Molte cose sono state dette e tante sono state fatte. Il cammino, per quanto lungo, e’ quasi giunto alla conclusione. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo piaciuti. Le nostre mani si sono strette in amicizia. A lungo le nostre voci si sono confuse nel buio della notte nella quale viviamo. Non e’ stato necessario condividere le conclusioni, e’ stato sufficiente accordarsi sul metodo. Perche’ e’ il metodo che differenzia l’agire civile dalla barbarie.
Sapere che ci siamo e’ di conforto per tutti. Essere certi che qualcuno di noi sta parlando ai suoi figli della luce e del giorno, e’ segno di speranza. Le mani sono forti, ma i palmi rimangono aperti in segno di pace. Chi possiede la forza della ragione non ama servirsi del maglio. E ora, quando le nostre vite divergeranno di nuovo verso destinazioni diverse, porteremo dentro ciascuno, qualcosa dell’altro. Perche’ le idee contaminano come le infezioni virali e, magari dopo mesi, conducono a febbre cocente.
Sentiremo molte parole. Qualcuno si fermera’ ad ascoltare. Altri proseguiranno perche’ le hanno comprese e ne hanno percepito l’intrinseca devianza. Alla fine tutti sentiremo il desiderio di sederci e riposare. L’importante e’ che il sonno ci colga nella consapevolezza serena di non aver mai tradito noi stessi.