Delle Fragili Cose

Cinematica delle Masse15 January , 2007 8:09 pm

E’ la prima volta che faccio una cosa del genere. So che i blogisti, quelli veri, amano sfidarsi tra loro passandosi il tema di un post facendo quella che chiamano una "catena". Io sono un blogista sui generis e sono troppo brutto per diventare opinionista tv e troppo demotivato per correre dietro alle gonnelle. Pero’ ora il gioco mi viene proposto da Stefano Epifani, il mio professore preferito e siccome mi sta simpatico e mi ha commosso con quel bel post su quella storia tremenda, non mi tiro indietro e partecipo. Io dovrei dire che cos’e’ un blog con al massimo mille caratteri. Lui che e’ uno scienziato ce l’ha fatta in 1000 esatti, almeno cosi’ dice perche’ io arrivato a trecentoventicinque mi sono impapocchiato e mi sono rotto le balle di ricominciare a contare. Io me la cavo con molto meno. Per me il blog e’ stata una terapia. Mi ha fatto abbastanza bene, ora sta perdendo un po’ effetto. Forse mi sto assuefacendo. Alla fine anche io ho usato 1000 caratteri. Spirito di emulazione.

Il mio ramo della catena si ferma qui. Io non sono come Stefano che ha 33 (dico trentatre) altri blogisti, fra cui tre Luca,  a cui passare il testimone. Io avrei giusto due o tre candidati e ho pure paura che si incazzano. Meglio rinunciare. Come dice il socio Aloha e come dice il buon Davide Au Revoir.

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DelleFragiliCose 12:43 pm

Questa mattina Daniele Francesco Carlo ha smesso di prendere le sue medicine. Ha aperto la confezione di capsule ed una ad una le ha tirate fuori dal blister. Ne ha fatto un mucchietto giallo ed appiccicoso e le ha seppellite nel fiume turbolento che scorre nel suo cesso quando preme lo scarico. Poi e’ stata la volta delle gocce. Prima ha cercato di versarle dal beccuccio poi si e’ reso conto che ci sarebbe voluta un’ora e ha cercato una forbicina. Con quella ha tolto la capsula e ha svuotato il flacone nel lavandino. Nel bagno si e’ diffuso un odore dolce e sottile, come quello di una caramella ricoperta di zucchero. Poi si e’ guardato nello specchio. Ha visto i suoi occhi e le piccole pieghe di pelle che ci sono intorno, ha visto le labbra carnose piegate in giu’, ha visto la barba bianca e i capelli cortissimi. Ha visto la fronte alta e le ciglia folte. Ha chiuso gli occhi e ha respirato piano e a lungo.
Mentre fuori era ancora notte si e’ vestito. Poi ha aperto l’armadio e ha tirato fuori la fondina. Anche dopo mesi l’odore di cuoio e’ forte . Nel metterla si e’ accorto di aver messo peso. Ha allargato le fibbie e tutto e’ andato a posto. Come prima. Con gesti attenti ha aperto il tamburo e ha infilato cinque cartucce lasciando vuoto il primo foro. Quello che impari veramente non lo dimentichi mai, quello che impari veramente non lo dimentichi mai, quello che impari veramente non lo dimen…Alla fibbia ha agganciato tre speed loader e alla cintura la nove para e due caricatori. Tutto ok. Come prima.
Ha indossato il giubbotto largo e ne appiattito le gobbe in modo che revolver, speed loader e caricatori diventassero invisibili. Quello che impari veramente non lo dimentichi mai, quello che impari veramente non lo dimentichi mai.
Senza far rumore e’ entrato nella stanza dove conserva i libri. Ha preso una scatola e l’ha aperta. Dentro ha trovato un pacchetto rosso e bianco ed una scatola di fiammiferi.
Pochi minuti dopo e’ per strada, nella mattina dolce di un inverno senza carattere. A distanza di  un anno dall’ultima ha preso una sigaretta dal pacchetto e l’ha accesa. La prima boccata gli ha fatto girare la testa e gli ha portato la nausea. Lui si e’ fatto forza e ha continuato. Dopo un po’ la testa ha smesso di girargli e lo stomaco ha ripreso a farsi i cazzi suoi. Come Prima.
Quando e’ arrivato l’autobus e’ salito. A bordo le solite facce. Una donna anziana lo ha salutato con un sorriso. Lui ha sorriso. Per tutti e’ rimasto lo stesso, per tutti e’ come sempre, per tutti e’ solo un giono in piu’ di ieri. Per tutti e’ come prima.
Per tutti meno che per due. Per chi stamattina e’ resuscitato e per chi stamattina e’ morto. Perche’ anche se la palla e’ ancora nel revolver, e’ solo questione di tempo. La strada che deve percorrere e’ dritta e precisa come una lancia di luce nel buio. Il cuore che la deve fermare e’ come se avesse gia’ cessato di battere. Quello che impari veramente non lo dimentichi. Mai.

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Brothers in Arms 9:27 am

In un tempo non molto lontano e, ancora oggi in qualche posto, esistevano gli harem. Questi erano i luoghi dove vivevano le centinaia di donne di ogni eta’ fra le quali il sultano sceglieva le sue mogli e le sue favorite. Queste povere donne vivevano isolate dal resto del mondo e circondate da eunuchi. La vita trascorreva tra fontane con giochi d’acqua, palmizi, arredi ricercati, cibo in abbondanza, profumi, vesti lussuose, cura del corpo e dei capelli. Prive di qualsiasi riferimento al mondo reale e chiuse nella loro cerchia esclusiva, l’unica possibilita’ che avevano queste tapine di affacciarsi al mondo erano i sotterfugi, i pettegolezzi, le maldicenze e i trabocchetti. Questo allo scopo di entrare nella cordata "giusta", quella della favorita.
A pensarci bene questa descrizione si adatta a perfezione al mondo politico italiano. Anche li’, una ristretta cerchia di donnette vive rinchiusa in una gabbia dorata, circondata da eunuchi compiacenti e servili. Avulse da ogni contesto di realta’, le nostre dolci ancelle trascorrono le giornate a bearsi degli agi garantiti dalla loro posizione, a disquisire di lana caprina e a parlare male l’una dell’altra in un turbinoso allitterarsi di vuote stupidita’ che renderebbero affascinante anche il vuoto pneumatico. A riprova di quanto detto basta rivolgersi alle corazzate della stampa nazionale. Questa mattina, subito dopo l’impiccagione delle mezze calzette alle quali non e’ stato girato nemmeno un filmino, le prime pagine di Repubblica, Corriere e La Stampa, sono militarmente presidiate da una questione che per essere valutata e liquidata richiede al massimo la terza elementare. Infatti, solo chi si e’ fermato alla seconda elementare per sopraggiunti limiti di eta’ puo’ sospettare che ci sia stato un solo minuto dall’otto settembre 1943 ad oggi nel quale la posizione dell’Italia nei confronti degli Stati Uniti sia stata diversa da quella che si ha allacciandosi le scarpe. Al solito scienziato potra’ venire in mente Sigonella, ma in quel caso si tratto’ della presa di posizione personale di un uomo che se fosse venuto meno all’accordo sottoscritto con i terroristi avrebbe esposto al pericolo direttamente se stesso e la propria famiglia.
E mentre ubellusconi, brodi e da mena bisticciano discutendo se siamo ancora amichetti degli americani o no, il vertice interplanetario di Caserta e’ finito con i risultati che (non) sappiamo, la gente continua a crepare in ospedali lerci, a fare i giochini in televisione per trovare un lavoro e la legge elettorale italiana e’ entrata nei testi delle universita’ della Papuasia come esempio di abominio giuridico.
Quale sara’ il prossimo eccitante argomento di discussione per le nostre pulzelle? Il colore dei calzini del presidente del senato? Il sesso degli angeli? La qualita’ del cibo alla mensa del parlamento? Piu’ probabile un ritorno sulle scene dell’immarcescibile caso scaramella, con tanto di plutonio e scaramella-girl, giusto per pompare un po’ il nuovo 007.
C’era un tempo nel quale ho pensato che lo facessero apposta. Ma ora sospetto che siano semplicemente stupidi. Furbi come delle faine ma stupidi. E non stanno dove stanno perche’ sono appoggiati dai militari. Ci sono arrivati grazie al nostro contributo. E come definire uno che si sente rappresentato da un gruppo di cretini? E’ il momento di fare come facevo durante le mie lezioni. Ad un certo punto mi fermavo, riponevo il gesso, guardavo gli studenti e dicevo: "Ora avete tutti gli elementi. Traete le conclusioni".

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