tranquillo ruscello di acqua freschissima. Il ruscello non e’ essenziale, ma fa atmosfera e ce lo metto. Mentre state pedalando senza difficolta’ affidandovi alla forza taurina delle vostre virili cosce, incontrate una graziosa amica che vi chiede un passaggio. Ecco, non so quanti di voi abbiano avuto la fortuna di portare una ragazza a canna su una bicicletta (si lo so che il post e’ un post scientifico e ragazze e ruscelli non c’entrano nulla, ma il post lo sto scrivendo io e faccio che cazzo voglio). Io ho portato ragazze in macchina, in moto, le ho lasciato il timone di una barca a vela e la barra di un aereo ultraleggero, ma portare una ragazza a canna sulla bici e’ un’altra cosa. E’ una questione di posizione. Lei davanti e voi dietro. Costretti, ufficialmente per controllare la strada, a tenere il corpo appoggiato alle sue spalle ed il viso affiancato al suo. Se e’ proprio il vostro giorno fortunato lei avra’ messo un profumo leggero e tra una pedalata e l’altra vi verra’ di darle un bacetto leggero sul collo.
Il vero scienziato, in una situazione del genere, non sacrifica completamente il suo spirito di osservazione e si mette a pensare a massa e inerzia. Almeno io, in una situazione come quella appena descritta l’ho fatto. Il che ha fatto di me un secchione di fama internazionale in un periodo che le pupe, i secchioni, li odiavano.
Quello che osserverete, subito dopo aver fatto montare la gazzella sulla canna della bici, e’ che lo sforzo per partire e’ aumentato. Certo, non ci vuole la laurea per dirlo ma ci vuole per definirlo. Tutti siamo in grado di vedere i fenomeni macroscopici, quello che e’ fondamentale e’ trovare delle leggi che li regolano in maniera ineccepibile. Lo sforzo e’ aumentato perche’ e’ aumentata la massa che dovete far muovere. Attenzione, non il peso, quello e’ un fattore legato all’accelerazione di gravita’, ma la massa, che e’ l’unico fattore costante ovunque vi troviate. Infatti, voi sulla Terra avrete una massa m ed un peso p, sulla Luna, dove la gravita’ e un sesto di quella terrestre la massa rimarra’ m, mentre il vostro peso sara’ p/6.
Ecco, siete appena entrati nel mondo della meccanica classica che non ha niente a che fare con pinze e chiavi inglesi. La dinamica, e per la precisione il secondo principio, ci dicono che appena la nostra amica e’ salita in bici la massa e’ aumentata e che quindi sara’ necessaria una forza proporzionalmente maggiore per far partire la bicicletta. Allo stesso modo, l’aumento di massa avra’ reso anche piu’ difficile frenare. E questo e’ utile saperlo in anticipo, onde evitare che la romantica passeggiata si trasformi in una prosaica caduta col culo a terra. Questa ritrosia della massa a modificare il suo stato di quiete o di moto, si chiama inerzia.
Questa e’ una cosa altamente suggestiva. In condizioni ideali, il nostro universo e’ conservatore. Conservatore nell’accezione politica del termine, nel senso che preferisce che le cose rimangano come sono. Quindi se una massa si muove con un moto uniforme, fa resistenza all’idea di arrestarsi. Se viceversa e’ ferma, tende a rimanere ferma. Quello che sconvolge la pace di questo universo cazzeggiatore sono le forze che per giustificare un nome cosi’ vigoroso, passano il tempo a rompere le balle.
Quindi perche’ se una massa e’ in movimento, in condizioni non ideali, alla fine tende a fermarsi? Perche’, anche se non e’ evidente, c’e’ una forza che sta agendo. Questa forza non e’ l’attrazione gravitazionale, come credono molti, ma piu’ precisamente l’attrito. L’attrito, infatti, ed in particolare l’attrito viscoso, si puo’ manifestare anche in assenza di gravita’. In assenza di attrito, si potrebbero realizzare le condizioni per il moto perpetuo, ma siccome non sono note condizioni di attrito nullo, un grave in moto, lentamente ma inesorabilmente tende a fermarsi. Per gli spiritosoni, la cosa vale anche per un grave in auto. Ma che fine fa il moto, o meglio l’energia che e’ stata necessaria per mettere in moto il grave? Grazie all’attrito si trasforma in calore. Il calore e’ una forma di energia alla quale i fisici guardano con sospetto e malcelato disprezzo. Infatti, e’ un’energia indisciplinata che non e’ possibile immagazzinare in maniera efficiente e che tende a fare i cazzi suoi alla grandissima. Questo porterebbe ad una discussione sull’entropia termodinamica, ma mi sembra argomento abbastanza consistente per parlarne in un futuro articolo.
Per il momento vi basti questa conclusione fisica/filosofica. In un universo ideale le cose in moto restano in moto e quelle ferme restano ferme. Tutti sanno cosa devono fare e nessuno ha i grilli per la testa. Praticamente la Svezia. Nel nostro universo invece, a causa della presenza di molteplici forze (fra cui l’attrito), l’entropia e quindi il disordine sono in continuo aumento. Questo vuol dire che dopo la bella passeggiata e dopo aver assaggiato il profumo tenue e dolcissimo del collo della gazzella che avete avuto la fortuna di portare in bici, inevitabilmente le cose cambieranno. Litigherete e non vi vedrete piu’ o vi sposerete e diventerete invisibili l’uno all’altra. A meno che il Signore non vi faccia dono dell’amore. In questo caso ve ne fotterete dell’entropia e del principio di conservazione dell’energia e vivrete felicemente da fuorilegge.
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Beh, stavolta il tema trattato è molto leggero, però in fondo la protagonista del post non è nè la massa e nè l’inerzia… Acci, io non l’ho mai portata una ragazza a canna sulla bici…
Pegna e’ un tipo sveglio
Comment by Pegna — 12 January , 2007 @ 9:12 pm
Sì, tema più leggero.
E non a caso è stata creata una nuova categoria.
Sicuramente tornerà utile a tutti coloro che non hanno studiato fisica e a quelli che come me passavano le ore di fisica a fumare nei cessi.
infatti nuova categoria. ecco perche’ a scuola c’era quella puzza di fumo nei cessi …
Comment by Splendid Mark AKA diabolicomarco — 12 January , 2007 @ 10:42 pm
:D
sai quei sorrisi che ti portano a quanto, sul tomo di fisica, ripensavi a quella ragazza che ti è salita ieri sul motorino.. e tu non sapevi un benemerito riguardo massa, peso e attrito e finisci inevitabilmente col tamponare il paraurti a te inanzi?
ecco. l’ho appena fatto.
cmq… riguardo al futuro post sull’entropia termodinamica ti prego di citare asimov. Precisamente il suo più bel racconto: l’ultima domanda.
Un saluto stanco.
Ok.
Comment by tusaichi — 13 January , 2007 @ 12:31 am
ah, per una qualche strana legge fisico-sociologica, il paraurti a te innanzi è di certo o di mercedes o di un buzzurro litigioso e tendente al triviale.
E le due cose non si escludono a vicenza.
Anzi.
e a Padova? Poi dici che le mie sono brutte
Comment by tusaichi — 13 January , 2007 @ 12:34 am
Commento fuori post: tutto bene con Mascherina, caro DFC.
Un saluto,
DevilMan
sono felicissimo. quel cattivone ha riaperto il blog ma non me lo aveva detto. me ne sono accorto per caso. Cia Devilman
Comment by DevilMan — 13 January , 2007 @ 6:09 am
So che è assurdo, ma ho imparato più cose su questo blog che in tre anni alle superiori (negli ultimi due abbiamo evitato questa materia “nefasta”)!Se i prof fossero tutti come DFC…
sarebbero tutti bocciati … Benvenuto Giorgio, scherzo ! Ora ti ho riconosciuto
Comment by Giorgio — 13 January , 2007 @ 7:57 am
Ciao dellefragilicose, passo per un saluto a te e alla compagnia tutta. Ultimamente mi connetto un po’ più di rado. Ogni volta leggo due o tre giorni di arretrati, ma sia perchè ogni aggiunta alle discussioni sarebbe ormai tardiva, sia perchè ultimamente ho il cervello troppo occupato su questioni altamente suscettibili di causare, a fine giornata, l’emicrania, e quindi non riesco a formulare nessun pensiero che mi risulti degno di essere scritto, mi astengo dal commentare. Certo però che se veramente in quella situazione hai pensato alla massa e all’inerzia sei proprio un vecchio secchione barbogio!
Potrei capire se ci avessi riflettuto ripensando all’accaduto una volta a casa, ma proprio nel mentre…
Ad ogni modo vorrei esporti un quesito: ma quella che mi blocca prima ancora di salire sulla bici, che mi fa rimanere seduto sul divano, è l’inerzia allora?
Un’altra cosa. Hai paragonato l’universo ideale alla Svezia. Mi chiedo se l’universo reale sia paragonabile all’Italia vista la percentuale di “massa mancante” o “materia oscura”. Non so se ci siamo capiti, credo di si, comunque il dato a cui mi riferisco è in “Il nemico in casa 2″.
Ah, volevo aggiungere anche che tusaichi ti ha consigliato bene.
Hasta luego a pronto.
Caro Saint, bentornato. L’universo reale e’ un po’ piu’ simile agli Stati Uniti. Le cose funzionano benino e se sbagli ti spezzano in due. L’Italia somiglia di piu’ all’operetta. Si sono un secchione. Ci sono dei momenti di cui non posso scrivere per pudore, nei quali ho pensato anche di peggio
Che tu fossi afflitto da considerevole inerzia lo avevo gia’ sospettato
Comment by Saint — 13 January , 2007 @ 4:44 pm
La ragazza sul palo rimanda all’immagine di un’Italia di molti anni fa quando bastava poco anche per uscire con una ragazza, una vecchia bicicletta dava quanto una moderna fuoriserie.
Ma poi, come finì con quella ragazza ?
Bene nell’immediato. Entropicamente nell’evoluzione. Peccato
Comment by Rasputin — 14 January , 2007 @ 6:09 pm
La maledetta telecom mi fa leggere in ritardo questo tuo splendido post! che cada un grave sulla testa del tronchetto o chi per esso visto che s’è più o meno dimesso quel fesso..tripla rima in esso
non ti preoccupare. grazie
Comment by Emanuele — 15 January , 2007 @ 1:46 pm
Senti, boss.
Io con la fisica non ho un buon rapporto. Mai avuto, proprio.
E sulla differenza tra massa e peso c’ho perso più di un pomeriggio.
Vista la dedizione con cui mi presto a guardarti le spalle, mi sento in diritto di chiederti lumi.
Cosa diavolo è codesta massa? Perchè non varia? E che differenza effettiva passa tra massa e peso?
Ossequiosamente grazie.
P.S.
Ho ben capito che lo staff è fatto di paraculi: chissà in quanti stavano sperando che qualcuno s’esponesse a chiederlo… Per poi dire “Oh, ma dai, una cosa così elementaVe…”.
P.P.S.
Ho ben capito che all’interno dello staff la mia posizione di “faccia di culo” è indiscutibile.
P.P.P.S.
Ho ben capito che, se l’Italia fosse una forma di energia, sarebbe certamente il calore.
Ok, ti uso come esempio. Formalmente la massa e’ una proprieta’ del tuo corpo, il peso invece e’ una proprieta’ del campo gravitazionale nel quale sei immerso. Quindi poiche’ tu non vari mai, sia sulla terra che sulla luna, la tua massa e’ costante mentre il peso dipende dalla gravita’ della terra o della luna. Sperando che non passino fisici da queste parti potrei dire che la massa sono il numero delle particelle che ti compongono, mentre il peso e’ l’effetto che fanno sul campo gravitazionale. + chiaro?
p.s e p.p.s.: non mi esprimo
p.p.s.: esatto
Comment by serpiko — 15 January , 2007 @ 2:12 pm
Porcaccia la puttana mi ero perso questo post! Che cazzo, quoto Giorgio (avevo 3 in fisica).
Lo dicevo io che l’amore è per gli alieni (alieni a questo mondo), vale a dire pia illusione.
suppongo sia un complimento
Comment by Davide — 19 January , 2007 @ 2:59 am
Asssolutamente sì, con tre esse
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Comment by Davide — 19 January , 2007 @ 11:29 am
come funziona sto commentario ? Sono solo io ad essere così sprovveduto.. o ce ne sono altyri ?
Comment by Marco — 15 August , 2007 @ 7:37 am