Immaginate di far parte della prima spedizione scientifica su Marte e di trovare un manufatto alieno. Supponiamo che non si tratti di un meccanismo banale, ma di una macchina complessa con centinaia di parti meccaniche ed elettroniche. Facciamo finta che sull’involucro ci sia un’elica e, sopra, un grosso bottone verde. Dopo aver collegato la macchina ad una fonte di energia idonea ed aver azionato il bottone, vi accorgete che l’elica non gira. Potete concludere che la macchina non funziona? La risposta è no. E dovete sperare di non doverlo venire a sapere dai vostri colleghi rimasti in orbita sulla nave madre che risulta essere stata colpita da un raggio verde di potenza inusitata. L’errore che e’ stato compiuto è quello di aver cercato di interpretare un fenomeno sulla base di pregiudizi culturali e di non essere stati in grado di compiere un esame obiettivamente scientifico. In pratica voi supponevate già di lavorare su un ventilatore e avete cercato di interpretare la macchina partendo dal suo fine ultimo e non dal suo effettivo funzionamento. Quello di identificare un sistema tramite la sua supposta funzione è un classico errore di approssimazione che conduce a sbagli grossolani. Un esempio di più immediata comprensione è quello del computer. Per uno che non ne riconosce la funzione e ha freddo, il computer è una stufa, anche se non particolarmente efficiente.
Il mondo nel quale viviamo è perfetto. L’asserzione deriva da un’osservazione condotta senza l’inutile influenza di pregiudizi culturali. Tutto è regolato dalla massima efficienza e i singoli elementi che compongono il sistema sociale ed ambientale interagiscono senza intoppi. Chi contesta questa affermazione compie l’errore di cui abbiamo parlato prima, cerca di definire un sistema attraverso il suo supposto fine. Il sistema di cui facciamo parte non ha lo scopo di affermare giustizia ed equità. Sono concetti, questi, che non hanno rilevanza alcuna nel nostro universo. Ho già spiegato in passato quanto e’ complesso a livello fisico distinguere la destra dalla sinistra. Provate voi a progettare un esperimento che distingua il giusto dall’ingiusto. Noi siamo inseriti in un sistema che privilegia lo sfruttamento efficiente ed inarrestabile delle risorse. Una sorta di immane tubo digerente col poco invidiabile compito di trasformare il cibo in materiale a potenziale energetico più basso. In questo modo esplicitiamo il nostro piccolo contributo alla morte termica dell’universo. Se guardate le cose da questo punto di vista viviamo in un mondo ideale e siamo meccanismi di una macchina stupefacente. Non esiste un’elite di uomini col cappuccio che guida lo sviluppo in funzione del proprio utile personale. A tenere il piede sull’acceleratore siamo tutti contemporaneamente. Molti di noi amano l’ambiente, ma nello stesso tempo lavorano per società che l’ambiente lo devastano. Altri investono i loro risparmi e si attendono, lecitamente, di riceverne un utile il piu’ consistente possibile. I consigli di amministrazione delle società in cui fluisce l’investimento non fanno altro che lavorare per questo obiettivo e se non lo raggiungessero gli azionisti pretenderebbero la loro sostituzione. Che poi il danaro investito finisca nella produzione di sigarette o di armi nessuno lo sa e, in fondo, poco interessa. L’acquisizione di maggiore ricchezza e’ il motore che spinge la quasi totalita’ delle transazioni funzionali della macchina di cui facciamo parte. Le trasformazioni non condotte in quella direzione sono l’inevitabile dispersione termica presente in ogni sistema di trasformazione che impedisce di avere 1 come valore di efficienza. La maggiore ricchezza prodotta serve per procurarsi altre risorse da consumare, in un continuo vortice di depotenziamento energetico.
E’ lecito interrogarsi sulla dignita’ di concetti come la Legge e la Religione in un sistema di siffatta concezione. Secondo la mia opinione questi, che si potrebbe piu’ operativamente definire regolamenti, esistono e si sono sviluppati perche’ un tubo digerente organizzato e’ piu’ efficiente di un tubo digerente anarchico e quindi una serie di guide ed ancoraggi sono necessari per evitare che ruote dentate e pulegge si muovano fuori sincrono. Non dimentichiamo, infatti, che piu’ che una macchina, il sistema di cui facciamo parte e’ un organismo vivente che ha la capacita’ di svilupparsi e configurarsi dinamicamente per meglio perseguire la sua funzione.
Questa visione delle cose puo’ apparire triste e senza speranza. Magari proprio a quelli che su queste pagine hanno proclamato la loro indipendenza da qualsiasi fede o religione. In effetti, un universo dal quale ogni ideale e’ bandito non e’ posto adatto per la speranza. Una volta rimossa l’ipotesi di un fine trascendente, quello che rimane e’ pura contingenza, con tutto quello che ne consegue.
Altri, quelli che invece in una fede ed in una religione si riconoscono, possono, a seconda dei casi, non condividere questa disamina o ritenerla incompleta.
Dal mio punto di vista, la mia Fede comprende ed accetta totalmente questa realta’. Io sono perfettamente consapevole della mia assoluta contingenza e questa considerazione non potra’ mai essere alterata da nessuna sostanza chimica, indipendentemente da quanto affermano i dottori. Per me la Fede si esplicita nel tentativo di sabotare la macchina riducendone l’efficienza, quella dispersione termica di cui ho parlato prima. Il fatto che amore, giustizia ed equita’ non siano necessarie al sistema per procedere, non vuol dire che non abbiano una funzione. Delle volte penso di essere come quello che ha un computer e non sa che farsene della potenza di calcolo. Quello che mi interessa e’ il calore e verso questo calore stendo le mani.
Il mio nuovo Sito





Bene allora, il migliore dei mondi possibili è stato realizzato(Leibniz docet), un solo scopo, la ricchezza, una sola morale, l’egoismo, una sola certezza, la fine. Ci dispiace che la maggior parte degli esseri umani su questo pianeta abbia solo imminenti certezze…ma questo è il migliore dei mondi possibili, almeno per qualcuno! Non ci resta che baciare le mani a chi ha contribuito a crearlo!
Noi stessi, Diabo.
Comment by Diabolik — 26 January , 2007 @ 9:44 am
Mmmh…articolo complesso dfc. Denso di significati e concetti,cosa che io adoro.Giusto o sbagliato(morale o amorale)si sa che sono relativi:”la morale non è altro che la voce dell’uomo nell’uomo”(nietzsche).Giustizia?Equità?
Dal mio punto di vista io non sono equo non mi sento di essere democratico. Dovrei essere democratico ed equo con gente come quelli di CL o la media degli italioti che non sanno neanche quando hanno mangiato a sufficienza?se fosse me camera a gas altro che democrazia.
Cit: “Questa visione delle cose puo’ apparire triste e senza speranza”
No beh figurati,parli con uno che è quasi convinto di riuscire a vedere la fine dell’umanità (del mondo no,quello resterà a lungo)- In quanto alla morte termica dell’universo,che mi affascina molto più del big crunch,è una fine(che fine non è) estremamente poetica.Col big crunch svanisce tutto, con il congelamento perpetuo rimane tutto,mi piace pensare un figurina di padre pio,un’icona di allah o una statuina della madonna che vagano per sempre nel nulla siderale a meno 273 gradi.Per sempre.E’ una visione simbolica che va interpretata,ma ha un fascino infinito.
Per concludere,l’ultimo paragrafo dell’articolo mi trova estremamente d’accordo con te.E adesso mangio un po di cioccolata,alla faccia delle multinazionali del tabacco che mi vorrebbero fumatore
Anche io amo il cioccolato. Quod me nutrit me destruit
Comment by Emanuele — 26 January , 2007 @ 11:38 am
E se l’errore fosse nel troppo pensare, nel troppo analizzare? é giusto cercare delle regole dentro le quali stabilire dei principi che mirino a meglio disciplinare la nostra convivenza e quindi la nostra terrena esistenza, ma se tutto fosse un po’ più semplice e meno cervellotico non sarebbe meglio? penso che ci siano due errori metodologici di fondo: il primo che lo studio dell’uomo e della filosofia portato al suo massimo sforzo e alla sua massima “profondità” possa portare sopratutto ad una profonda diseguglianza fra chi in questi continui studi è avanti (volgarmente è più acculturato) e chi no, creando poi il presupposto della “diseguaglianza” (anche se in quest’ambito è sopratutto di natura quasi prettamente culturale, per poi, se non si è più che attenti,eventualmente anche a degenerare in altro..)il che non collima con la neccessità di dover convivere;la filosofia o/e quanto di più possano gli studi di natura umanistici se troppo profondi portano solo a profondi stati depressivi per lo scoprire quasi ineluttabilmente la profonda ed irreversibile miserrimissima realtà della condizione umana.
Il secondo evntale errore di metodo è rappresentato dal voler trovare una contiguità fra i seppur affscinanti modelli fisico-matamatici ed i modelli di convivenza; sono sicuro di aiuto e diconforto ma secondo me non possono essre traslati damblè.
E’ sicuramente doveroso sforzarsi di migliorare la condizione di vita di noi tutti, ma non perdendo mai di vista il fatto che esistono al mondo persone molto serene e semplici che vivono il loro quotidiano basandosi proprio sulla leggerezza del loro essere, e forse per questo meglio di chi mostra una forte sensilità sui problemi del genere umano(att.ne non è una critica la mia, ma una considerazione di un’altro che come te ci rimane sempre molto male..)
Ciao,
scusa ma non sono sicuro di aver capito. A me sembra di aver semplificato al massimo. Cosa c’e’ di piu’ elementare di un sistema che funziona senza nessun orpello etico e spirituale? E se le cose stanno come ho detto, perche’ mi dovrei preoccupare dell’eguaglianza tra gli uomini, in base a quale principio. Forse non e’ chiaro che se non c’e’ una legge morale universale, parole come equaglianza e diritti non hanno senso.
Per quanto riguarda la contiguita’ tra i modelli matematici e gli aggregati sociali, anche su questo non sono d’accordo. Il comportamento dei singoli e’ spesso imprevedibile. Quello delle masse, coma amano dire gli statistici, e’ certezza matematica.
Nessuno obbliga nessuno a preoccuparsi di questi aspetti. Alcuni nascono biondi, altri neri. C’e’ chi vive senza mai pensare a certe cose e chi non puo’ fare a meno di farlo. Mi sembra che non crei problemi a nessuno e che aiuti tutti a capire di piu’.
Comment by Anonymous — 26 January , 2007 @ 6:31 pm
bè almeno ti sei spiegato..
attendo la pezza a colori sulla libera volontà
Comment by bart — 26 January , 2007 @ 11:33 pm
Il troppo pensare non mi sembra un errore,semmai un deficit di qualcuno…forse sarebbe più facile, ma sicuramente meno soddisfacente…!
Comment by Diabolik — 27 January , 2007 @ 12:01 am
Sono stanco morto… Aiuto!!! DFC sono concetti difficili e mi ripeto, sono stanco…
Beh innanzi tutto tengo a far notare che leggendo l’articolo nella parte alta (scorrendo le parole nella lettura)la ventola sembra girare!
:-) (mi sento un pirla!)
So che è una bestemmia rispetto alle tue considerazioni… Ma è bello notare queste piccole cose a volte!
Sai anche io alle volte mi dico che il mondo è perfetto così com’è…
Soprattutto quando da Cristiano mi chiedo:
“Un animale che uccide e mangia un altro animale va in paradiso?”
In fondo anche un uomo uccide, sfrutta, sottomette un altro uomo per soddisfarsi…
Che sia giusto così?
La legge del più forte…
Certo è che sfrutterò le mie capacità per creare difficoltà al prossimo… Per scelta… E poi se morirò povero… Amen… Almeno morirò sereno.
Comment by MaubrA — 27 January , 2007 @ 2:26 am
ERRATA CORRIGE
Volevo dire:
[…]certo è che NON sfrutterò le mie capacità per creare difficoltà al prossimo[…]
Comment by MaubrA — 27 January , 2007 @ 2:28 am