Stamattina vado contro corrente perche’ a me stanno a cuore i bambini. Chiunque abbia passato i dodici anni e’ perso. Il suo destino e’ nelle mani del Signore e non si puo’ fare piu’ nulla per lui. Ma i bambini, quelli sono ancora nelle nostre mani e per loro rispondiamo direttamente di fronte alla storia ed al destino.
Quindi niente inzuppamenti di pane nelle questioni afghane, compresi gli attentati che con sfortunato tempismo si propongono per confondere ulteriormente le idee di una classe politica che definire allo sbando e’ cauto e gentile eufemismo.
La notizia che commentero’ e’ questa. A Torino, ma il fenomeno e’ ormai evidente su tutto il territorio nazionale, i genitori tendono a disertare le classi multietniche ritenendole inadeguate alla formazione dei propri bambini. Leggete l’articolo per farvi un’idea.
Della cosa ho personale contezza perche’ mia sorella e’ maestra e mi ha parlato della cosa gia’ da un po’ di tempo. Quello che scrivero’ e’ in parte derivato dalle sue considerazioni e assume un valore di testimonianza.
Dico subito che i genitori non hanno tutti i torti. Fra problemi linguistici e religiosi, la presenza di bambini provenienti da culture diverse rallenta le attivita’ della classe. E questo preoccupa sia i genitori italiani che quelli stranieri perche’ gia’ accade che in alcune classi i bambini stranieri, di diverse nazionalita’ ma accomunati da lingua e religione, siano la maggioranza e quindi sono i bambini italiani a rappresentare un problema.
La cosa assurda e’ che il ministero sembra ignorare il problema e continua a considerare la scuola come quella del libro Cuore, compresa la maestrina dalla penna Rossa ed il buon Garrone. A parte qualche eclatante e populista presa di posizione sul "tieni il Crocifisso", "togli il Crocifisso", sembra che nessuno sia realmente interessato a studiare protocolli e procedure che consentano a questi bambini di imparare a vivere insieme. Dopo esserci bruciati questa opportunita’ per la nostra generazione con la nostra inazione e distrazione, stiamo piantando il seme amaro del conflitto razziale anche nella prossima ed in quelle che seguiranno.
La gestione di un processo fondamentale come quello della creazione della futura societa’ multietnica e multiculturale che popolera’ la nostra nazione viene delegata all’iniziativa e all’inventiva di presidi e maestre. Persone che con tutta la buona volonta’, probabilmente non hanno la formazione e la coordinazione necessaria a governare un processo epocale di queste dimensioni.
La realta’ dei fatti e’ che l’immigrazione e’ un processo cha ha pura valenza economica. La Grande Classe Imprenditoriale Italiana lo sponsorizza per contenere o abbassare il costo del lavoro, ma poi lascia pagare il prezzo di questo suo vantaggio alla collettivita’. E’ un discorso che abbiamo fatto gia’ e ha annoiato persino me.
Invece di riempirsi la bocca con parole come integrazione e multietnicita’ e’ necessario formare correttamente adesso le future generazioni per evitare di innescare una bomba che non potra’ che esplodere nelle mani dei nostri figli quando avranno la nostra eta’.
Cosa puo’ imparare un bambino, qualsiasi sia la sua provenienza, quando sente dire intorno a se che il diverso e’ un problema?
Se l’immigrazione e’ una realta’, bisognera’ pianificarne l’evoluzione e non limitarsi a lucrare sui suoi effetti industriali. Sempre che l’amore per i nostri bambini sia quello vero. Quello che non si limita ad amarli adesso, ma che ha a cuore la loro vita anche quando noi non ci saremo piu’.
Il mio nuovo Sito





E’ un problema reale e hai fatto bene a parlarne. Speriamo che serva
ok speriamo
Comment by Jimmy — 23 January , 2007 @ 9:27 am
Concordo con te dfc. La società multietnica è un fatto inevitabile (al di là delle tue considerazioni sugli interessi economici che condivido in toto), e nessuno sembra iniziare a “ragionarci” sopra, e a trovare un minimo di punto d’incontro (sarà pur possibile convivere in un qualche modo). Spesso sento tanti “buoni cristiani tolleranti” dire: ah se mia figlia si mette con un “negro” (qua si dice “un di chei là” [uno di quelli là]), l’ammazzo. Boh! Poi accusano me di essere “fondamentalista” perchè ho chiesto la rimozione del crocefisso dal bar dove vado a prendere il caffè. Non è “razzismo”, ma solo stupidità. Che la scuola non sia quella di “cuore” è un dato di fatto: quando vado a parlare per mia figlia (12 anni), con i prof, di maestrine con la penna sul cappello non ne ho mai viste (anche se a dir la verità due sono proprio carine ovvero nel linguaggio del volgo “bone”). A proposito ci dividiamo i prof io e mia moglie: “un tanto” per ciascuno, con la richiesta da parte mia di “trattare” personalmente la prof. dell’ora di religione (tra l’altro mi ha riferito che mia figlia è una delle due o tre che stanno molto attente a ciò che dice…se non altro per contestare suo padre). Lasciare tutto nelle mani di presidi, maestre, e prof, sembra non produca molti effetti. Per la “populista” presa di posizione sul crocefisso trovo giusto il termine da te usato: il crocefisso va tolto (dai pubblici edifici), non per “parità” religiosa o cazzate simili (populismo), ma perchè non ha alcun motivo di starci, in quanto in una costituzione democratica non vi deve essere alcun riferimento a “verità di fede” o religione (altrimenti alcuni animali sono più uguali di altri). Giovanni Papini nel 1914 scrisse “Chiudiamo le scuole”: Diffidiamo de’ casamenti di grande superficie, dove molti uomini si rinchiudono o vengono rinchiusi. Prigioni, Chiese, Ospedali, Parlamenti, Caserme, Manicomi, Scuole, Ministeri, Conventi. Codeste pubbliche architetture son di malaugurio:
segni irrecusabili di malattie generali. Difesa contro il delitto - contro la morte - contro lo straniero - contro il disordine - contro la solitudine - contro tutto ciò che impaurisce l’uomo abbandonato a sé stesso: il vigliacco
eterno che fabbrica leggi e società come bastioni e trincee alla sua tremebondaggine.
Buona giornata!
Bella questa citazione di Papini, un po’ anarchica ma bella. Per me il razzismo e’ un po’ stupido. Ma non mi limito a considerarlo solo stupido e’ anche feralmente pericoloso. Il posto del crocefisso dovrebbe essere la chiesa. Salutami le due maestrine bone, e anche le altre via …
Comment by mstatus — 23 January , 2007 @ 10:10 am
Esatto Dfc, esatto Mstatus. Io sulla questione integrazione sono tranquillo: presto ci supereranno in numero, presto gentaglia alla calderoli sarà cibo per vermi. Quando in parlamento siederanno loro, allora sì che FORSE ci potrà essere una sociatà più equa. Non dico che si diffonda la Verità, non lo voglio nemmeno a dirla tutta. Ma almeno cha la gente abbia cognizione del concetto di equità, cazzo. Quando vedo i marmocchi delle elementari, un po’ li invidio, un po’ spero in loro. Non dimentichiamo la nota dolente: questi crescono a pane e mediaset, OCCHIO.
Au Revoir
sono curioso di vedere il primo immigrato in parlamento
Comment by Davide — 23 January , 2007 @ 11:07 am
Ah, beh, dimenticavo. Quando questa nuova società avrà la possibilità di formarsi anche io, te e mstatus saremo cibo per vermi. A volte vorrei avere diciotto figli per poter stare tranquillo sul futuro
ancora non ne hai nemmeno uno mi sa
Comment by Davide — 23 January , 2007 @ 11:16 am
Caro DFC, voglio molto bene ai miei figli e mi preoccupo talmente
tanto per il loro futuro che mi guardo bene dall’affidare la loro
educazione esclusivamente a maestrine e presidi!
Credo fermamente che cercare di trasmettere ai propri figli
(e non e’ detto che ci si riesca) tutti i buoni principi di cui siamo
convinti e di stimolarli a cercare la via migliore per una convivenza
pacifica sia quanto di meglio si possa fare.
La situazione sociale attuale e’ in tale rapida evoluzione che sfugge
a qualsiasi controllo o previsione, da un po di tempo ho ricominciato
ad usare i mezzi pubblici e mi sono accorto che l’italiano non e’ piu
la lingua comunemente parlata.
Credo che chi viaggia nelle auto blu non sia in grado di accorgersene.
Poco tempo fa nella prefazione di un libro di didattica ho letto una
considerazione interessante:
se un chirurgo di fine ‘800 entrasse in una sala operatoria moderna non
potrebbe assolutamente esercitare pa propria professione me se un maestro
dello stesso periodo entrasse in una scuola di oggi portebbe tranquillamente
tenere una lezione, infondo quale innovazione didattica rilevante e’ stata
introdotta in oltre un secolo!
In conclusione, la responsabilita’ dell’educazione dei figli e’ principalmente
dei genitori ed e’ giusto che essi le diano una priorita’ alta nelle faccende
quotidiane sacrificando magari un po del loro “prezioso” tempo libero!
E’ necessario che i genitori applichino qualche correttivo a cio’ che i
figli apprendono a scuola (non solo dai maestri) e che facciano da filtro
o da corollario a cio’ che vedono in TV. Lasciarli da soli davanti allo schermo,
anche se si tratta di cartoni animati, e’ quanto di piu’ deleterio si possa
immaginare, assorbono una quantita’ di informazioni enorme ma totalmente
disordinata senza un filo logico cosi’ capita che bambini di cinque anni
abbiano gia’ sentito parlare di Hitler ma credono che sia un buffo personaggio
dei cartoon con degli strani baffetti!
Quando sento di ragazzi che con tale scioltezza si accoltellano per banalita’
non me la prendo mai con le istituzioni a con la TV ma con i loro genitori che
non sono stati in grado di evitargli l’assuefazione alla violenza e al sangue.
Scusa DFC, mi sono lasciato andare.
ti conosco e so che sei un padre eccezionale. non avevo bisogno di questo per stimarti ma e’ la ciliegina sulla torta. continua cosi’. anzi fermati …
Comment by giaava — 23 January , 2007 @ 11:40 am
ci sarebbe tanto e tanto da dire: mio figlio, 13 anni, è in classe con una filippina, la quale, con la giustificazione di essere straniera, fa largo uso di turpiloquio per insultare compagni e compagne, che nn possono reagire perchè ” la poverina nn conosce bene la nostra lingua e nn sa cosa significhino quelle parole”…Se osasse uno dei nostri figli….” La ragazzina nn conosce le nostre abitudini, per questo in classe si alza continuamente, esce dalla classe senza chiedere permesso…” ” E’ ancora sotto shoch per il trauma di aver abbandonato la sua terra e qui non conosce nessuno”…Ed intanto il trauma l’ha provocato al compagnetto, ficcandogli una penna nell’occhio…Dimenticavo: la poverina sotto shock perchè è in terra straniera vive in Italia con la famiglia da ben 5 anni…Alla faccia dell’Italiana solidarietà…
se le cose stanno cosi’ ci vuole un sostegno. e’ un caso particolare.
Comment by arabafenice — 23 January , 2007 @ 12:31 pm
Io non ho ancora avuto modo di fare esperienza diretta. Mia figlia ha solo 8 mesi e per nostra fortuna non deve nemmeno andare al nido visto che la mamma può stare con lei (la faccia buona della disoccupazione!).
In ogni caso, quando sarà più grande, è nostra intenzione mandarcela per qualche ora per permetterle di stare con gli altri bambini (e per permettere alla mamma di incrementare il PIL).
Di bambini stranieri nelle scuole della nostra zona ce ne sono sempre stati, anche ai nostri tempi. Mi sembra che il contatto con bambini di altre razze e culture non possa che aiutarla a crescere meglio, più abituata a quello che è l’Italia (e più in genere il mondo) in questi tempi “globalizzati”.
Quello che dice arabafenice è l’unica nota stonata in questo discorso. Gli/le consiglio di leggersi questo saggio articolo di dfc: Gli stronzi non hanno colore. La bambina in questione non è tanto “una filippina” quanto “una bella stronzetta”!
appunto
Comment by Splendid Mark AZA diabolicomarco — 23 January , 2007 @ 1:23 pm
DAvide sei una merdaccia! se ti piace vivere con le scommie, vattene in africa!
sei ridicolo. ah, ti ho tracciato. non tornare piu’ qui, non sei gradito. a 80 kilometri da dove stai tu abita un mio amico maresciallo dei carabinieri che e’ un ragazzo di colore. posso mandartelo a casa cosi’ glielo dici in faccia questa storia delle scommie
Comment by GMU — 23 January , 2007 @ 1:58 pm
Le scommie? Che sono le scommie? Oddio non sarà roba tipo negri vero?
grande Dave
Comment by Davide — 23 January , 2007 @ 2:04 pm
Per diabolicomarco:
gli stronzi non hanno colore, certo, ma se quando fanno gli stronzi si tenta di giustificarli perchè sono stranieri, allora si che ce l’hanno il colore!
in quel caso gli stronzi sono quelli che giustificano
Comment by marco — 23 January , 2007 @ 2:13 pm
arabafenice: in un caso come il tuo, la scuola dovrebbe prevedere insegnanti di sostegno. Se non ci sono, e la bambina è “obbligata” a seguire le normali lezioni in classe, allora la colpa è della scuola. Il fine di una scuola è proprio quello di educare e aiutare a correggere queste situazioni quando esistono.
appunto. grazie Vortex
Comment by Vortexmind — 23 January , 2007 @ 2:30 pm
Per come la vedo io, prima di tutto bisognerebbe dare agli insegnanti che non sanno fare il loro mestiere, o che rubano il loro stipendio, la possibilità di andarsene e puntare grossi investimenti sulla formazione di persone capaci e motivate. Su programmi e metodi non saprei cosa dire ma credo che educazione, disciplina e merito siano fondamenti da rispolverare.
e pure tu hai ragione. educazione e disciplina, roba da libro Cuore che servirebbe anche oggi. nel modo giusto ovviamente
Comment by Rasputin — 23 January , 2007 @ 9:17 pm
Gli insegnanti sono fondamentali. In un mondo migliore solo i migliori potrebbero esercitare e verrebbero pagati profumatamente.
E invece chi è il ministro della pubblica istruzione. Ammetto di non saperlo. Di lui conosco solo la magra figura che ha fatto con il blog invaso dallo spam pornografico. Non promette bene…
Meritocrazia e onestà tra i politici prima di tutto. Sennò parliamo di aria fritta…
rasputin: condivido il tuo pensiero ma non i tuoi termini. La frase “dovrebbero avere la possibilità di andarsene” mi turba.
Questa gente DEVE andarsene, a pulire i cessi gli incapaci e in galera i ladri.
per angelicomarco:
non condivido l’atteggiamento pietista di certa sinistra (spesso cattolica). E’ una forma di razzismo non violento ma sempre di razzismo si tratta.
dfc: quando il gatto non c’è i topi ballano
vero segretario. e a te che ti tengo a fare?
Comment by Splendid Mark AKA diabolicomarco — 23 January , 2007 @ 10:26 pm
umm quanto si è integrata la comunità zingara nella società italiana in questo ultimo cinquantennio?
Facciamo un 10% (esagerando)?!
Credo che questo dato sia simbolico!
Il problema sarà pure del ministero…ma magari parte della soluzione spetta a persone che vengono difese a prescindere.
continuo a dire che se uno e’ stronzo rimane stronzo anche se e’ nero. qui non si difende nessuno a prescindere.
Comment by Johnny Winter — 24 January , 2007 @ 9:48 am
Non sono per niente d’accordo. L’immigrazione non è un proceso puramente economico, e se il diverso viene visto come un problema, la colpa è di chi la pensa come te. L’integrazione spetta a tutti, maestri, professori, presidi e cittadini. Sempre che dall’altra parte ci sia volontà di integrarsi, quest’è chiaro.
ok, hai capito tutto. lo hai letto il post?
Comment by Domenico — 24 January , 2007 @ 10:28 am
La società multi-etnica è una realtà attuale non si possono fare classi divise oppure si parlerebbe di razzismo. Solo stando in classi miste si possono tollerare le altre culture le divisioni portano sempre delle spaccature pericolose.
Comment by Ultime-Notizie.eu — 24 January , 2007 @ 11:16 am
Da questa mattina questo articolo è su liberoblog. I commenti razzisti e qualunquisti si sprecano.
Quelli “di destra” e quelli “di sinistra” si sono messi a vomitare le solite frasi trite e ritrite che vanno bene per ogni articolo affossando i (pochi) commenti interessanti.
Secondo me la questione resta a monte. La scuola pubblica deve essere gestita meglio, a prescindere da tutto.
Gli immigrati (regolari e onesti lavoratori) vanno aiutati.
I leghisti mandassero il loro figli in scuole private cattoliche, gli immigrati integralisti nelle scuole coraniche. Così riduciamo il rischio che i nostri figli si innamorino dei figli di questi colgioni.
questa e’ bellissima segretario. 10 e lode
Comment by Splendid Mark AKA diabolicomarco — 24 January , 2007 @ 12:28 pm
Il tuo ragionamento, marco, ha un che di diabolico…inizia a spiegarsi il tuo nick
Non c’è una grinza in ciò che proponi
vero?
Comment by Davide — 24 January , 2007 @ 4:22 pm
Non capisco per quale motivo, dobbiamo essere noi ITALIANI a dover modificare il nostro comportamento per non urtare gli altri popoli OSPITI nel nostro paese.
Se noi andiamo nel loro paese, o ti piace com’è, o te ne vai (ho esperienza in materia).
Siamo in Italia, si usa il croceffisso in classe, si parla l’Italiano, e se non ti piace, cazz…. tuoi.
Concordo con i genitori di Torino; scuola privata di soli Italiani, non per razzismo, ma per non rimanere indietro negli studi, e quindi poi nella vita.
Saluti,
DevilMan
Devilman, io ti rispetto. Ma questa volta non sono d’accordo con te. Certe strade non sono percorribili. Per quanto io condivida il tuo desiderio di salvaguardare l’identita’ nazionale, non credo che essa si stia perdendo per colpa degli immigrati. Il crocifisso in classe e’ un simbolo ormai senza valore e non per colpa dei bambini stranieri. E’ colpa di un processo generale di diluizione dello spirito nazionale che viene sostituito dallo spirito commerciale.
Comment by DevilMan — 24 January , 2007 @ 7:49 pm
Allora Devilman spiegami che cosa vuol dire essere italiano. Magari sono così sfigato da aver beccato te che sei un pronipote di Garibaldi o che so, ma in linea generale noi italiani siamo forse uno tra i popoli più bastardi di tutta l’Europa. Nel senso che nell’arco di secoli abbiamo invaso o siamo stati invasi sempre e continuamente. Il nostro comportamento è sempre stato quello di accogliere tutti. Quindi se tu che vuoi cambiare un atteggiamento che invece è nostro da sempre.
Se te ne vai in un paese in cui non c’è democrazia è naturale che se non ti adegui prendi le mazzate. Ma che mi vuoi paragonare l’Italia al Marocco? Al Senegal? Al Bangladesh? O anche alla Romania? Dimmi tu dove sei stato.
Perché tanta gente fuggirebbe dal proprio paese secondo te? Perché non ci si vive bene. O non ci si vive affatto.
Il crocefisso dovrebbe stare in chiesa, il corano sul comodino dei musulmani e la stella di david sulla bandiera di israele. In classe ci dovrebbe stare una bella foto di Napolitano o una bandiera italiana. Una di quelle che ci sono avanzate dai mondiali di germania.
La questione didattica è una scusa bella e buona. E’ razzismo.
Che poi molti di quei torinesi sono probabilmente figli di immigrati del Sud che sono stati emarginati dai torinesi “veri” a loro volta quando erano piccoli.
Calma Marco. Devilman e’ uno della squadra. E’ chiaro che italiano definisce un prototipo culturale, non razziale. In questo senso esiste. Dico anche a te che la crisi dei simboli religiosi non dipende dagli immigrati ma dalla perdita di identita’ nazionale, svenduta alla grande industria. Il razzismo esiste. Lo so perche’ anche io sono razzista. E’ una cosa insita nel profondo, nel posto dove non ci piace guardare. Uno cerca di tenerlo sotto controllo, ma e’ un po’ come il fumo. Non si smette mai di essere un fumatore, ci si astiene dal fumare, che e’ diverso
Comment by Splendid Mark AKA diabolicomarco — 24 January , 2007 @ 11:15 pm
Dfc: giusto un pochino… W. Reich: “L’uomo sa di vivere in una gabbia, conosce bene la strada per uscirne, ma però non fa nessun passo verso di essa, preferisce adornarsi la gabbia.”. Ho appena finito di spiegare a mia figlia che “Imagine” di Lennon (la sta facendo a scuola), è l’inno degli anarchici.
Notte.
L’anarchia non e’ adatta al funzionamento dell’universo. vedi ultimo post. E’ un’utopia come la pace, il socialismo e la Parusia.
Comment by mstatus — 24 January , 2007 @ 11:17 pm
Splendid, Mark. Perdona il gioco di parole ma mi trovo di nuovo completamente d’accordo. Anzi, no. La stella di david dovrebbe stare nel buco del culo degli israeliani (i politicanti e i leghisti dell’olocausto), mi fanno paura/schifo gli stati confessionali. Scusate l’off topic. Ecco, il mio omaggio a sta giornata degli smemorati
attenzione Davide. C’e’ chi per quella bandiera ci ha anche lasciato la pelle. Israele non e’ tutto quello che ti raccontano
Comment by Davide — 25 January , 2007 @ 2:34 pm
Ps: no, dfc, figurati se faccio figli. E con chi, poi? Li adotterò
se lo dici tu
Comment by Davide — 25 January , 2007 @ 2:48 pm
Oi DFC! Eccomi qui a commentare.. (ancora non riesco a visualizzare la pagina delle mail..
)
E’ da quando che hai pubblicato questo articolo che penso a cosa scrivere, qualcosa di veramente sensato per affrontare questo grave problema (anche se forse può risultare insensato ciò che sto scrivendo)..
Io penso sia giusto avere classi multietniche, credo servano per migliorare l’integrazione e riuscire ad apprezzare le differenze. Utopicamente parlando, credo si possano istituire dei corsi (interni alla scuola ma da tenersi in orario extrascolastico) di lingua e cultura italiana per i bambini stranieri che hanno difficoltà nel linguaggio e nella comprensione..una sorta di gruppo di studio pomeridiano durante il quale aiutare gli stranieri ad affrontare le difficoltà che possono incontrare durante le attività scolastiche.. Ma so già che un impegno di tale consistenza non lo prenderà in considerazione nessuno!
Per quel che si può fare con i mezzi che ci sono ora nella scuola, potrebbe risultare positiva la programmazione “personalizzata” (questo modello di didattica lo consigliano anche per le classi di soli italiani), ad esempio assegnando compiti stimolanti per ciascun bambino a seconda delle sue capacità. Ovvio la professionalità dell’insegnante, in tutte le competenze che le sono specifiche, deve essere abbastanza consistente! (alla faccia di chi dice che insegnare o avere a che fare con bambini sia facile..!)
In tal modo, credo che la didattica possa procedere adeguatamente per tutti… a quanto ho capito con i miei studi, questo è il modello didattico che si prova ad attuare in questi anni!
Per quanto riguarda eventi come quello della bambina filippina, lì non è un fatto di cultura, ma di educazione: si dovrebbe agire senza considerare la nazionalità, magari parlandone anche con i genitori.. lì le figure che mancano (e che dovrebbero, invece, inter-agire) sono i genitori e gli insegnanti!
grazie Gio. Un intervento molto tecnico e competente. D’altra parte siamo nel tuo campo
Comment by Giorgia — 25 January , 2007 @ 4:40 pm
Punto vortex a quello che dice Giorgia.
Lo scenario che descrivi non è utopia. Per la scuola si spendono pochissimi soldi. Soldi che sarebbero ma che spesso vengono buttati nel cesso, ovvero nelle buste paga di dirigenti e similari che passano il tempo a scorreggiare nelle loro comode poltrone in pelle, perché non sanno e non vogliono fare altro.
Quello che dici è molto sensato.
E più facile da leggere senza tutte quelle k che ci metti di solito
quoto in toto
Comment by Splendid Mark AKA diabolicomarco — 25 January , 2007 @ 9:46 pm
Oi diabolicomarco lo so, e mi scuso con coloro che hanno la tua stessa difficoltà nel leggermi.. è solo che scrivo così alla tastiera ormai da 6 anni, mi sforzo di scrivere correttamente, ma quando mi “infervoro” i miei sforzi sono perlopiù vani!
scusate, cercherò di fare più attenzione! (mea culpa, mea culpa, mea culpa!)
meglio che impari. quando scrivi cosi’ sei piu’ bella
Comment by Giorgia — 26 January , 2007 @ 1:49 am
Concordo per gran parte del tuo articolo, tanto che mio figlio di 8 anni frequenta una scuola privata. Ma di cosa accusi la classe imprenditoriale? Ti ricordo che se non ci fossero gli extracomunitari le ns fabbriche sarebbero ferme da tempo. Forse la soluzione è spostare le fabbriche nei paesi poveri, ma non è così semplice…
Caro Roberto. Sul perche’ arrivano gli immigrati ho le mie opinioni che ho espresso in queste pagine. Se hai tempo leggile.
Comment by Roberto — 26 January , 2007 @ 12:16 pm
Concordo in parte con i tuoi commenti. Sui ralentamenti in classe, quelli sono inevitabili. E’ giusto aiutare gli stranieri, ma favorirli no. Alla lunga è controproducente: perchè crescendo uno straniero deve dimostrare troppo spesso di essere tre volte migliore per essere considerato (ottenendo spesso il minimo) ed è meglio capirlo in fretta. Quindi da piccoli se c’è da bocciare, bisogna farlo (spiegando bene il perchè), il che è giusto direi. I genitori comunque che mandano i figli in scuole private dovrebbero cercare di aiutare i figli a conoscere i bambini del quartiere, se no veramente non se ne esce più. Il razzismo si basa spesso sull’ignoranza, nel senso della mancanza di conoscenza dell’altro. Ne so qualcosa (potrei raccontare aneddoti a volontà) visto che sono italo-congolese. Chiaramente non si può andare tutti d’accordo ma se non proviamo (da entrambe le parti) a venirci incontro, vivremo di pregiudizi. Quanto a lasciare nelle mani di Dio gli over 12, è un erroraccio! Gli adulti (per quanto più difficili da convincere) sono il primo esempio per i più piccoli. Una volta mi hanno fermato per un “controllo di routine” (siccome ci son dei neri che spacciano dobbiamo spacciare tutti,è chiaro… grazie media…) dopo aver controllato i documenti e visto che rispondevo anche con critiche al loro comportamento (sembra che il distintivo faccia sentire super uomo alcune persone) abbiamo cominciato a discutere. Per concludere, dopo averli fatto notare che tra qualche generazione ci saranno giovani di origine straniera che saranno in regola e da considerare italiani, li ho chiesto come avrebbero fatto, mi ha risposto:”SARA’ UN PROBLEMA”. Se per delle “persone” gli stranieri in regola sono un problema (non puoi puntare il dito su una persona innocente… almeno in teoria) come pretendiamo insegnare qualcosa di realmente costruttivo ai nostri figli, a questo livello per lo meno? Le cose non cambieranno da un giorno all’altro (l’essere umano ha questa facile tendenza a trovare capi espiatori con le scuse più ridicole, credendoci pure poi…) ma non si può far cadere tutto sulle spalle dei bambini se gli adulti non cercano di creare qualcosa di positivo (una cazzata, mi sento in imbarazzo quando un bambino mi chiama negro…). Dita incrociate (specialmente se a governare saranno sempre “sinistroidi” e “destroidi” di 70 anni che su queste cose non sanno veramente niente)!
Ultimo commento e me ne vado (mi sto già perdendo, sorry!). Riguarda i crocifissi. Mantenere i crocifissi in luoghi pubblici perchè è tradizione è una vera e propria bestemmia. Chi crede veramente in Dio e da un senso religioso a quel simbolo, non può accettare che la rappresentazione di Cristo in quel mo0mento venga abbassato a tradizione. Mangiare il panettone nel periodo natalizio può essere una tradizione, fare il pesce d’aprile può esserlo. Il crocefisso no.
Drixxxie, dici cose molto sagge e per il modo calmo, pacato e sereno con il quale lo fai, il tuo commento mi e’ sembrato anche troppo breve. Trovare una persona cosi’ equlibrata e cosi’ scevra di ideologismo malato e’ un piacere per la mente. Ci vorrebbero piu’ drixxxie neri, gialli, rossi o bianchi per avere meno problemi in questo paese. E’ evidente che la parte congolese e’ riuscita a prevalere su quella italiana, visto che la nostra nazione riesce, da un po’ di tempo a questa parte, a produrre solo cervelli fritti. Ho una certa frequentazione con la discriminazione, sia come parte attiva che passiva. So bene che il diverso mi fa paura, mi sembra strano. Non sarebbe onesto negarlo. So anche che certe cose che faccio istintivamente sono sbagliate. Cerco di correggermi continuamente e so quanto e’ difficile farlo. La discriminazione che ho subito e’ stata per il mio aspetto, per il mio modo di muovermi, per il mio modo di parlare e per quello che dicevo. Non e’ necessario essere neri per stare ai margini. Ora me ne fotto, vivo lontano da tutti. Anche se non sono certo di essere stato io a sceglierlo. Benvenuto. Spero di rileggerti.
Comment by drixxxe — 26 January , 2007 @ 6:53 pm
No. No. No.
Non mi calmo.
No DevilMan
Non mi importa se DevilMan è uno della squadra o meno. Non sono d’accordo con lui. Ma soprattutto sono stanco di sentire “non è per razzismo ma…”. Proprio perché non lo considero un “troll” mi incazzo.
No Davide. Non si può odiare uno stato intero, nessuno stato.
No DFC Scoprire che anche tu sei razzista non mi fa certo piacere. Né mi aiuta ad essere più calmo! Se sono stato offensivo con Devilman mi scuso con lui e con te, ma non puoi pretendere che io condivida la sua, e a questo punto la tua, visione. Che sia solo una questione generazionale? Sarebbe molto bello. Sarebbe incoraggiante.
Ecco, per fortuna che è arrivato drixxxe che è evidentemente più equilibrato di me in questo momento. Verosimilmente ne ha viste molte più di me, eppure (o forse per questo) riesce a mantenere la calma ed il punto. Complimenti.
Io smetto qui, cancello molto di quello che ho scritto perché forse me ne pentirei domani.
Lascio solo l’essenziale.
Comment by Splendid Mark AKA diabolicomarco — 26 January , 2007 @ 11:34 pm
Oi DFC! Siamo a quota 30 commenti! Buon segno, vuol dire che dopotutto abbiamo ancora speranze, ancora crediamo che sia possibile cambiare le carte in tavola, ancora abbiamo fiducia nel futuro! E’ un buon punto di partenza, mi pare!

Anche perchè, se ci pensi, tutto parte dalla scuola, dalla formazione completa della persona che la scuola può e deve dare, con i dovuti aiuti anche da parte delle famiglie (ricordiamoci che la scuola da sola può fare ben poco!).. Gli adulti di domani sono quelli che vengono educati nella scuola di oggi, e anche se questo è un pò un limite per la scuola (non si può, infatti, prevedere quale sia la formazione più adeguata per i tempi che verranno), costituisce anche un perno su cui far forza per prendere seriamente in considerazione i problemi più urgenti di oggi (che, se sono problemi oggi, figuriamoci domani!). Speriamo che i 70enni, che sono al governo e sono stati educati 70 anni fa (conosceranno i problemi della scuola di oggi? who knows..!), riescano a rendersene conto!
DFC: wow, allora mi ci metto d’impegno sul serio! Però sia chiaro.. sul mio blog scrivo con quante K m pare! Lì è inutile cercare di apparire più bella.. ci sono le mie foto, chi vuole giudica da sè!
Ah, 1 altra cosa.. mica mi sgriderai ancora per l’orario?!? :s
Comment by Giorgia — 27 January , 2007 @ 2:26 am
Per DFC:
Ciao carissimo, ti ringrazio per la tua sincerità, è molto apprezzata.
Sempre molto interessanti i tuoi articoli.
Un abbraccio….
DevilMan
Comment by DevilMan — 27 January , 2007 @ 7:53 am