Delle Fragili Cose

Cinematica delle Masse21 January , 2007 7:46 pm

 

Io ho il massimo rispetto per la Fede. Quando una persona mi dice che cerca la strada verso qualcosa di  spirituale, io ne rimango ammirato e colpito. Non mi interessa se e’ cristiano, musulmano, ebreo, buddista, induista, taoista o se crede ad un mostro spaziale fatto di spaghetti. La religione e’ solo un’organizzazione collettiva. La Fede e’ un percorso individuale carico di aspettative, delusioni ed entusiasmanti scoperte.
Con la stessa spontaneita’ che mi porta ad ammirare chi ha Fede, sono diffidente nei confronti di coloro che, avendo deciso di aderire ad un gruppo organizzato, una qualsiasi delle centomila religioni che esistono al mondo, si sentono in dovere di fare delle proprie regole religiose legge universale, obbligando anche chi non si riconosce in quelle norme, a rispettarle.
Un buon esempio e’ questa notizia. Una signora decide di fare la poliziotta. Alla fine del corso, quando il capo della polizia incontra gli allievi per congratularsi, si rifiuta di stringergli la mano perche’ lei e’ musulmana di stretta osservanza e le e’ consentito toccare un uomo solo se e’ un parente prossimo. In fondo di una stretta di mano se ne puo’ fare a meno, non muore nessuno. Ma se la signora dovesse trovarsi nella necessita’ di portare soccorso ad un ferito? Se fosse necessario praticargli la respirazione bocca a bocca? E come la mettiamo con i malviventi maschi a cui la signora dovra’ mettere le manette e che dovra’ scortare tenendoli per il braccio?
Le cose vanno un po’ meglio con questa notizia riportata dalla nostra dolce Spes74. In pratica un pizzaiolo, anche lui di osservanza islamica, ha lasciato il lavoro perche’ dopo la morte del proprietario non intendeva prendere ordini da una donna.

L’idea di fondo e’ questa. Se uno ha dei precetti e intende basare la propria vita su di essi, per me e’ liberissimo di farlo. Il problema e’ quando pretende che i suoi precetti diventino anche i miei. Se una donna per precetto non puo’ toccare gli uomini, non fa la poliziotta. Trova un altro mestiere che non la metta in condizione di dover fare certe cose. Non si puo’ pretendere di mettere a rischio la vita delle persone che si troveranno a contatto con lei in ossequio ai suoi precetti.
La cosa riguarda tutti i club religiosi organizzati, non solo gli islamici. In questo paese e’ possibile divorziare da poco piu’ di trent’anni e ancora oggi una coppia che ha scelto di separarsi di comune accordo, che non ha figli e che non ha conflitti di interesse e’ costretta ad attendere tre anni per ottenere una sentenza di divorzio. A cosa servono questi tre anni se non ci sono minori da tutelare, denaro da spartire ed entrambi sono d’accordo? Non sembra anche questa un’imposizione di precetti? Strano che questo governo di comunistoni non abbia nemmeno messo in programma una norma per sanare questo scempio giuridico.
Ci sono molti altri esempi, non ultimo la legge 40/04 sulla procreazione medicalmente assistita con tanto di 8 per mille alla chiesa cattolica utilizzato per fare propaganda contro la partecipazione ai referendum.
Gli integralismi sono un aspetto degenere della convivenza umana. Chiunque sia convinto di detenere la verita’ e di poterla utilizzare come una spada su chi dissente, e’ un nemico della pace e della fratellanza. E questo vale per ogni integralista.
Alla fine dei conti, il migliore del mazzo e’ proprio il pizzaiolo di Spes74. Non gli andava di prendere ordini da una donna e si e’ licenziato. Almeno non ha preteso una legge che vietasse alle donne di gestire pizzerie.

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Fisica del Vuoto 9:13 am

Sul quotidiano torinese "La Stampa" di stamattina, viene pubblicata una lettera di marco tronchetti provera sulla questione del suo coinvolgimento personale nelle faccende di cui potete leggere qui e qui. I contenuti sono interessanti, non tanto nei fatti, quanto nella forma. E’ estremamente suggestivo il fatto che questi grandi capitani d’industria, le cui fortune derivano direttamente dall’aver scelto con cognizione di causa i lombi dai quali essere generati, quando il vento spira nella direzione giusta amino atteggiarsi a magnifici comandanti a cui nulla del loro vascello sfugge. Quando poi si va giu’ di straorza e a bordo si incomincia a non capire piu’ nulla tra suppellettili che cadono e persone che vengono sballottate, allora sono pronti i "non sapevo", i "non e’ colpa mia". In un altro punto della lettera viene asserito testualmente: "mai, nella mia vita e nel corso della mia attività professionale, ho agito violando la Legge, né direttamente né dando disposizioni di farlo."
Sfido chiunque di voi a riferire questa affermazione a se stesso e, nel silenzio discreto della propria intimita’, a chiedersi se puo’ essere vera o no. Non c’e’ un solo uomo al mondo che puo’ dire una frase del genere e pretendere di essere creduto.
Ma il grande capitano distratto e puro non si ferma a questo. Piu’ avanti ci dice che lui sa che molti possono pensare che dietro ogni grande ricchezza c’e' un crimine. Comunque lui comprende e perdona. Io sono uno di questi invidiosi che pensa che dietro ogni grande ricchezza tramandata per generazioni non c’e’ un crimine, ma milioni di crimini. Il capitale e’ sopraffazione e competizione per definizione, e non c’e’ storia di capitale che non abbia passato i confini della legge milioni di volte. Pensare che non sia cosi’ e’ credere che esista la Befana e Babbo Natale.
Se non servivano il loro padrone, allora chi servivano le spie che ogni mese incassavano lo stipendio da tronchetti? Se invece di lavorare per il loro capitano erano dei pirati, come mai nessuno li ha cacciati via?
Comunque niente paura. tronchetti e’ parte di quella elite dinastica che in questo paese non conosce offesa alcuna. Un po’ di discrezione, qualche settimana lontano da televisioni e giornali, un’ospitata da fazio e tutto tornera’ come prima, perche’ in questo paese giustizia e verita’ sono  concetti remoti e violenza e sopraffazione siedono sugli scanni piu’ alti del potere.

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