Dopo un periodo di sana decompressione decido di tornare a leggere di certe cose. Per fortuna l’approccio che utilizzo e’ scientifico e distaccato. Pervenire alla conclusione che l’universo e’ perfetto nei suoi meccanismi e nei suoi fini, mi ha riconciliato con me stesso.
Quando leggo che qualcuno dichiara che portera’ cinque milioni di persone in piazza per difendere i diritti di tutti i proprietari di televisioni di questo paese, la mia serenita’ inizia a vacillare di nuovo. Ma e’ solo questione di un secondo. E’ meglio analizzare la cosa come se fosse un banale problema di fisica classica.
La prima cosa da chiedersi e’ se esistono cinque milioni di soggetti utili in Italia. Infatti, in assenza di massa critica, la reazione non sarebbe possibile. Sommando il numero di persone che sono disposte a prendersi a botte allo stadio, quelli che si ciulano 3 ore di pubblicita’ per vedere le tette di una del grande fratello, quelli che pensano che Lapo sia un grande imprenditore, quelli che sono convinti che quello di tette 4 sia un telegiornale, quelli che vespa e’ un grande giornalista, quelli che io non pago le tasse perche’ sono troppo alte, secondo me andiamo pure oltre.
Una volta preso atto dell’esistenza del cumquibus, scientificamente ci si deve chiedere se la materia prima si presta ad essere plasmata dal Demiurgo affinche’ l’esperimento si realizzi.
Anche a questo quesito la risposta e’ si. La nutrita classe sociale dei proprietari di televisioni e’ tradizionalmente molto amata in questo paese. Ognuno di noi ne conosce qualcuno. Spesso e’ un nostro amico. Ogni giorno ne incontriamo qualcuno per strada mentre, di mattina presto e senza nemmeno aver preso il caffe’,frettolosamente va ad accendere gli impianti di trasmissione per fare in modo che la nostra giornata sia allietata da buonedomeniche e posteperte. Se si fosse trattato di scendere in piazza per protestare contro il lavoro precario, contro l’evasione fiscale o per difendere la sanita’ pubblica, non ci avrei creduto che cinque milioni di persone avrebbero trovato il tempo e la voglia di farlo. Ma per difendere la classe bistrattata e negletta dei poveri proprietari di televisioni, di quei centinaia di migliaia di nostri connazionali che con il loro lavoro discreto e misconosciuto, producono la sbobba con la quale affogare il nostro cervello, allora si. Io credo che sia possibile che cinque milioni di italiani scendano in piazza. Ed il cuore mi si riempie di gioia, perche’ sento che questo paese e’ ancora pronto a rispondere alla chiamata della battaglia dell’ideale, a schierarsi al fianco dei suoi cittadini piu’ deboli e difenderli dalle leggi stataliste e liberticide dei comunisti. Proprietari di televisioni, non temete. Per difendere i vostri diritti calpestati non cinque, non dieci, ma venti milioni di italiani sono disposti a fare barricate, perche’ anche se voi siete solo quello che siete, la coscienza sociale e l’amore per i deboli sono parole che ancora hanno un senso in questo paese.
Nella foto Anza Reporters l’ultimo corteo organizzato dai proprietari di reti televisive.