Delle Fragili Cose

DelleFragiliCose16 January , 2007 9:31 pm

Quanto sto per scrivere è una riflessione personale. Non è legata ad accadimenti e non ha valenza politica. Chi non è interessato passi pure oltre. Per chi ha deciso di restare un’ultima precisazione. Questa non è una lezione. Su certe cose non sono in grado di insegnare nulla a nessuno. Io stesso sto ancora imparando. Questo che faccio è parte del percorso.

"Il cielo stellato sopra di me. La legge morale dentro di me". Parto da questa citazione kantiana per confidare a coloro a cui interessa saperlo, cosa vuol dire per me. Il cielo stellato rappresenta l’universo, la natura. Quello che alcuni chiamano il creato. Il primo punto di riferimento sono le leggi che governano l’universo. Impossibile ignorarle, inutile contestarle. A prescindere da me, esse esistono e valgono secondo i loro complessi e misteriosi principi. L’unica inferenza che ammettono è uno studio faticoso e senza fine allo scopo di non essere schiacciato dai loro effetti e per raccogliere e seminare, secondo quanto mi è dato fare, i frutti del vasto e stupefacente giardino nel quale vivo.
La grande morale è quella che ognuno si porta dentro e alla quale conviene presti confidenza assoluta. A prescindere dalle leggi che le comunità si impongono per regolare pacificamente la convivenza, la mia morale resta il metro con il quale io misuro l’essenza delle mie azioni. Anche se consentita dalla legge, un’azione deprecata dalla mia morale è necessario che resti bandita. È inutile avere l’approvazione del consesso umano se non si ha la propria. Al giudizio degli altri c’è speranza di sfuggire, al proprio no.
Questi non sono i miei unici riferimenti, ma sono quelli essenziali. Quanto vale la mia vita in questo universo io lo so. Di per sé nulla. È solo l’effetto biochimico di un’evenienza statistica. Sono le mie azioni a qualificarla. La nascita non mi ha garantito altro diritto che la morte. Questo l’ho imparato veramente e non lo dimentico. Mai.

Il mio nuovo Sito
MenteCritica
Meccanica delle Cose 8:31 am

Sulla scia della profittevole discussione sul supposto antiamericanismo dell’Italia, una nuova piccante argomentazione si mette a disposizione delle ancelle stupidine dell’harem romano. Una nuova succosa questione sulla quale rilasciare argute dichiarazioni, spargere maldicenze e denigrare le concorrenti nella corsa al letto del sultano. Considerando giustamente noiose questioni come lavoro, sanità e democrazia, la baruffa del giorno ruota intorno all’allargamento della base americana a Vicenza.
Da una parte ci sono quelli che nei confronti dell’America nutrono sentimenti di astio e di disprezzo. Per costoro non vale nessuna considerazione strategica e di opportunità. Gli americani gli stanno sulle balle e ogni occasione per rompergli le uova nel paniere è la benvenuta. Dall’altro lato ci sono quelli che con gli americani ai mangiano: impiegati civili, proprietari di immobili, commercianti. Anche questi della strategia e di questioni etiche non sanno che farsene. In gioco c’e’ la minestra. Di fronte all’eventualità di una riduzione della porzione, il cuore rischia di fermarsi per la paura.
In situazioni come queste, dove a confrontarsi sono da una parte il fegato e dall’altra lo stomaco di una città, dovrebbe scendere in campo il cervello e dirimere la questione. Invece, allo scopo di non scontentare nessuno, qualche ancella stupidina ma furbetta sta pensando di delegare la decisione al "popolo" tramite un refererendum cittadino. Troppo giusto. Mica la posizione strategica di questo paese e il quadro di alleanze internazionali è questione di competenza dell’harem romano. A decidere sulla posizione dei bombardieri tattici americani deve essere il signor Gepi Meneghin, lattaio in Vicenza. Nell’harem sono arrivati i vestitini nuovi, per le ancelle maschiette e quelle femminucce. C’è da misurarli.
Per un vecchio soldato come me, l’idea che un esercito straniero abbia basi sul territorio nazionale è molto sgradevole, puzza troppo di occupazione. C’è da aggiungere che gli americani non hanno fatto molto per rendersi simpatici. La vicenda della strage del Cermis e lo strazio ecologico della Maddalena dove le foche monache, prima di estinguersi erano diventate fosforescenti,  stanno a testimoniarlo. Però, disciplinatamente, la domanda da porsi è: è utile strategicamente al nostro paese avere basi americane sul proprio territorio? Se la risposta e’ sì, ci diamo l’ennesimo pizzico sulla panza e si va avanti. Se e’ no via da Vicenza e via dall’Italia. Se fosse per me, via dall’Italia.

Il mio nuovo Sito
MenteCritica
Fisica del Vuoto 8:06 am

Spero a nessuno venga in mente di usare questa storia per speculare sul discorso del ponte sullo stretto. Sarebbe troppo anche per uno stomaco allenato come il mio.

Il mio nuovo Sito
MenteCritica