Oggi sarebbe fin troppo facile scrivere uno di quegli articoloni sulla degenerazione della societa’ e di quella italiana in particolare. C’e’ solo da scegliere tra il macello di Erba e la storia degli occhi strappati ai morti (a Roma, culla della civilta’ occidentale e non in una landa lontana spazzata da vento e neve). Merce che lascio volentieri a chi si ciba di carogne e ama ricamare su macabri particolari come quello che ad uccidere il bambino sia stata la donna (vedi qui, qui, qui, qui, e ancora qui) come se questo rendesse piu’ efferata un’azione che a mio avviso ha gia’ raggiunto i limiti estremi dell’efferatezza.
Io provo a fare una scelta diversa. Niente pane inzuppato nel sangue. Una riflessione e due notizie.
La riflessione. Inutile cercare un’indignata spiegazione del male. Il male si giustifica con la sua stessa esistenza. Scandalizzarsi e considerare quella del male una presenza aliena al nostro universo e’ un atteggiamento da zitella bigotta che critica gli extracomunitari di colore dicendo che sono sporchi, ma gli guarda compiaciuta tra le gambe per vedere se e’ vero. Giornali e televisione mi hanno stancato con questo balletto. E mi hanno stancato anche gli spettatori, i lettori, quelli che in autostrada fanno la fila per sbirciare l’incidente e se c’e’ uno coperto con il lenzuolo si sporgono per vedere meglio e pure quel pirla che in televisione fa le macchiette dietro ai giornalisti dei TG. Forse non e’ evidente, ma e’ un servo del sistema anche lui. Un giorno vi spieghero’ perche’.
Le notizie. La prima. Il padre della signora uccisa e nonno del bambino ha parlato di perdono. L’altra, Giuseppe Soffiantini ha deciso di finanziare la pubblicazione delle poesie di uno dei suoi rapitori attualmente recluso.
Il male ed il perdono. Esistono entrambi e di entrambi bisogna tenere conto. Altrimenti e’ solo una corsa cieca e disperata verso un buio che non ammette confine.
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Finalmente il simpatico Bruno Vespa non potra’ varci vedere il plastico della villetta di Erba
secondo me si, magari con i pupazzetti dei coniugi. se ci si vuole rotolare nel fango come porci in brago non ci voglio grandi scuse.
Comment by Marco — 12 January , 2007 @ 11:48 am
Perdono? Io non l’ho vissuta, ma se una cosa del genere succedesse a casa mia o a un mio caro, e poi capitassi “a tiro” dei responsabili, finirei pure io sui giornali senza pensarci su nemmeno un secondo.
La notizia relativa a Soffiantini è ovviamente tutta un’altra cosa.
Vortex, non fraintendere. era solo un tentativo di far vedere un altro lato della vicenda. Ho piu’ volte esplicitato la mia propensione alla vendetta e non sono stato folgorato sulla via per Damasco. Ancora no, per lo meno.
Comment by Vortexmind — 12 January , 2007 @ 11:51 am
In effetti c’è da chiedersi cos’è che ci ha reso cinici e morbosi…. È stata forse la spettacolarizzazione di tutti gli eventi cui ormai i mass media ci hanno abituati?
Ma poi, sono gli strumenti di comunicazione (televisone in prims) che ci hanno fatto diventare così o sono loro che si sono adattati ad una nostra crescente esigenza? Non è così scontata la risposta, non per me. Dietro ogni strumento c’è un uomo a muoverlo.
Il perdono è un gesto nobile e di un’umanità grandiosa, ma posso capire che il desiderio di vendetta si insinui, specie quando il dolore è ancora forte. Ma può chiamarsi ancora giustizia quella fatta macchiandosi dello stesso crimine dell’accusato? Forse è un semplice palliativo che ci seduce con la parvenza di un’attenuata sofferenza.
Dario, discutevo qualche minuto fa con un mio amico sul fatto che vedere e cibarsi di tanta violenza la rende priva di significato. c’e’ una specie di assimilazione con lo spettacolo offerto da film e telefilm e non si riesce piu’ a percepire la differenza. probabilmente non e’ stata valutata in pieno la potenza del mezzo televisivo e la sua capacita’ di penetrazione. Sul perdono non mi pronuncio, ne constato solo l’esistenza come concetto. certe strade sono lontane dalla mia esperienza.
Comment by dario — 12 January , 2007 @ 12:55 pm
Sinceramente: secondo me c’è di più importante al mondo di 5 vite assassinate. Se pure in modo barbaro e inconcepibile.
anche questo e’ vero. chiaramente non per chi e’ morto e per i loro parenti, ma piu’ in generale e’ vero
Comment by mugnolo — 12 January , 2007 @ 3:18 pm
Anche io mi chiedo spesso del perchè e di quanto sia giusto che i nostri telegiornali e tutto il resto siano incentrati sull’”APOCALISSE”… Sarà davvero così?
Per lo stesso motivo per il quale tutti leggono l’inferno di Dante e non il Paradiso
Comment by MaubrA — 12 January , 2007 @ 4:17 pm
In effetti, numericamente è ben più grave, per dire, l’assassinio di civili a dozzine alla volta che i simpatici cowboy della democrazia commettono giorno dopo giorno. E’ che quelli non li vediamo, chissà che faccia hanno? Questi qui ci sbucano fuori da sotto al culo, non ce lo aspettiamo, ed è uno shock. Ipocrita e miope, ma colpisce.
Aloha a tutti, buon fine settimana. ‘Sto nuovo anno è cominciato proprio di merda, eh?
un po’. ma anche il 2006 era finito non male con la storiella delle impiccaggioni spettacolo.
Comment by settantasette — 12 January , 2007 @ 5:06 pm
Si DFC, questoè indubbiamente vero. però quanto questo ci viene imposto e quanto noi stessi lo ricerchiamo? o richiediamo al mezzo di informazione di essere li, presente, nel momento in cui succede per potercelo far vedere anche a noi? io parto spesso dal presupposto che se non c’è domanda allora non c’è offerta. e’ anche vero che si è in grado di stimolare e guidare la domanda.. è sicuramente un circolo vizioso.. certo però che se fossimo così abiutati alla violenza non ci indigneremo per la strage di erba o per l’impiccagione di saddam.. perchè uan cosa è voler vedere, un’altra è indignarsi, e almeno qualcuno che si indigna c’è ancora.
certo Dario. Sono d’accordo. Diciamo che la cosa che fa schifo in generale e’ lucrare sulla disgrazia delle persone. A me quelle interviste dei TG con il giornalista che ficca il microfono in bocca a quello che ha perso un figlio e gli chiede: che si prova? fanno veramente girare le balle. alla fine dei conti probabilmente basterebbe eliminare certi eccessi. almeno credo
Comment by dario — 12 January , 2007 @ 5:13 pm
divento sempre più intollerante non a notizie di questo genere (che sono tragiche) ma al modo con il quale esse sono trattate. ieri sera, su italia uno, l’uomo è improvvisamente diventato “dal sorriso ambiguo e truce, o qualcosa del genere” mentre la donna ha forse ucciso perche LEI non poteva avere figli, il tutto condito da una voce smielata ed addolorata. fino a qualche settimana fa, il mostro era il marito tunisino.
secondo me non gli e’ parso vero di mettere le mani su questa coppia. i tunisini sono un po’ svalutati. Cia Nadietta, stai bene?
Comment by nadia — 12 January , 2007 @ 5:42 pm
Il male ed il perdono, così come il bene e la vendetta. Così quadriamo il cerchio di questa esistenza che a volte vorrei tanto vivere al canto di “take it easy!”…peccato che l’operazione non mi riesca quasi mai. E oggi in particolare, caro DFC e soci, la vita mi fa più male del solito…
mi spiace. spero che non sia per questa storia. non e’ la prima e non sara’ l’ultima purtroppo.
Comment by miriam — 12 January , 2007 @ 5:49 pm
Roma, la mia città, è stata un tempo la culla della civiltà occidentale.
Oggi della civiltà è il triste feretro.
Stiamo accalcati uno sull’altro nelle metro, sugli autobus, per le strade.
Ma siamo spaventosamente soli.
Viviamo nel terrore e nella diffidenza.
Non abbiamo più rispetto per niente e per nessuno…
Rimane comunque una citta’ dal fascino straordinario. Quando hai tempo rivedi l’episodio “in vespa” di Caro Diario. Ti riconcilierai con Roma
Comment by Splendid Mark AKA diabolicomarco — 12 January , 2007 @ 7:08 pm
E a “condire” il tutto oggi è arrivata la telefonata di scuse (giuste) dal cognato al ragazzo tunisino IN DIRETTA!
Guardacaso…
Partendo dal presupposto che il cognato si sentisse in dovere di chiedere scusa perchè lo ha trattato male e che a lui le scuse abbiano fatto piacere, ma doveva farlo proprio mentre lui registrava una intervista?
Puro caso?
Direi proprio di no e la cosa mi da alquanto fastidio; è l’ennesima spettacolarizzazione di un fatto, sicuramente tragico, ma che poi porta al discorso che fa dario: sono loro che ce lo danno “in pasto” o siamo noi che chiediamo sempre di più?
l’aspetto piu’ sconcertante, delle volte, e’ proprio l’accondiscendenza delle vittime intervistate. quasi che fosse obbligatorio farsi il pianterello in tv
Comment by spes74 — 12 January , 2007 @ 9:54 pm