Delle Fragili Cose

Cinematica delle Masse20 January , 2007 8:46 pm

Negli ultimi tempi sono stato troppo buono. Ora mi sono un rotto. Il dottore dice che l’umore altalenante e’ normale per chi come me, ha un lieve esaurimento. Comunque l’esaurimento non deve essere tanto lieve, visto che nonostante le pillole, le goccine e le lunghissime chiacchierate spacca balle, ormai sono piu’ di sei mesi che alterno feroci impulsi omicidi a stati semi catatonici.
Quando racconto al dottore che mi sono dotato di un M249 e di una dellefragilicosemobile, oltre alla fida 357 che mi e’ stata regalata quando avevo 12 anni, lui si guarda in giro un po’ imbarazzato e con gli occhi controlla se ha chiuso la porta a chiave. Poi prende il blocco e ci scrive sopra qualche altro appunto. Alla fine mi lascia andare con una ricetta cosi’ piena di medicine che quando arrivo in farmacia le dottoresse mi fanno dei sorrisoni arrapanti che sono tutti un programma.
Oltre alle medicine mi vengono comminati anche paterni consigli, nonostante il dottore abbia dieci anni meno di me. "Si distragga" come se fosse facile per uno che vive solo e esce solo per andare al lavoro, "Non pensi sempre alle stesse cose" se non lo facessi non sarei malato, "Guardi qualche spettacolo leggero alla televisione". Siccome in genere me ne fotto dei consigli e giovedi’ sera stavo cosi’ teso che ho abbattuto una mosca solo guardandola, ho deciso di dimenticare per una sera di essere un fisico-filosofo-poeta-soldato-storico-sessualmenteinibito-cibernetico-blogista-secchione-intellettuale-quattrocchi-ciccione e, tomo tomo chiatto chiatto, mi sono messo a vedere il Grande Fratello 7 o 8 non so, comunque fa lo stesso.
Devo premettere che l’effetto non e’ stato buono. Prima di proseguire, i minorenni sono pregati di trasferirsi a questo link.
Non so perche’ ma la visione del Grande Fratello 7 mi ha scatenato una ferocia che nemmeno io pensavo di possedere. Una sola cosa e’ riuscita a calmarmi, la progettazione di un’operazione di vendetta su autori ed interpreti di questa assurda pantomima.
Servono 21 uomini bene equipaggiati e molto risoluti. Il primo da spedire a casa del mio dottore con un robusto bastone, in modo da fargli togliere il vizio di dare certi consigli da pirla.
Con gli altri 20 occuperei gli studi durante la diretta del giovedi’ e, obbligando la regia a continuare a trasmettere, mi regolerei cosi’:

  1. Metterei tutto il pubblico presente in sala in ginocchio sui ceci con il compito di applaudire ininterrottamente. Frustate a chi si ferma perche’ gli bruciano le mani.
  2. Appenderei la marcuzzi a una di quelle altalene dove stavano appesi i due concorrenti e mentre viene innaffiata con un getto di acqua fredda le farei dire continuamente "ragazziiiii ragazziiii ragazziiii ….."
  3. Ordinerei ai miei uomini di circondare la casa dove stanno rinchiusi i subumani e poi fare irruzione.
  4. Trascinerei tutti in studio mentre la casa e quella specie di deposito vengono dati alle fiamme.
  5. Infliggerei agli uomini 200 nerbate e convincerei le donne a mangiare 50 bombe alla crema. La violenza sulle donne non mi piace nemmeno per scherzo.
  6. Prenderei il grande fratello, quello a cui tutti parlano guardando in alto come se fosse Nostro Signore, e lo costringerei a vedere di nuovo i Grande Fratello a partire dall’uno fino a quello dell’anno scorso. Comprese le notti a base di russate e peti.
  7. Dopo aver fatto uscire tutti brucerei lo studio e disperderei le ceneri. Spargerei sale sulle rovine e isserei un cippo con un’incisione: "A perpetuo monito".

Lo so. Uno puo’ dire che se certe cose non piacciono basta non guardarle. E’ vero. Per lo stesso principio nessuno dovrebbe dire che fumare e’ un vizio schifoso, che bere troppo fa male alla salute e che credere a alle panzane della pubblicita’ e’ da stupidi. La verita’ e’ che se un bambino chiede un gelato, poi un altro e poi un altro ancora, nessun adulto puo’ dargli tutti i gelati che vuole con la scusa che sta facendo quello che il pubblico vuole. Insomma, se tanti hanno le idee confuse e’ anche perche’ le prime serate delle televisioni sono affollate di questa merce. Se certa televisione fa male bisogna dirlo e non avere paura di chi si incazza quando lo dici e lo scrivi.
Da ora e fino alla fine mi disinteressero’ di questo programma, sia dal vivo che su web. Per vedere un bel culo non e’ necessario passare il tempo davanti alla televisione. Con un intelligente iniziativa ed un po’ di fortuna uno puo’ anche vederlo dal vivo. Mi dicono sia piu’ divertente.

p.s. Il culo della foto e’ uno di quelli delle ragazze comuni che partecipano al grande fratello 7. Tutte le ragazze comuni che non lo hanno cosi’ sono invitate a diventare anoressiche. Grazie.

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Meccanica delle Cose 10:15 am

E’ solo di ieri il mio articolo sull’incapacita’ del grande capitale italiano di avere un ruolo attivo ed effettivamente propulsivo nello sviluppo del paese. Ne ho evidenziato l’atteggiamento liberista rispetto agli oneri e statalista rispetto agli onori. In questo caso potremmo parlare di capitalismo dei figli di papa’, quello abituato a trovare l’ovetto cotto e mondato e al fatto che c’e’ sempre qualcuno che gli toglie le castagne dal fuoco.
Oggi, per completare il quadro, vorrei accennare alla faccia criminale del grande capitalismo italiano.
Comincerei con rammentare due vicende ancora vive nella mente di molti. Basta fare due nomi, Cirio e Parmalat. Sul caso Cirio ho trovato questo studio della Luiss, in formato PDF. Per chi non avesse voglia di scaricarlo, questo e’ il link alla versione html. Stessa fonte, la Luiss, stessa autrice, MariaKatia Di Staso, per lo studio sulla vicenda Parmalat di cui qui trovate il PDF e qui la versione html. Ho preferito linkare pubblicazioni accademiche, ma se volete la rete e’ piena di riferimenti, soprattutto da parte di povera gente che su queste vicende ci ha rimesso le penne. Povera gente che, probabilmente su diretto suggerimento del grande burattinaio, ha la sua tutela in personaggi che affermano che lo stato, quindi la collettivita’, deve farsi carico dei risarcimenti per i danni subiti.
Quindi, anche per quanto riguarda l’aspetto criminale, i grandi capitalisti pappano e lo stato risarcisce. Perfetto.
Che dire poi della storia Telecom? Da impresa a partecipazione statale con profitti biblici a impresa privata con perdite altrettanto rilevanti. In quella fase, un governo di centrosisinstra, ha acconsentito al fatto di vendere un impresa in eccellenti condizioni economiche ad un compratore che ha offerto come garanzie i redditi dell’impresa stessa. Una cosa che non ha precedenti nella storia del capitalismo. Questo link alla voce di wikipedia riassume la vicenda. Ottima anche questa pagina, che riassume molte opinioni e relativi riferimenti bibliografici.
Il risultato di questo “regalo” al privato, e’ un’azienda in continua ristrutturazione, incerta sul proprio ruolo strategico e che invece di essere protagonista delle pagine di finanza, ha preso un certo gusto ad apparire nella cronaca nera, con i suoi massimi dirigenti e con la morte misteriosa di suoi funzionari.
Un altro caso di grande capitalismo di incerta morale e’ quello che ha visto un uomo il cui successo imprenditoriale, tante volte chiamato a giustificarne la qualita’ personale, e’ ancora avvolto nel mistero. Costui e’ stato coinvolto in decine e decine di indagini giudiziarie, piu’ volte condannato in via definitiva. La sua strada al successo e’ stata spianata con leggi (anzi decreti) ad hoc e parte delle sue condanne sono state evitate con leggi ad hoc.
E’ evidente che il capitalismo figlio di papa’ e quello criminale non sono utili ad un paese che con i suoi milioni di dipendenti e piccoli imprenditori cerca di farsi strada in un momento difficile della storia economica dell’occidente. Il tramonto del pericolo rosso, il cui cadavere viene ancora esposto a scopi terroristici, ha consentito al capitalismo criminale e a quello figlio di papa’ di fare i loro porci comodi. Nessuno ha piu’ paura, di nulla. E’ triste constatare che questo paese ha dato il meglio di se solo quando la classe politica e quella industriale erano da una parte assistite a livello internazionale e dall’altra minacciate dal pericolo interno. Se ne conclude che la classe dirigente politica ed imprenditoriale del nostro paese non sa vivere senza stampelle e senza il timore di subire bastonate. E questo vuol dire che va cambiata e presto, perche’ di peggio e’ difficile fare.

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