In un tempo non molto lontano e, ancora oggi in qualche posto, esistevano gli harem. Questi erano i luoghi dove vivevano le centinaia di donne di ogni eta’ fra le quali il sultano sceglieva le sue mogli e le sue favorite. Queste povere donne vivevano isolate dal resto del mondo e circondate da eunuchi. La vita trascorreva tra fontane con giochi d’acqua, palmizi, arredi ricercati, cibo in abbondanza, profumi, vesti lussuose, cura del corpo e dei capelli. Prive di qualsiasi riferimento al mondo reale e chiuse nella loro cerchia esclusiva, l’unica possibilita’ che avevano queste tapine di affacciarsi al mondo erano i sotterfugi, i pettegolezzi, le maldicenze e i trabocchetti. Questo allo scopo di entrare nella cordata "giusta", quella della favorita.
A pensarci bene questa descrizione si adatta a perfezione al mondo politico italiano. Anche li’, una ristretta cerchia di donnette vive rinchiusa in una gabbia dorata, circondata da eunuchi compiacenti e servili. Avulse da ogni contesto di realta’, le nostre dolci ancelle trascorrono le giornate a bearsi degli agi garantiti dalla loro posizione, a disquisire di lana caprina e a parlare male l’una dell’altra in un turbinoso allitterarsi di vuote stupidita’ che renderebbero affascinante anche il vuoto pneumatico. A riprova di quanto detto basta rivolgersi alle corazzate della stampa nazionale. Questa mattina, subito dopo l’impiccagione delle mezze calzette alle quali non e’ stato girato nemmeno un filmino, le prime pagine di Repubblica, Corriere e La Stampa, sono militarmente presidiate da una questione che per essere valutata e liquidata richiede al massimo la terza elementare. Infatti, solo chi si e’ fermato alla seconda elementare per sopraggiunti limiti di eta’ puo’ sospettare che ci sia stato un solo minuto dall’otto settembre 1943 ad oggi nel quale la posizione dell’Italia nei confronti degli Stati Uniti sia stata diversa da quella che si ha allacciandosi le scarpe. Al solito scienziato potra’ venire in mente Sigonella, ma in quel caso si tratto’ della presa di posizione personale di un uomo che se fosse venuto meno all’accordo sottoscritto con i terroristi avrebbe esposto al pericolo direttamente se stesso e la propria famiglia.
E mentre ubellusconi, brodi e da mena bisticciano discutendo se siamo ancora amichetti degli americani o no, il vertice interplanetario di Caserta e’ finito con i risultati che (non) sappiamo, la gente continua a crepare in ospedali lerci, a fare i giochini in televisione per trovare un lavoro e la legge elettorale italiana e’ entrata nei testi delle universita’ della Papuasia come esempio di abominio giuridico.
Quale sara’ il prossimo eccitante argomento di discussione per le nostre pulzelle? Il colore dei calzini del presidente del senato? Il sesso degli angeli? La qualita’ del cibo alla mensa del parlamento? Piu’ probabile un ritorno sulle scene dell’immarcescibile caso scaramella, con tanto di plutonio e scaramella-girl, giusto per pompare un po’ il nuovo 007.
C’era un tempo nel quale ho pensato che lo facessero apposta. Ma ora sospetto che siano semplicemente stupidi. Furbi come delle faine ma stupidi. E non stanno dove stanno perche’ sono appoggiati dai militari. Ci sono arrivati grazie al nostro contributo. E come definire uno che si sente rappresentato da un gruppo di cretini? E’ il momento di fare come facevo durante le mie lezioni. Ad un certo punto mi fermavo, riponevo il gesso, guardavo gli studenti e dicevo: "Ora avete tutti gli elementi. Traete le conclusioni".