Delle Fragili Cose

Brothers in Arms22 January , 2007 8:50 am

 

Mi sono sempre chiesto perché uno senta la pulsione di votare per certi personaggi. Posso capire chi vota ubellusconi attratto dall’innegabile fascino dell’uomo e del suo rapinoso successo. Posso capire chi vota fini e pappino, probabilmente in nome di ideali sepolti dai loro stessi sacerdoti. Sono chiare anche le motivazioni di chi si affida a berchinotti e casini. In fondo si tratta di integralismi, opposti ma sempre integralismi. A pastella pensano i paesani cui sono state provviste congrue motivazioni previdenziali che si rinnovano con mensile cadenza. A fossi, l’uomo che non può morire per motivi politici, il supporto viene da quelli che anelano ad una piccola Svizzera al sud di quella vera e le cui rivendicazioni sono state rapite da un manipolo di populisti che, dopo aver fallito negli affari, hanno trovato il modo di sistemarsi alle spalle di chi negli affari era riuscito. 
Il vero mistero sono personaggi come nutelli e pecoraro scambio.
Nutelli non ha una sola posizione geometricamente definibile come tale. Parla con quei suoi occhioni da ebete fissi nella telecamera e trasmette vuoto pneumatico. Siede a sinistra ma bacia le mani ai vescovi, fa il riformista ma è scettico sui pacs. In una sorta di ubiquità intellettuale, nutelli vive in uno spazio adimensionale ove, in nome di una geometria aliena, si può essere dovunque e novunque nello stesso tempo. Più che politica la sua è fisica dei fluidi, secondo la quale si può assumere qualsiasi forma in modo da riempire ogni spazio.
E veniamo a pecoraro scambio. Anche lui quando parla in televisione, ignora l’interlocutore e fissa l’obiettivo con truffaldino sguardo ipnotico. E di ipnosi si deve trattare perché di pecoraro non è nota alcuna azione concreta. Cosa è più auspicabile per la salvaguardia dell’ambiente che avere un ministro del partito dei verdi. Scambio è al suo secondo mandato come ministro dell’ambiente. La Campania di cui lui è figlio distratto dovrebbe aver eliminato il problema dei rifiuti, lo studio e l’utilizzo di carburanti vegetali come l’olio di colza e l’alcool di canna dovrebbero essere stati incoraggiati, le misure per la riduzione degli sprechi energetici dovrebbero essere operative da tempo. E invece? Il nulla. Le funzioni di pecoraro si perdono nell’infinito spazio siderale. Non ho nemmeno nulla da linkare. Oltre al fatto che ha sfruttato ad hoc l’oscena legge elettorale che prima ha osteggiato per fare senatore il fratello dopo che il suo cavallo ha rifiutato il laticlavio e le prestazioni da fotomodello, non mi sono note altre attività.
Eppure in questa grande democrazia anche questi personaggi, che in un paese civile sarebbero stati confinati a professioni nelle quali non fosse richiesta fantasia ed intelligenza o avrebbero vissuto alle spalle dello stato in qualche oscura galera, hanno trovato credito e diritto di espressione. Nutelli mette paletti ed impone veti su aspetti di civilta’ sociale, pecoraro scambio fa il duro su questioni che non gli interessano per vedere se c’e’ da guadagnare qualcosa.
Quando qualcuno mi chiede cosa fare per uscire da questa situazione, io in genere rispondo che la soluzione non e’ prevista nel corso delle nostre vite e che dobbiamo impegnarci in nome dei nostri bambini perche’ forse loro vedranno i primi frutti del nostro lavoro. Un consiglio puo’ essere questo: quando andrete a votare ricodatevi di quello che avete letto e chiedetevi se volete veramente che certa gente costruisca le sue fortune alle vostre spalle e condizioni le vostre vite.

Andate con Dio.

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Brothers in Arms15 January , 2007 9:27 am

In un tempo non molto lontano e, ancora oggi in qualche posto, esistevano gli harem. Questi erano i luoghi dove vivevano le centinaia di donne di ogni eta’ fra le quali il sultano sceglieva le sue mogli e le sue favorite. Queste povere donne vivevano isolate dal resto del mondo e circondate da eunuchi. La vita trascorreva tra fontane con giochi d’acqua, palmizi, arredi ricercati, cibo in abbondanza, profumi, vesti lussuose, cura del corpo e dei capelli. Prive di qualsiasi riferimento al mondo reale e chiuse nella loro cerchia esclusiva, l’unica possibilita’ che avevano queste tapine di affacciarsi al mondo erano i sotterfugi, i pettegolezzi, le maldicenze e i trabocchetti. Questo allo scopo di entrare nella cordata "giusta", quella della favorita.
A pensarci bene questa descrizione si adatta a perfezione al mondo politico italiano. Anche li’, una ristretta cerchia di donnette vive rinchiusa in una gabbia dorata, circondata da eunuchi compiacenti e servili. Avulse da ogni contesto di realta’, le nostre dolci ancelle trascorrono le giornate a bearsi degli agi garantiti dalla loro posizione, a disquisire di lana caprina e a parlare male l’una dell’altra in un turbinoso allitterarsi di vuote stupidita’ che renderebbero affascinante anche il vuoto pneumatico. A riprova di quanto detto basta rivolgersi alle corazzate della stampa nazionale. Questa mattina, subito dopo l’impiccagione delle mezze calzette alle quali non e’ stato girato nemmeno un filmino, le prime pagine di Repubblica, Corriere e La Stampa, sono militarmente presidiate da una questione che per essere valutata e liquidata richiede al massimo la terza elementare. Infatti, solo chi si e’ fermato alla seconda elementare per sopraggiunti limiti di eta’ puo’ sospettare che ci sia stato un solo minuto dall’otto settembre 1943 ad oggi nel quale la posizione dell’Italia nei confronti degli Stati Uniti sia stata diversa da quella che si ha allacciandosi le scarpe. Al solito scienziato potra’ venire in mente Sigonella, ma in quel caso si tratto’ della presa di posizione personale di un uomo che se fosse venuto meno all’accordo sottoscritto con i terroristi avrebbe esposto al pericolo direttamente se stesso e la propria famiglia.
E mentre ubellusconi, brodi e da mena bisticciano discutendo se siamo ancora amichetti degli americani o no, il vertice interplanetario di Caserta e’ finito con i risultati che (non) sappiamo, la gente continua a crepare in ospedali lerci, a fare i giochini in televisione per trovare un lavoro e la legge elettorale italiana e’ entrata nei testi delle universita’ della Papuasia come esempio di abominio giuridico.
Quale sara’ il prossimo eccitante argomento di discussione per le nostre pulzelle? Il colore dei calzini del presidente del senato? Il sesso degli angeli? La qualita’ del cibo alla mensa del parlamento? Piu’ probabile un ritorno sulle scene dell’immarcescibile caso scaramella, con tanto di plutonio e scaramella-girl, giusto per pompare un po’ il nuovo 007.
C’era un tempo nel quale ho pensato che lo facessero apposta. Ma ora sospetto che siano semplicemente stupidi. Furbi come delle faine ma stupidi. E non stanno dove stanno perche’ sono appoggiati dai militari. Ci sono arrivati grazie al nostro contributo. E come definire uno che si sente rappresentato da un gruppo di cretini? E’ il momento di fare come facevo durante le mie lezioni. Ad un certo punto mi fermavo, riponevo il gesso, guardavo gli studenti e dicevo: "Ora avete tutti gli elementi. Traete le conclusioni".

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Brothers in Arms9 January , 2007 9:23 am

Chissà se certe persone si rendono conto dei danni che provocano le loro azioni. La domanda non è peregrina perché la risposta segna il confine tra malvagità e semplice ignoranza. Comunque, almeno in questo caso particolare, non è importante cercare una risposta perché gli uomini hanno già rinunciato ad esprimersi ed il giudizio di Dio non ricade sotto la mia giurisdizione.
Questo articolo di ieri, come altri sullo stesso tema che ho scritto in passato, ha portato alla ribalta ancora una volta il cuore buio della nazione di cui sono cittadino per nascita e consapevole scelta.
Ormai mi devo rassegnare all’idea che milioni di miei connazionali, gli stessi con cui viaggio ogni mattina, quelli che fanno la fila davanti a me, quelli con cui divido il bancone del bar, e anche tu proprio tu che stai leggendo, sono persone convinte che prendere con l’inganno, rubare, sottrarre risorse ai propri connazionali sia loro diritto. Nessuno consuma il proprio delitto nel silenzio sommesso della vergogna. Nessuno quando viene accusato abbassa gli occhi e tace. Nessuno sacrifica le proprie notti al tormento cocente del rimorso. Anzi. Di fronte all’accusa non si nega e si afferma spavaldamente il proprio diritto a comportarsi in questo modo in nome di una protesta antisistema, una rivoluzione liberale che inizia e finisce nella propria saccoccia. Eppure le ragioni di soffrire e dolersi per il pentimento ci sarebbero tutte. A causa del comportamento di questi nostri connazionali, altra gente ha un futuro oscuro, alcuni non possono curarsi e il paese dei loro padri si consuma in un’inarrestabile decadenza. E quelli che si comportano cosi’, sovente sono gli stessi che affermano di vivere in nome di Cristo e si eleggono a giudici morali quando vedono due persone dello stesso sesso baciarsi.
Comunque non è alla consapevolezza di costoro che mi rivolgevo nell’incipit di questo articolo. È evidente che non ne sono consapevoli. Nemmeno io mi posso convincere di essere circondato da tanta cattiveria. Mi riferivo alla consapevolezza di quell’uomo che dopo averli nutriti per anni con il cibo contaminato di certa televisione li ha educati all’idea che tradire il proprio paese non versando quanto dovuto per tasse ed imposte e’ loro diritto.  Io non so se quest’uomo e’ consapevole del male che ha fatto a questo paese diffondendo e difendendo l’idea che di fronte alla convenienza personale nessuna azione e’ troppo grave.

Prima di chiudere mi voglio fare e vi voglio fare un’ultima domanda. Quale credete potrebbe essere la reazione della gente di questo paese se la storia la chiamasse ad una prova solidale come quella a cui furono chiamati i ragazzi del 99? No, non sto parlando di scendere per le strade e agitare tutti insieme il tricolore perche’ la squadra di calcio ha vinto il mondiale. Quello funziona, l’ho visto questa estate. Sto parlando di qualcosa di equivalente al mettersi lo zaino in spalla e andar a mangiar fango per difendere il proprio paese.
Spero che il destino ci eviti una prova del genere. In questo momento non credo che la risposta sarebbe quella necessaria.
Su questo dovrebbero riflettere coloro che sentono questa terra invasa da gente di altri paesi in cerca di lavoro. Quando un popolo diventa stanco e rinuncia a difendere il proprio spirito e’ giusto che venga dimenticato dalla storia e sostituito. La sopravvivenza non e’ un diritto, ma un obiettivo da perseguire quotidianamente, con ferma e determinata compostezza.

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Brothers in Arms8 January , 2007 8:58 am

Stamattina il Sole 24 Ore on line ha un reportage sull’evasione fiscale in Italia. I dati sono cosi’ straordinari che ve li voglio anticipare. Facendo una valutazione prudenziale sull’economia sommersa e i redditi reali, l’evasione del 2006 dovrebbe essere compresa in una forchetta che va dai 106 miliardi di euro ai 115 miliardi di euro. Circa il 16% del PIL.
La parte piu’ consistente della cifra  deriverebbe dal mancato versamento di contributi previdenziali, circa 40 miliardi e  dall’evasione dell’IRPEF, 28-30 miliardi.
Proviamo un attimo ad interpretare questi numeri. 115 miliardi sono tre volte la finanziaria 2006. La finanziaria degli aumenti delle tasse, la finanziaria della reintroduzione del ticket, la finanziaria che ridurra’ i trasferimenti agli enti locali con conseguente aumento di ICI e imposte comunali. Il 16% del PIL recuperato, ci farebbe diventare il paese piu’ virtuoso in Europa. 40 miliardi di contributi previdenziali in meno all’anno, equivalgono a milioni di persone che si troveranno senza pensione e ai quali dovremo provvedere comunque, a meno che non accetteremo l’idea di avere persone per strada che muoiono di fame. 30 miliardi di IRPEF evasi sono milioni di nostri connazionali che sfruttano le risorse di questo paese quali strade, ferrovie, sanita’, senza dare contributo pur avendone la possibilita’. Poi magari criticano gli ospedali e si lamentano se i treni sono in ritardo. E’ anche colpa loro se le persone muoiono in ambulanza o nel vestibolo del pronto soccorso, se siamo costretti al lavoro a termine e se dobbiamo subire leggi finanziare cosi’ punitive.
Noi dobbiamo incominciare a pensare alle persone che evadono tasse e contributi come a dei nemici. Dei briganti che sono penetrati nelle nostre citta’ in piena notte e che ci derubano di tutto. Sono loro che per pagarsi le loro macchine di lusso e i loro appartamenti al mare vi obbligano a stare a casa la sera a guardare la televisione invece di uscire a cena o a teatro. Sono loro che non versando i contributi ai loro dipendenti stanno mangiando il futuro dei vostri bambini. Sono loro, i furbi, quelli che cercano di convincersi che se non si evade non si lavora, quelli che hanno sempre la scusa pronta, i nostri nemici. Basta pensare che siano dei dritti o delle vittime, bisogna combatterli. Denunciare, pretendere sempre le ricevute, disprezzarli in pubblico, parlarne male, evitare di servirsi di loro. Combatterli su tutta la linea insomma. Il governo in questo ci deve aiutare. Abbiamo bisogno di norme che ci avvantaggino quando chiediamo le ricevute e che ci proteggano dalle ritorsioni. Ma chi deve combattere, combattere in prima fila questi sporchi ladri, perche’ di ladri si tratta, siamo noi. Questa e’ una guerra che non si puo’ delegare. Se non volete farlo per voi, fatelo per i vostri bambini. I vostri si, perche’ quelli dei nostri nemici sono gia’ sistemati.

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Brothers in Arms7 January , 2007 9:12 am

 

Stamattina le due corazzate dell’informazione on line, Corriere e Repubblica, sembrano aver affidato la scelta degli articoli in prima pagina allo stesso giornalista. Si parte con l’effetto serra che causera’ l’abbandono del turismo dall’Italia (Corriere, Repubblica). Praticamente Malmoe sara’ la nuova Rimini, con tanto di svedesine incorporate e in Italia diventeranno di moda i cammelli. Si prosegue con la lotteria Italia che su Repubblica bacia Napoli e la Campania e sul Corriere bacia, piu’ generosamente, tutto il centro sud. Secondo me, ha baciato solo il proprietario del biglietto, ma io non sono un giornalista. Poi c’e’ l’Iraq con il presidente in carica che invita il resto del mondo a farsi i cacchi suoi (Corriere che ha ancora quella disgustosa foto e Repubblica). Forse se l’occidente se li faceva prima era meglio. Poi ci sono i ricercatori con stipendi da fame (Corriere, Repubblica). Questo si che e’ uno scoop. Si chiude con il Papa che ci dice che la televisione ci prende in giro (Corriere, Repubblica). Stavolta non sono io a dirlo. Spero che ci creda qualcuno di piu’.
Eppure, tra le pieghe di questa eccezionale copia reciproca, ho trovato sulla prima del Corriere una notizia che mi ha incuriosito e che, mi sembra, sia sfuggita a Repubblica. Strano, perche’ c’era l’occasione di parlar male di una giunta di centro destra e mi meraviglio che Repubblica abbia dimenticato di inzupparci il pane. Qualcuno prendera’ un bel cazziatone.
La notizia del Corriere e’ questa. La regione Veneto, gestita da una giunta di centro destra, ha deciso di rinnovare il parco auto di rappresentanza composto, fino ad oggi, da 15 Lancia Thesis 2400 turbodiesel, delle macchine ritenute inadeguate a rappresentare il prestigio dell’amministrazione. Visto che per le norme europee e’ vietato indicare il modello preferito nel bando di gara, risultano suggestive le caratteristiche di base richieste per queste auto di rappresentanza: cilindrata: 3.000 c.c. circa, alimentazione diesel, trazione integrale, lunghezza non inferiore a 480 cm., larghezza minima 180 cm. (retrovisori esclusi). Pena esclusione dalla gara dovranno essere presenti: selleria in pelle, climatizzatore automatico, navigatore satellitare, sensori parcheggio, presa accendisigari posti posteriori, vetri posteriori scuri e tendina parasole posteriore.
Questo bando di gara, che in pratica esclude qualsiasi auto italiana ed indica quasi esplicitamente berline di extra lusso tedesche, segue di pochi giorni un provvedimento con il quale i consiglieri veneti hanno votato un aumento delle loro pensioni, in perfetto accordo con il regime di crisi e di austerita’ che sta vivendo l’intero paese.
Resta da chiedersi a che serva un’auto in grado di fare i trecento all’ora, con la selleria di pelle e gli altri ammennicoli descritti. Ma questo attiene ad un campo che le mie competenze non mi aiutano ad esplorare.
Ma se Atene piange, Sparta non ride. Risulta, infatti, che la regione Campania, quella baciata dalla fortuna di avere un’amministrazione di centro sinistra, ha speso nel 2004 la bellezza di due milioni e 120.000 euro per la gestione del proprio parco macchine. Una cifra assolutamente ingiustificabile.

Quando qualche giorno fa scrivevo dell’incitamento del capo dello stato a non allontanarsi dalla politica, ho dimenticato di dire che forse il modo migliore per avvicinare gli italiani alla politica sarebbe quello di evidenziare i vantaggi. Non so se avete presente i vecchi inviti al reclutamento delle forze armate. Una cosa del genere: Vieni in politica, imparerai un mestiere e avrai un futuro assicurato. Macchine di lusso, stipendio adeguato e pensione da favola.
Napolitano non ci ha pensato a fare un appello del genere. Lo faccio io. Poi, il primo che scopre come si fa ad entrare in politica, mi fa una mail e io lo dico qui. Cosi’ vediamo di sistemarci tutti.
La realta’ dei fatti e’ che in questo paese si e’ perso il concetto di onore. Per le nuove generazioni che non  sanno nemmeno cosa significhi la parola, questo e’ il link alla pagina che ne spiega il significato.
Queste persone fanno cio’ che fanno perche’ la maggior parte di noi li considera dei furbi a comportarsi cosi’. Invece bisognerebbe disprezzarli e metterli ai margini della societa’ perche’, con le loro auto di lusso e con mille altri comportamenti da mariuoli approfittatori, bruciano il futuro dei nostri bambini.
E non esiste una destra ladra o una sinistra ladra, leggete questo articolo e ditemi che ne pensate. Esistono persone per bene e persone che non lo sono. Su questo dovremmo basare le nostre scelte e non sul colore dei simboli.
Mi ricordo che da ragazzo leggevo che in Olanda la regina, la regina dico, andava in giro in bicicletta. Forse ora non lo fara’ piu’ per colpa del terrorismo, ma non vedo l’ora che Rimini si sposti dalle parti di Amsterdam. Dalle nostre parti il deserto non e’ una prospettiva tanto sgradevole.

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Brothers in Arms6 January , 2007 8:17 am

Abbiate pazienza, leggete fino alla fine e capirete come e’ possibile che qualcuno riesca ad avere il bolide della foto a sinistra per l’equivalente dei nostri 1.500 euro. Questo articolo e’ un esercizio per ripassare l’aritmetica ed il concetto di proporzione. Non ha nessuna pretesa di scientificita’, e’ basato esclusivamente su ipotesi personali e l’unica cosa veramente affidabile saranno le quattro operazioni: moltiplicazione, somma, sottrazione e divisione che, essendo eseguite con la calcolatrice del pc, daranno sicuramente quasi sicuramente buoni.
Partiamo da una notizia di qualche settimana fa. Sembrerebbe che la meta’ delle famiglie italiane abbia un reddito inferiore ai 1.800 euro netti al mese. L’Istat dice anche che, mediamente, arrivano in ogni famiglia circa 30.000 euro all’anno. Bene, se lo dice l’Istat io ci credo.
Partiamo da questo dato. Parliamo di quelli che come il dottor T, l’oculista di un mio vecchio post,  fanno un lavoro che gli consente di avere un rapporto con le tasse improntato ad una certa liberta’. Il dottor T prende 60 euro a visita. Lavora dalle 9 di mattina alle 9 di sera con una pausa pranzo di due ore. Dieci ore dunque. Una visita dura circa trenta minuti in media. Venti visite e 1.200 euro al giorno. Se qualcuno gli chiede la ricevuta fa la faccia brutta e nicchia. Ho le prove che in un mese ne ha fatte solo due. Quelle che gli ho chiesto io. 1.200 euro al giorno fanno 6.000 euro alla settimana per 50 settimane all’anno, perche’ un  mese di ferie tocca a tutti, sono 300.000 mila euro all’anno. Studio e segretaria li condivide con un pediatra. Diciamo che di spese fara’ 30.000 euro all’anno. Il suo reddito netto si aggira intorno ai 270.000 euro. Detto cosi’ sembra nulla, pero’ proviamo a  paragonarlo al reddito medio facendo una proporzione tra le nostre possibilita’ e le sue. Se a noi un paio di scarpe costa 70 euro, per il dottor T spendere 70 euro e’ come spenderne 7,70 per noi. Infatti lui guadagna nove volte quello che guadagniamo noi e quindi per lui 70 euro equivalgono piu’ o meno a 8 dei nostri.
Due litri di latte ed un chilo di pane sono 5 euro. Per il dottor T sono 55 centesimi. Un affitto di 800 euro al mese pesa sul bilancio del nostro dottore come peserebbero 88 euro al mese sul nostro. Prima di spendere 20.000 euro per una macchina nuova ci dobbiamo pensare un bel po’. Se al dottor T piace la stessa macchina lui si dovra’ preoccupare solo per l’equivalente di 2.200 euro. Una vera fesseria.
Ma le cose sono ancora piu’ divertenti se invece di immaginare a come sia la vita per il dottor T, proviamo a valutare  quanto siano importanti certe spese per chi di danaro ne guadagna molto, ma molto di piu’. Facciamo un esempio per tutti: il nostro amato ex premier. Secondo i dati ufficiali il reddito di Silvio Berlusconi ammonterebbe alla bellezza di oltre dodici milioni di euro all’anno. Mettiamo che ne paghi la meta’ di tasse. Non e’ proprio cosi’. In realta’ e’ un po’ di meno, ma per i nostri conti va bene lo stesso. Quindi "appena" sei milioni di euro all’anno, 500.000 al mese. 200 volte il reddito medio italiano. 
Silvione non puo’ comprare scarpe da 70 euro. Gli costerebbero 35 centesimi e mancherebbero sicuramente gli spiccioli. Se lui spende 70 dei suoi euro per un paio di scarpe e’ come se noi ne spendessimo 14.000. Ma esiste un paio di scarpe da 14.000 euro? E per la macchina? 20.000 dei nostri euro sono la bellezza di 100 euro per Berlusconi. Roba da poter comprare una macchina nuova ogni quindici giorni. Per fargli veramente mettere mano al blocchetto d’assegni ci vuole almeno una Ferrari da trecentomila euro che sul suo bilancio peserebbe per la bellezza di 1.500 dei nostri euro.  Ma quanto dovrebbe spendere Berlusconi per avere le stesse preoccupazioni che abbiamo noi quando spendiamo 20.000 euro? E’ facile fare il conto: Quattro milioni euro. Il costo di una villa in Sardegna o di un panfilo da 30 metri.
Con i numeri si puo’ giocare come si vuole. Pero’ e’ giusto riflettere su tre cose.

  1. Mille euro non sono gli stessi per tutti (Dottor T= 111 euro, Berlusca=5 euro).
  2. Quando il dottor T non ci fa la ricevuta, frega noi e non lo stato.
  3. Quando uno e’ arrivato a comprarsi una Ferrari per 1.500 euro perche’ continua a sbraitare a rischio di farsi venire un coccolone in diretta tivu? 
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Brothers in Arms5 January , 2007 8:20 am

C’e’ modo e modo di fare giornalismo. Quello scandaloso ed indecente di cui ho parlato nell’articolo su Lapo Elkann (che per chi non l’ha fatto, invito a leggere a questo link) e quello di chi si traveste per fare un’inchiesta. Come nel caso di Fabrizio Gatti, giornalista dell’Espresso, che per un mese si e’ finto uomo della manutenzione nel policlinico Umberto I di Roma. L’inchiesta non gli fruttera’ qualche regalino come ai giornalisti che hanno incensato Lapo, ma gli garantisce il mio rispetto, per quello che puo’ valere.
L’articolo e’ disponibile on line sul sito del settimanale l’Espresso e vale veramente  la pena di leggerlo. L’obiettivo di Gatti era quello di tracciare un quadro realistico della situazione dell’ospedale. Niente di piu’ di quello che, probabilmente, fanno le migliaia di persone che quotidianamente accedono alla struttura. Il merito sta nell’averlo documentato con foto e filmati che sono disponibili sul sito.
Incominciamo dalla sicurezza. Sembra che basti indossare una tuta blu e una cintura con gli attrezzi e si accede a qualsiasi struttura dell’ospedale. Il giornalista l’ha fatto regolarmente per un mese in turni che andavano dalle 8 alle 15 o dalle 14 alle 21. Nessuno gli ha detto nulla, nessuno gli ha chiesto chi fosse. L’amministrazione dell’ospedale, infatti, ha recentemente dovuto confessare alla regione di non sapere con esattezza il numero ed il nome dei suoi dipendenti. Si prosegue poi con sostanze radioattive e colture virali lasciate incustodite, escrementi di animali nei corridoi, sigarette fumate in liberta’ nel reparto pediatrico di terapia intensiva, archivi sanitari accessibili a tutti, stato pietoso dei servizi igienici, assenza di servizi di pulizia e pazienti lasciati a "decantare" in tunnel di passaggio, senza privacy ed esposti ai rigori del clima. Altro che missione internazionale dell’Italia. Queste sono cose che ormai non si vedono piu’ nemmeno in Africa. Comunque non vado oltre. L’articolo e’ ben fatto e la documentazione e’ ineccepibile. Leggetelo. Io voglio solo fare qualche considerazione.
La sanita’ pubblica e’ un bene del cui valore assoluto non ci rendiamo conto. I fanatici del liberalismo insistono nel dire che sarebbe meglio non farsi prelevare la quota di salario destinata al servizio pubblico e utilizzarla per sottoscrivere un’assicurazione privata. Questa e’ una pia illusione. Come ho gia’ scritto in un precedente articolo, l’esperienza americana dimostra che le assicurazioni private tutelano solo i sani e quelli talmente ricchi da potersi permettere polizze blindate e costosissime. I malati cronici e quelli che hanno piu’ episodi clinici in brevi lassi di tempo, vengono scaricati o non assicurati. Questo comporta che dovra’ comunque esistere un servizio pubblico sul quale ricadranno gran parte degli oneri, mentre nelle mani delle assicurazioni rimarranno i quattrini delle persone sane. Il servizio sanitario italiano e’ abbandonato a se stesso e a causa di questo non vengono solo bruciati milioni e milioni di euro, la gente muore in ambulanza o aspettando di essere ammessa al pronto soccorso. I sistemi per diminuire le spese e migliorare il servizio esistono. Il ticket per il pronto soccorso non serve a nulla, e’ solo un autogol di questo esecutivo. Il governo stima di ricavarne 13 milioni di euro, una bazzecola. In piu’ se uno rifiuta di pagarlo, nessuno gli potra’ fare nulla perche’ il costo delle pratiche per recuperare il credito e’ tre volte piu’ alto del credito stesso. Probabilmente si dovrebbe lavorare sul costo giornaliero della degenza. Statistiche del 2003 che potete trovare a questo link, vanno dai 327 euro giornalieri del Veneto ai 640 della Valle d’Aosta. Il Lazio si attesta a 630 euro giornalieri e la media nazionale e’ 481 di euro. Cifre da clinica svizzera di prima classe. Nessuno mi potra’ mai convincere che questi costi non possano essere ridotti almeno della meta’. Le degenze costano al servizio sanitario nazionale diverse centinaia di milioni di euro all’anno, altro che i 13 che si spera di ottenere dai ticket al pronto soccorso. Altre misure sarebbero operabili applicando semplici controlli e procedure elementari su ricette e prescrizioni dei farmaci. In questo articolo le descrivo brevemente.
La sensazione e’ che si abbia un nemico in casa. Qualcuno che fa di tutto per convincerci che pubblico e’ male e privato e’ bene. Probabilmente sono gli stessi che hanno interessi personali in grandi compagnie assicurative che dal business della sanita’ ricaverebbero guadagni oceanici. La sanita’ pubblica e l’assistenza medica per tutti sono una grande conquista sociale di questo paese. Qualcuno, probabilmente amici di quelli che la governano attualmente o l’hanno governata in passato, ce ne vuole privare dicendoci che e’ per il nostro bene. Molti di noi sono automobilisti e sanno cosa vuol dire avere a che fare con un’assicurazione privata. Quante assicurazioni si preoccupano del bene dei loro clienti? Se ne conoscete una, fatemelo sapere.

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Brothers in Arms4 January , 2007 8:14 am

Perche’ "vergogna" e’ una parola cosi’ abusata da aver perso significato. Meglio rivolgersi ad un arcaismo che con il suo suono vetusto e sobrio mi sembra piu’ adeguato alla circostanza. Scorno e’ quello che ho provato leggendo questa indecente intervista rilasciata da uno che non merita di essere identificato nemmeno attraverso un soprannome ridicolo con la minuscola. Si tratta di una persona che al momento ricopre il ruolo di ministro della giustizia di uno dei sette stati piu’ industrializzati del mondo. Lo scorno sta nel fatto che ricopre quel ruolo anche per colpa mia.
Nell’intervista, che una volta tanto vi invito a leggere per intero, si difende il comma fuda e si attacca il ministro delle infrastrutture on. di dietro, con un’arguzia e una profondita’ di argomentazioni che farebbero faville in un asilo. Si sortisce con un’asserzione sul comma ingiustamente bistrattato: "Si trattava di una prescrizione dei reati contabili che anziché durare vent’anni, come capita oggi per tanti amministratori, stabiliva un periodo contingentato nel tempo", quindi non una riduzione dei tempi di prescrizione, solo un semplice accorciamento. E chi pensa che sia la stessa cosa sbaglia. Se fossero la stessa cosa la lingua italiana non avrebbe due parole diverse no? Un atto umanitario messo in atto da fuda, un gentiluomo bistrattato solo perche’ "è un brutto anatroccolo del Sud. Perché diciamoci la verità: non è un adone, è di Reggio Calabria, ha l’accento meridionale…. ". Quindi chi, come me, si e’ rivoltato come una trottola per il comma fuda non lo ha fatto perche’ era una schifezza ma solo perche’ fuda non e’ bello come la santanche’ ed e’ di Reggio Calabria. Che razzista. Il povero anatroccolo, sempre secondo il ministro, sarebbe "vendicatore di tanti amministratori pubblici costretti da una legge iniqua a non beneficiare di una prescrizione per un reato contabile. I ladri sì e i sindaci no! Cose da pazzi. " Perche’ giustamente i sindaci ed i ladri stanno sullo stesso piano. Se lo dice il ministro chi ha il coraggio di contraddirlo. E io che avevo sempre pensato che chi ruba approfittando di una carica pubblica e’ ladro tre volte. Per fortuna che ci sono fuda e il ministro, i difensori dei diritti dei sindaci ladri. Quello che viene da chiedersi e’ perche’ se fuda caritatevolmente "Ha ideato questo comma solo per evitare una via crucis a tanti amministratori locali", l’ha infilato di soppiatto  in piena notte in una legge finanziaria che stava per essere approvata con la fiducia al senato la mattina dopo? Forse per evitare la noia di una noiosa e superflua discussione parlamentare.
Leggendo ancora si scopre che la colpa di tutto l’ambaradan non e’ stata l’indignazione di milioni di cittadini, ma solo dell’on. di dietro, il ministro delle infrastrutture che "Vuole interpretare il ruolo di Sherlock Holmes". Di dietro non lo sa ma ha evitato un mazziatone solo perche’ "All’ultimo Consiglio dei ministri non mi sono presentato per la storia del proiettile recapitato a mia moglie Sandra. Ma altrimenti, non so cosa sarebbe successo." Roba che viene il sospetto che il proiettile lo abbia imbustato di dietro, giusto per evitare le mazzate in pieno consiglio dei ministri. Secondo il ministro guardasigilli di dietro ha un unico scopo "Quello di fregarmi. Ma non è colpa mia se non fa il ministro della Giustizia. Ha cercato di fregarmi già durante Mani pulite, però non ci è riuscito: perché io sono una persona perbene. Non ho nulla da nascondere: non sono compiacente con farabutti e delinquenti. E lui non è un eroe.". E si potrebbe aggiungere che sputa e piscia meno lontano e che ce l’ha pure piu’ corto. Cosa che non e’ stata fatta per pura dimenticanza. E per mantenere il tono elevato, l’intervista si chiude con una minaccia "da domani mi occuperò di infrastrutture. Ogni convegno, un bel discorso sulla Salerno- Reggio Calabria. Così, tanto per svagarmi un po’" Che tradotto suona :"Visto che non ti fai i cazzi tuoi, da domani in poi nemmeno io mi faccio piu’ i miei e vediamo se non ti sputtano".
Io credo sinceramente che se avessi assistito a una zuffa fra bulletti delle medie (a proposito che fine ha fatto il bullismo, fino a un mese fa sembrava che stesse per scoppiare la rivoluzione in terza C) avrei sentito cose simili. L’altra sera il capo dello stato ci invitava non allontanarci dalla politica. Ma lo stesso discorso lo ha fatto al terzetto di cui sopra?

p.s. Ma chi scatta le foto ai senatori? Sembrano quelle che si usano per le lapidi.

p.p.s. se le foto sono nella stessa scala quello a destra deva farsi visitare.

p. p. s. Qualcuno che gestisce il website del senato ha disabilitato il linking da questo dominio. Mah.

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Brothers in Arms30 December , 2006 12:54 pm

Si proprio quello che ho scritto nel titolo. E l’articolo potrebbe finire li’. Ma vi devo qualche spiegazione in piu’.
E’ capitato a tutti di sentirsi tirare i pantaloni da un bimbo con il musetto sporco, di vedersi lavato il parabrezza da un adolescente con un gran sorriso bianco che spicca su una faccia scura o di commuoversi vedendo un bambino di pochi mesi steso a terra tra qualche coperta sporca. La maggior parte di chi assiste a spettacoli del genere reagisce in maniera standard: mette mano alla tasca e lascia cadere qualche spicciolo. Chi puo’ o e’ di buon umore, anche qualche biglietto di banca.
Fermiamoci un attimo e pensiamo. E’ la cosa piu’ sbagliata da fare. Quei bambini dovrebbero essere a scuola, oppure al caldo a giocare con i loro coetanei, non per strada a lavorare. Si lavorare, perche’ i bambini che trovate per strada, nella maggior parte dei casi, sono sfruttati da adulti che intascano la maggior parte del guadagno lasciando ai bambini lo stretto necessario per sopravvivere.
Elemosina, taccheggio, furti, prostituzione, sono solo alcune delle voci all’attivo di questi moderni mr. Fagin di dickensiana memoria. Contribuire, anche solo con qualche spicciolo, a questa orribile industria e’ criminale.
Le regole sono poche e semplici. Chiunque cerchi di carpirvi denaro usando come strumento un minore non deve ricevere nulla. Se avete il sospetto che un adulto sfrutti un minore, denunciatelo immediatamente. Se un minore vi lava i vetri della macchina non date nemmeno una monetina. Donate solo nel caso siate sicuri del fatto che la famiglia non sfrutta il minore ma si trova in una reale condizione di necessita’. Se volete contribuire attivamente al miglioramento delle condizioni dei bambini di strada, offritevi come volontari o donate cifre consistenti alle associazioni che si occupano professionalmente del problema. Cercatele da voi nella vostra citta’ o su Internet. Ce ne sono tante. Se trovate un minore solo o abbandonato, aiutatelo ad entrare in uno di questi centri. Se non trovate un centro, accompagnatelo alla polizia. Se tutti facessimo cosi’ questa storia finirebbe in un mese.
Lo so che alcuni popoli vivono cosi’ perche’ e’ la loro cultura. Io ho il massimo rispetto per la cultura dei popoli, ma il mio rispetto non arriva al punto di passare sulla vita dei bambini. Come ho gia’ detto in passato, gli stronzi non hanno colore.
Lo so che e’ piu’ comodo e immediato tirare fuori cinquanta centesimi. E magari, se si e’ in compagnia, si fa anche la figura dell’intellettuale prodigo verso i deboli di cuore. Palle, sono solo palle. E’ con la nostra superficialita’ e con il nostro disinteresse che consentiamo a dei bastardi di mangiare sulle spalle di bambini. Non dimentichiamolo mai.

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Brothers in Arms29 December , 2006 4:10 pm

La notizia, in tutta la sua crudissima essenza, la potete leggere qui. La riassumo. Sembra che una signora sia giunta al pronto soccorso di un ospedale palermitano in preda ad un attacco cardiaco e sia stata lasciata in attesa per cinque ore, dopo le quali, un ultimo attacco l’ha uccisa mentre sedeva ancora nella sala d’aspetto del pronto soccorso.
A quanto pare il caso della persona morta a Palermo dopo sette ore di ambulanza non era un’eccezione. Ne scrissi con rabbia e violenza in questo articolo. Eppure, che la situazione della sanita’ in Italia non sia buona anzi che sia veramente pessima, deve essere un fatto che e’ gia’ arrivato all’attenzione della nostra classe politica. Per il capo dell’opposizione, quello che fino all’altro ieri era il padrone indiscusso di questo paese e che anche oggi ha la sua bella posizione, la situazione e’ chiara. Se si tratta di farsi operare si vola a Cleveland. Suona anche un po’ ridicola quella frasetta di brodi che dice: "Caro silvio, torna presto". Non ti preoccupare brodi, silvio e’ tornato. Ora, sempre se non ti dispiace, vogliamo pensare anche agli altri 59 milioni di italiani? Oppure dopo che silvio e’ tornato e sta bene noi possiamo anche tutti morire in ambulanza o nel vestibolo di un pronto soccorso?
Io ci sono stato in un pronto soccorso, abbastanza recentemente. Ci arrivai che stavo tirando le cuoia, ma ero lucido abbastanza da scriverci su un articolo. L’italia che silvio ci mostra nei suoi sceneggiati televisivi e quella che brodi racconta in conferenza stampa non esistono. La realta’ e’ che in questo paese chiamarsi in un modo o in un altro, appartenere o meno a un clan, fa la differenza nel trovare lavoro, nello svolgere pratiche al comune, nell’avere il parcheggio riservato e spesso, anche tra la vita e la morte.
brodi e ubellusconi nonostante le macchiette che fanno in pubblico sono dello stesso clan. A loro non capitera’ mai di trovare sbarrata la porta di un pronto soccorso o di farsi un giro turistico di sette ore in ambulanza.  E’ per questo motivo che noi cittadini di questo paese tribale dobbiamo smetterla di comportarci come tifosi sugli spalti di un campo di calcio. Stupidamente ci  prendiamo a botte mentre 22 miliardari tirano calci ad un pallone e la sera si portano a letto le veline (leggi qui, e’ importante). Se noi decidessimo di dire basta e uscire dallo stadio, rimarrebbero li’ come dei coglioni. E per la prima volta sarebbero veramente loro stessi.
Mi spiace per i figli di quella donna. Se fosse accaduto a mia madre, oggi sarei in carcere.

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