Quanto sto per scrivere è una riflessione personale. Non è legata ad accadimenti e non ha valenza politica. Chi non è interessato passi pure oltre. Per chi ha deciso di restare un’ultima precisazione. Questa non è una lezione. Su certe cose non sono in grado di insegnare nulla a nessuno. Io stesso sto ancora imparando. Questo che faccio è parte del percorso.
"Il cielo stellato sopra di me. La legge morale dentro di me". Parto da questa citazione kantiana per confidare a coloro a cui interessa saperlo, cosa vuol dire per me. Il cielo stellato rappresenta l’universo, la natura. Quello che alcuni chiamano il creato. Il primo punto di riferimento sono le leggi che governano l’universo. Impossibile ignorarle, inutile contestarle. A prescindere da me, esse esistono e valgono secondo i loro complessi e misteriosi principi. L’unica inferenza che ammettono è uno studio faticoso e senza fine allo scopo di non essere schiacciato dai loro effetti e per raccogliere e seminare, secondo quanto mi è dato fare, i frutti del vasto e stupefacente giardino nel quale vivo.
La grande morale è quella che ognuno si porta dentro e alla quale conviene presti confidenza assoluta. A prescindere dalle leggi che le comunità si impongono per regolare pacificamente la convivenza, la mia morale resta il metro con il quale io misuro l’essenza delle mie azioni. Anche se consentita dalla legge, un’azione deprecata dalla mia morale è necessario che resti bandita. È inutile avere l’approvazione del consesso umano se non si ha la propria. Al giudizio degli altri c’è speranza di sfuggire, al proprio no.
Questi non sono i miei unici riferimenti, ma sono quelli essenziali. Quanto vale la mia vita in questo universo io lo so. Di per sé nulla. È solo l’effetto biochimico di un’evenienza statistica. Sono le mie azioni a qualificarla. La nascita non mi ha garantito altro diritto che la morte. Questo l’ho imparato veramente e non lo dimentico. Mai.
Il mio nuovo Sito





Un abbraccio, socio. E tutta la mia stima.
grazie
Comment by settantasette — 16 January , 2007 @ 11:06 pm
All’inizio la tua interpretazione mi pare condivisibile.
Però poi mi rendo conto che, quasi subdolamente, qui si afferma che le leggi della natura e quelle della morale sono scisse, separate per l’uomo in quanto uomo.
Il caro Kant non sapeva che farsene di Dio e della Cosa in sè (che non si possono spiegare) e ne ha fatto un bel panino imbottito con l’Uomo in mezzo.
Tra le leggi della natura (o di Dio, per chi crede) che vorrebbe maneggiare a suo uso e consumo nel tentativo disperato di sconfiggere la morte.
E la sua morale che non riesce ad imporre agli altri perché spesso non sa imporla nemmeno a se stesso.
Una visione sconsolante.
Non sono certo in grado di mettere in discussione il pensiero dell’illustre Kant, né quello dell’illustre DFC. Ma non li condivido.
Preferisco:”Ognuno di noi è una stella nel cielo e la legge morale è dentro di noi. ”
Chi non la vede non la vuole vedere.
va bene
Comment by Splendid Mark AKA diabolicomarco — 16 January , 2007 @ 11:13 pm
Maledizione! Amen fratello! In 4 paragrafi hai condensato l’abc. Ti ammiro per questa tua sintesi,non avrei saputo fare di meglio.Una precisazione,può darsi anche scontata: il cielo sopra di noi non cambia,la morale dentro di noi si o può(coraggio delle proprie azioni e coraggio di cambiare idea sulle cose vanno a braccetto). La fisica è li da sempre,con le sue leggi immutabili,ma noi possiamo imparare,migliorare e cambiare idee.Se chi ha fede vede nel cielo un dio,vede qualcosa di statico.E se l’uomo è simile a dio c’è qualcosa che non va. Anch’io non so che farmene di dio,da quando sono senza vivo meglio e mi spiego quasi tutto,purtroppo prima del tempo di planck ci va solo la teoria ma sono solo dettagli.Vorrei scrivere mille altre cose,ma è tardi e non ne ho voglia.Come dici tu Dfc,”nessuno merita tanto sforzo,e andate tutti a fanculo”!
vero. grazie
Comment by Emanuele — 16 January , 2007 @ 11:55 pm
..kant è kant.. e diceva il mio prof “magari kant ha sbagliato..ma magari sbagliare come sbagliava lui!”
e fin qui oghei.
però io sulla mia tomba, al posto di saggi epitaffi, preferisco sia inciso
“scusate, sono momentaneamente assente, ma se è vera la teoria del big crunch, allora a presto gente!”
:D
divertente, come sempre
Comment by tusaichi — 16 January , 2007 @ 11:57 pm
Certe volte mi chiedo quale sia il reale valore della “morale dentro di noi” quando essa non fa altro che remare contro. Sono stato tentato più volte di mandarla al diavolo e fottermene. Ma non ci riesco, e forse è meglio così. Tanto so già che grazie alla mia testardaggine non saro mai in grado di prescindere da essa.
Domanda difficile
Comment by Vortexmind — 17 January , 2007 @ 1:38 am
Ammetto che devo migliorare di disciplina. A volte arrivo a compromessi, e “non ho ancora imparato a vivere senza rimpianto” (Anathema).
Se mai imparerò non lo dimenticherò. Mai.
ottima prospettiva
Comment by Davide — 17 January , 2007 @ 2:51 am
” E dentro di me sono OSCURO. Sono come un pozzo nelle cui acque la notte lascia le sue STELLE e, sola, prosegue per i campi.” (Pablo Neruda)
Sono anni che so a memoria questi versi. L’oscurità e le stelle al contempo dentro di noi.
Non so perchè, ma ciò mi rende ragione di molte cose. E, al tempo stesso, mi rassicura.
Grazie DFC.
prego, grazie a te
Comment by miriam — 17 January , 2007 @ 3:42 pm
Che piacere sentir parlare del filosofo che mi ha fatto “eccellere” agli esami di maturità…!
La legge morale che (tutti) abbiamo dentro, a me non sembra scontrarsi con il cielo stellato sopra di noi. -L’uomo nasce buono- diceva un Maestro…! Sembra piuttosto che qualcosa ci si sia infilato in mezzo, come un anello anomalo che devia la legge morale insita nella specie umana volta a favorire, col minimo rimorso, l’aspetto egoistico dell’esistenza. A che sarà dovuta? Soldi? Successo? Capitalismo? Io mi sono fatto la mia idea.
credo di conoscerla
Comment by Diabolik — 17 January , 2007 @ 4:29 pm
quello di kant è un metodo.
accoglierlo acriticamente come filosofia di vita farebbe rivoltare lo stesso kant
ho detto questo?
Comment by bart — 17 January , 2007 @ 9:43 pm
nella misura in cui trai delle conclusioni che credi vere (come nell’ultimo paragrafo), sì
se lo dici tu, sara’ cosi’
Comment by bart — 18 January , 2007 @ 10:58 pm
Per Vortexmind, studiando il comportamento morale: “la ricerca condotta da Varin e collaboratori su ragazzi adolescenti conferma come la fruizione televisiva indiscriminata possa favorire lo sviluppo di valori edonistici e di meccanismi di disimpegno, che si esprimono in modo diverso nei ragazzi e nelle ragazze. In particolare le ragazze adottano, in forma privilegiata, meccanismi di giustificazione morale, mentre i ragazzi forme di deresponsabilizzazione morale.” (Camaioni, Di Blasio).. In breve, x mandare al diavolo la propria morale basta 1 pò d tv!
Azz. Per fortuna che il parmigiano non ti ha portato via.
Comment by Giorgia — 19 January , 2007 @ 1:03 am
Giorgia docet
vero
Comment by Davide — 19 January , 2007 @ 2:41 am
e non sei contento?
non so
Comment by bart — 19 January , 2007 @ 9:17 pm
dovresti esserlo.
Gesù è risorto.
anche noi risorgeremo con Lui!
sei fortunato ad avere queste certezze
Comment by bart — 19 January , 2007 @ 10:44 pm
ciao dfc. ho aperto anch’io un blog
Bravo Bart. Sono passato da te. Il tuo primo post e’ breve ma molto bello. In bocca al lupo
Comment by bart — 21 January , 2007 @ 5:07 pm