Delle Fragili Cose

Fisica del Vuoto27 January , 2007 7:47 am

 

Dopo un periodo di sana decompressione decido di tornare a leggere di certe cose. Per fortuna l’approccio che utilizzo e’ scientifico e distaccato. Pervenire alla conclusione che l’universo e’ perfetto nei suoi meccanismi e nei suoi fini, mi ha riconciliato con me stesso.
Quando leggo che qualcuno dichiara che portera’ cinque milioni di persone in piazza per difendere i diritti di tutti i proprietari di televisioni di questo paese, la mia serenita’ inizia a vacillare di nuovo. Ma e’ solo questione di un secondo. E’ meglio analizzare la cosa come se fosse un banale problema di fisica classica.
La prima cosa da chiedersi e’ se esistono cinque milioni di soggetti utili in Italia. Infatti, in assenza di massa critica, la reazione non sarebbe possibile. Sommando il numero di persone che sono disposte a prendersi a botte allo stadio, quelli che si ciulano 3 ore di pubblicita’ per vedere le tette di una del grande fratello, quelli che pensano che Lapo sia un grande imprenditore, quelli che sono convinti che quello di tette 4 sia un telegiornale, quelli che vespa e’ un grande giornalista, quelli che io non pago le tasse perche’ sono troppo alte, secondo me andiamo pure oltre.
Una volta preso atto dell’esistenza del cumquibus, scientificamente ci si deve chiedere se la materia prima si presta ad essere plasmata dal Demiurgo affinche’ l’esperimento si realizzi.
Anche a questo quesito la risposta e’ si. La nutrita classe sociale dei proprietari di televisioni e’ tradizionalmente molto amata in questo paese. Ognuno di noi ne conosce qualcuno. Spesso e’ un nostro amico. Ogni giorno ne incontriamo qualcuno per strada mentre, di mattina presto e senza nemmeno aver preso il caffe’,frettolosamente va ad accendere gli impianti di trasmissione per fare in modo che la nostra giornata sia allietata da buonedomeniche e posteperte. Se si fosse trattato di scendere in piazza per protestare contro il lavoro precario, contro l’evasione fiscale o per difendere la sanita’ pubblica, non ci avrei creduto che cinque milioni di persone avrebbero trovato il tempo e la voglia di farlo. Ma per difendere la classe bistrattata e negletta dei poveri proprietari di televisioni, di quei centinaia di migliaia di nostri connazionali che con  il loro lavoro discreto e misconosciuto, producono la sbobba con la quale affogare il nostro cervello, allora si. Io credo che sia possibile che cinque milioni di italiani scendano in piazza. Ed il cuore mi si riempie di gioia, perche’ sento che questo paese e’ ancora pronto a rispondere alla chiamata della battaglia dell’ideale, a schierarsi al fianco dei suoi cittadini piu’ deboli e difenderli dalle leggi stataliste e liberticide dei comunisti. Proprietari di televisioni, non temete. Per difendere i vostri diritti calpestati non cinque, non dieci, ma venti milioni di italiani sono disposti a fare barricate, perche’ anche se voi siete solo quello che siete, la coscienza sociale e l’amore per i deboli sono parole che ancora hanno un senso in questo paese. 

Nella foto Anza Reporters l’ultimo corteo organizzato dai proprietari di reti televisive.

 

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Fisica del Vuoto21 January , 2007 9:13 am

Sul quotidiano torinese "La Stampa" di stamattina, viene pubblicata una lettera di marco tronchetti provera sulla questione del suo coinvolgimento personale nelle faccende di cui potete leggere qui e qui. I contenuti sono interessanti, non tanto nei fatti, quanto nella forma. E’ estremamente suggestivo il fatto che questi grandi capitani d’industria, le cui fortune derivano direttamente dall’aver scelto con cognizione di causa i lombi dai quali essere generati, quando il vento spira nella direzione giusta amino atteggiarsi a magnifici comandanti a cui nulla del loro vascello sfugge. Quando poi si va giu’ di straorza e a bordo si incomincia a non capire piu’ nulla tra suppellettili che cadono e persone che vengono sballottate, allora sono pronti i "non sapevo", i "non e’ colpa mia". In un altro punto della lettera viene asserito testualmente: "mai, nella mia vita e nel corso della mia attività professionale, ho agito violando la Legge, né direttamente né dando disposizioni di farlo."
Sfido chiunque di voi a riferire questa affermazione a se stesso e, nel silenzio discreto della propria intimita’, a chiedersi se puo’ essere vera o no. Non c’e’ un solo uomo al mondo che puo’ dire una frase del genere e pretendere di essere creduto.
Ma il grande capitano distratto e puro non si ferma a questo. Piu’ avanti ci dice che lui sa che molti possono pensare che dietro ogni grande ricchezza c’e' un crimine. Comunque lui comprende e perdona. Io sono uno di questi invidiosi che pensa che dietro ogni grande ricchezza tramandata per generazioni non c’e’ un crimine, ma milioni di crimini. Il capitale e’ sopraffazione e competizione per definizione, e non c’e’ storia di capitale che non abbia passato i confini della legge milioni di volte. Pensare che non sia cosi’ e’ credere che esista la Befana e Babbo Natale.
Se non servivano il loro padrone, allora chi servivano le spie che ogni mese incassavano lo stipendio da tronchetti? Se invece di lavorare per il loro capitano erano dei pirati, come mai nessuno li ha cacciati via?
Comunque niente paura. tronchetti e’ parte di quella elite dinastica che in questo paese non conosce offesa alcuna. Un po’ di discrezione, qualche settimana lontano da televisioni e giornali, un’ospitata da fazio e tutto tornera’ come prima, perche’ in questo paese giustizia e verita’ sono  concetti remoti e violenza e sopraffazione siedono sugli scanni piu’ alti del potere.

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Fisica del Vuoto19 January , 2007 9:00 am

Mah. A chi credono di prendere per il culo?

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Fisica del Vuoto16 January , 2007 8:06 am

Spero a nessuno venga in mente di usare questa storia per speculare sul discorso del ponte sullo stretto. Sarebbe troppo anche per uno stomaco allenato come il mio.

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Fisica del Vuoto11 January , 2007 9:09 am

Oggi su queste pagine potrete leggere una rivelazione straordinaria. Uno scoop che mi proiettera’ nell’empireo dell’informazione internazionale.
Da anni i cittadini di questo paese sono convinti di vivere in una democrazia che consente loro di scegliere la maggioranza di governo e relativo premier, in un meccanismo di alternanza che mette in concorrenza gli schieramenti e li obbliga a dare il meglio di se.
Questa purtroppo e’ solo un’illusione. Sto per farvi il nome del vero padrone di questo paese, di colui che, indipendentemente dal pupazzo di turno che siede a Palazzo Chigi, decide tutto.
Il suo nome e’ Cetto La Qualunque e il suo slogan politico e’: "Piu’ Pilu per Tutti".
Non ci sono altre spiegazioni, altrimenti non sarebbe possibile che qualunque sia lo schieramento al potere, si debba assistere ad uscite programmatiche del tipo: "aboliremo l’ici" o "aboliremo il costo di ricarica sui cellulari".
ICI e costi di ricarica sui cellulari sono problemi veri, nessuno lo mette in dubbio. Ma a me sembra che questioni di questo tipo vengano tirate fuori con lo stesso scopo con il quale il presidente ombra di questo paese invoca piu’ pilu per tutti.
Abbiamo gia’ visto come le amministrazioni locali, di qualsiasi colore, avevano intenzione di rispondere ad un’eventuale abolizione dell’ICI. Un aumento generalizzato di tutte le tariffe e le imposte comunali. Non e’ escluso che le compagnie telefoniche risponderebbero al calo dei profitti derivante dall’abolizione del costo di ricarica con una strutturazione piu’ punitiva delle tariffe o posticipando dei ribassi gia’ preventivati.
La verita’ e che ormai l’elettorato di questo paese e’ trattato con la stessa logica della plebe romana: panem et circenses. E’ bastato tirare fuori dal cappello la storia dell’ICI per far saltare sulle sedie un paio di milioni di elettori. Ora, il grande liberalizzatore chiede l’abolizione del costo di ricarica ed il paese, per l’entusiasmo, gira tre volte su se stesso.
In questi giorni si fa il bilancio del primo pacchetto di liberalizzazioni. Loro dicono che ci sono stati grandi cambiamenti e grandi vantaggi per tutti. Ma voi, ve ne siete accorti? Girano piu’ taxi per le strade? Le tariffe di avvocati e notai sono diminuite? Potete comprare i medicinali al supermercato risparmiando il 30%?
Io non ho visto nulla. Va bene, il costo di ricarica e’ eccessivo o troppo punitivo. Ma come sempre e’ una questione di priorita’. Me ne vengono in mente due o tre un tantino piu’ prioritarie. Ve le elenco, vediamo cosa ne pensate:

  1. Abolizione degli ordini professionali: Oggi non basta laurearsi e avere un paio di anni di pratica. Prima di iniziare a lavorare seriamente bisogna avere il permesso da quelli che saranno i tuoi futuri concorrenti. L’accesso alla professione libera per avvocati e commercialisti, per esempio, avviene con grandissima difficolta’. Questo mantiene le tariffe professionali altissime per mancanza di vera e propria concorrenza. Lo stesso vale per farmacisti e notai. Perche’ non liberalizzare?
  2. Liberalizzazione per il medico di base: Perche’ il numero di medici di base e’ contingentato? Per quale motivo ogni mutualista ha 2500 pazienti e non ne riesce a seguire nessuno? Non sarebbe meglio consentire a qualsiasi medico titolato e con uno studio a norma di legge l’esercizio di medico di base? A questo punto sarebbe il mercato a regolarne il numero e non piu’ una ristretta casta di ignoti personaggi.
  3. Abolizione delle tasse di possesso: Secondo quale criterio dopo che ho comprato un bene e ci ho pagato l’IVA devo essere soggetto ad una tassa di possesso? E perche’ questa tassa non cambia man mano che il bene invecchia e vale di meno? Canone Rai e bollo auto sono tasse di possesso. Vi rendete conto che se comprate una televisione a 300 euro, dopo tre anni ne avete versato altrettanti in tasse? E perche’ io che ho un’auto di cinque anni, 1800 di cilindrata devo pagare di piu’ di uno che ha una 1600 nuova?

E come queste decine di altre questioni fondamentali bloccano lo sviluppo di questo paese. Solo che affrontarle di petto vuol dire scontrarsi con poteri forti ed avere risultati solo a medio termine. Meglio salire sul palco ed invocare l’abolizione del balzello di cinque euro o della tassa impopolare. Tutti capiscono di che si tratta, a pagare lo scotto dell’abolizione sono altri, e Cetto La Qualunque, il vero padrone di questo paese, puo’ vantare un nuovo incremento di popolarita’.

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Fisica del Vuoto7 January , 2007 7:14 pm

E’ sempre piu’ forte la sensazione che Corriere e Repubblica on line si copino spietatamente. Nel giro di una mezzora la stessa notizia e’ apparsa sia sull’uno che sull’altra. Il bello e’ che non sono citate fonti di agenzia. L’Adn Kronos la riporta intorno alle 18.19. Il meccanismo, secondo me e’ stato questo: qualcuno ne viene a conoscenza per sentito dire. Lo scrive e gli altri lo copiano a sangue. Veniamo al racconto. Ieri, in un autobus a Roma, un down sarebbe stato picchiato da due borseggiatori di colore perche’ ha richiamato l’attenzione mentre i rei cercavano di rubare. Nessuno e’ intervenuto, l’autista si e’ rifiutato di fermare l’autobus e i malandrini sono scesi indisturbati alla fermata immediatamente successiva. Testimone un giornalista che, unico a bordo, ha cercato di soccorrere il ragazzo e di far arrestare i malviventi.  I racconti di Adn, Corriere e Repubblica sono praticamente delle fotocopie. Nessuno ci dice se il disabile e’ stato soccorso, se ci e’ stata una denuncia, se sono partite delle indagini.
Cerchiamo di andare un attimo oltre i fatti e analizziamo il racconto. I borseggiatori sono extracomunitari, l’eroe e’ un ragazzo down, l’autista rifiuta di fermarsi, nessuno interviene, il giornalista si erge a paladino.
Ma non vi sembra una storia perfetta per farci ricamare su telegiornali e giornali per un po’ di giorni? Gli elementi ci sono tutti. I cattivi, l’eroe buono ed indifeso, il paladino, gli astanti indifferenti. Da una zuppa del genere si puo’ tirare fuori un po’ di discussione sul problema degli extracomunitari, una nota di biasimo per chi si limita a guidare e non vede cosa accade sul suo mezzo, una chiacchierata con il buon giornalista, una lunga discussione sull’indifferenza della gente e sull’"a che punto siamo arrivati".  Infine, la ciliegina sulla torta, l’eroe e’ un disabile.
I giornali dovrebbero fargli la statua a questi disabili. Ogni tanto salta fuori una deliziosa storiella sulla quale ricamare all’infinito. Il filmino del down sbeffeggiato con tutto il romanzo sul bullismo, la storia della disabile violentata. Insomma, risorse preziose sulle quali scaricare luoghi comuni e sdolcinatezze a quintali. Peccato che non si parli di queste persone quando le loro vite sono violate quotidianamente da una nazione e da una legislazione che pensa che mettere un ascensore in una stazione voglia dire essersi occupati del problema dell’handicap. In un paese come il nostro dove i cittadini sono deboli, un disabile e’ debole due volte. Non basta fare uno scivolo per mettersi a posto la coscienza. Lavoro, integrazione, assistenza. Sono queste le parole che voglio leggere e sentire in televisione. Mi sono rotto di striscialanotizia che mi fa vedere che la gente parcheggia nei posti riservati ai disabili con lo stesso stupore di chi ha visto sbarcare i marziani. Mi sono rotto di vedere i disabili utilizzati a buonadomenica. Si riempiono minuti e minuti di vuoto con cantanti che ne carezzano la testolina e presentatrici che fanno grandi sorrisoni. Nel frattempo il cronometro gira e stacco pubblicitario dopo stacco pubblicitario il registratore di cassa tintinna allegramente. Poi, quando finisce il programma, tutti a cena e a far casino. Il disabile viene rimesso in frigo. Pronto per essere servito alla prossima occasione.

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Fisica del Vuoto4 January , 2007 7:46 pm

Odio citarmi. Pero’ questa volta e’ necessario per introdurre correttamente l’argomento. Il TG nazionale, l’Ansa, La Repubblica on Line, il Corriere della Sera on line, inevitabilmente ma piu’ sobriamente La Stampa on line ed infine, ma solo per mia stanchezza, Il Giorno on line.
Ci si sono messi tutti, ma proprio tutti per confermare quanto scrivevo in questo mio modesto articolo del 30 ottobre scorso che vi invito caldamente a leggere. Lapo si pente, e ancora una volta non lo fa nel segreto del confessionale ma pubblicamente. Al telegiornale del primo canale nazionale in fascia di massimo ascolto. Nello stesso giorno rilascia l’intervista a Repubblica on line nel suo "piccolo loft pieno di luce" di New York. Quest’ultima va letta per intero, e’ una di quelle disgustose interviste fatte in ginocchio e con la lingua penzoloni che nobilitano il nostro giornalismo mentre in un paese civile comporterebbero l’espulsione dal giornale ed il ritiro del tesserino a chi l’ha redatta e a chi ne ha consentito la pubblicazione.
Con una coordinazione degna di un’azione militare in grande stile, che data la pigmentazione pilifera del soggetto potrebbe essere definita Operazione Barbarossa, nei primi giorni del 2007 scatta un’altra puntata della redenzione di Lapo e, visto che ci siamo, si fa anche un po’ di pubblicita’ alla nuova aziendina che gli hanno messo tra le mani per farlo giocare. Fra interviste al Tg e dichiarazioni alla stampa, non ci viene risparmiato nessun particolare zuccheroso e sentimentale. Roba da azzerare le gia’ ridotte scorte di insulina. Il risveglio dal coma, l’abuso di cocaina, il disappunto di fronte ai motori di ricerca pieni di notizie su di lui, l’aiuto benevolo di un "quasi nonno" come Henry Kissinger. Roba che unita alla cornicetta rosa che circonda l’articolo di Repubblica, fa venire il voltastomaco anche ai piu’ duri.
L’ho gia’ detto e lo ripeto. Lapo Elkann, e si noti che lo scrivo con le maiuscole perche’ non ho nulla contro di lui, puo’ fare che cazzo vuole. Drogarsi, avere connubi carnali con una, due, tre o addirittura n persone adulte consenzienti, di qualsiasi sesso siano e travestite nel modo che preferiscono, bruciare la sua vita in un turbine di vizio o mettersi a fare il monaco francescano. Non deve chiedere il permesso a me ne a nessun’altro. Ci mancherebbe. Anzi, aggiungo di piu’. Me ne strafotto. Quello che deve fare pero’ e smetterla con questo tentativo di farsi voler bene a tutti i costi. A me ha rotto i coglioni. Passi quando compra intere pagine di novella 2000 o 3000 che manco mi ricordo come cazzo si chiama. Passi quando a fargli l’intervista in ginocchio e con la lingua penzoloni e’ una che fa la giornalista perche’ non e’ riuscita come velina, ma quando incomincia a rompere le palle pure sul TG1 e su quelle che dovrebbero essere le corazzate dell’informazione nazionale invade i "miei" di spazi.
Con la sua grandissima faccia di cazzo e con le sue storie strappalacrime su peccato e redenzione ci fotte due volte. La prima quando raccontandoci di come si e’ ripreso tra cliniche di lusso in America e Kissinger che gli teneva la manina fa morire di rabbia pensando a quanti disadattati strafatti di droga e psicofarmaci si aggirano nei SERT delle Asl trascinando i piedi tra infermieri che non sanno che cazzo farne e assistenti sociali che non sanno che cazzo  dire. E la seconda perche’ con la storia della sua vita e delle sue avventure toglie spazio problemi come il lavoro, la legge elettoralele unioni civili. Se ne andassero a fanculo, senza doppisensi, lui e l’azienda di made in Italy che gli hanno dato al posto del metadone per farlo uscire dal tunnel. Delle sue chiacchiere e della sua merda non so cosa farmene. Se si e’ redento sono cazzi suoi. Non voglio piu’ sentirmelo raccontare.
Per concludere vi linko il filmato del TG1. Anche qui un giornalista fa la sua intervista in ginocchio e a lingua penzoloni. Il servizio si conclude con una sfacciatissima e disgustosa marchetta pubblicitaria, con tanto di indirizzo web in sovraimpressione. Lapo promette prodotti "fuori dalla norma" che faranno "sognare le persone". Per fortuna che non sono piu’ dell’antidroga senno’ avrei pensato male. Ma la legge non prevede che gli spazi pubblicitari siano opportunamente evidenziati? Quante associazioni benefiche ed assistenziali hanno avuto uno spot di due minuti e mezzo nel pieno del TG1 delle 20.00?

 

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Fisica del Vuoto 8:59 am

Repubblica on line, home page delle 08.55

Ma non si rende conto che alla sua eta’ certe cose sono esiziali. Eppure aveva giurato di smettere. Forse dovrebbe rivolgersi agli alcolisti anonimi. Guarda poi che faccia da avvinazzato mentre si accinge ad ingurgitare l’ennesimo bicchiere.
Che giornalisti che abbiamo in Italia. Per fortuna che c’era il sottotitolo.

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Fisica del Vuoto3 January , 2007 4:26 pm

Se, come e’ scritto in questo lancio dell’agenzia Ansa, la persona che ha girato il filmino integrale dell’esecuzione di Saddam e’ stato arrestato, tutto va a posto. L’ignominia mediatica e’ cancellata. L’Iraq e’ una grande democrazia, l’impiccagione di Saddam un atto di giustizia civile e coraggiosa, gli Stati Uniti e l’occidente possono essere orgogliosi del loro operato nel quadrante mediorentale. Intanto domani fanno la pelle anche agli altri due imputati. Per l’occasione, probabilmente, sara’ gentilmente richiesto di spegnere i telefonini. Come al cinema e al teatro. Segno di grande civilta’ ed educazione.
Nel frattempo vi invito a gradire l’occhiello utilizzato dal Corriere della Sera on line per pubblicizzare "La Fine di Saddam, le parole sul patibolo. Tutti i video e le foto". La cosa e’ visibile, per il momento, a questa pagina. In ogni caso allego immagine ad imperitura memoria.

Che classe. Ma che se ne andassero tutti a fanculo.

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Fisica del Vuoto 8:36 am

La Repubblica on Line di stamattina mi sembra l’unico quotidiano web ad evidenziare una notizia interessante: Sembrerebbe che anche Milano, probabilmente la citta’ piu’ moderna ed europea della nostra provinciale Italia, avra’ il suo muro che, in un quartiere di periferia, separera’ i cittadini milanesi da alcuni insediamenti Rom della zona. Sembra che la cosa si svolgera’ senza eccessivi intoppi, visto che non si registrano forti opinioni contrarie e quasi tutti concordano sulla necessita’ di stabilire una separazione fisica. Questo sara’ il secondo caso in Italia dopo le barriere di recinzione issate a Padova per isolare il quartiere di via Anelli. Si consideri che dal 1 gennaio 2007 la popolazione Rom di origine Rumena gode dello status di cittadinanza comunitaria.
E’ suggestivo osservare che mentre a Strasburgo e a Bruxelles ci si affanna ad eliminare confini ed aprire frontiere, all’interno degli stessi stati che costituiscono l’unione, le frontiere rinascono sotto forma di sbarramenti e recinzioni.
E’ un dato di fatto che una certa pressione politica sia assolutamente necessaria per favorire il processo di unificazione europea. I grandi disegni hanno bisogno di qualche spinta. Non sempre i popoli riescono a vedere tanto lontano. Ed e’ per questo che, almeno in passato, ho reputato giuste certe scelte "dirigiste" operate dal governo europeo. Tuttavia, i paesi che componevano il nucleo fondante condividevano un’antichissima storia comune, si trattava di fratelli separati dalla tempesta del Medioevo. Le recenti affiliazioni probabilmente introducono,  con un passo sospettosamente forzato, popoli e culture sostanzialemente diverse. Il fenomeno sarebbe stato molto meno traumatico se si fosse creato tra i popoli fondatori un sentimento di patria comune che invece non esiste ancora. E’ triste ammetterlo, ma oggi esiste un Europa Unita per le merci ma non per i popoli.
La mia impressione e’ che quello che sta guidando il processo di integrazione, almeno in questo momento, non sia un criterio ideale, ma uno spirito pragmaticamente orientato al drastico abbassamento  del costo del lavoro. La scelta di combattere la battaglia della globalizzazione sul piano cinese/indiano, richiede che l’Europa si doti di nuovi cittadini disposti ad accettare pesanti compromessi sul piano della qualita’ della vita.
La cosa non e’ nuova. Gia’ duemila anni fa, l’Europa unita sotto le insegne di Roma, attinse al serbatoio di forza lavoro economicamente allettante offerto dai popoli che vivevano ai confini dell’impero. La cosa non offri’ risultati brillanti. Quando i popoli perdono interesse per cio’ che producono e si limitano solo a controllare il processo, perdono di vitalita’ ed entusiasmo. E’ la seconda volta in due giorni che cito la storia antica. Probabilmente e’ segno di sfiducia in quella moderna.
In ogni caso, procedere a tappe forzate in un’integrazione che doveva essere preceduta da un processo di assimilazione culturale piu’ consistente, non potra’ che comportare problemi molto piu’ seri dei muri issati a Padova e Milano. Prostituzione, criminalita’ e droga sono solo i primi sintomi di un malessere che non tardera’ a manifestarsi con il suo vero volto, quel razzismo inconsapevole che ognuno di noi porta sepolto nel cuore. Nessun governo, nemmeno quello dell’Europa puo’ imporre pace e felicita’ per decreto. L’assimilazione l’affratellamento sono processi lunghi e laboriosi. A me sembra che non siano mai nemmeno iniziati.

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Fisica del Vuoto31 December , 2006 10:16 am

 

Le prime pagine di stamattina dei giornali on line, sono ancora dominate della morte di Saddam Hussein. (La Repubblica, Il Corriere della Sera, L’Unita’, il Giornale).
Tutti, ma proprio tutti, a mostrare i filmini degli omini col cappuccio che impiccano il vecchio col cappotto e le fotine del corpo avvolto nel sudario bianco. Veniamo informati anche sul luogo e sulle modalita’ di sepoltura. Un’informazione ad ampio raggio e veramente completa.
Peccato che del periodo di prigionia di Saddam e di quanto abbia detto al suo processo non e’ giunta alcuna notizia. Qualche foto in mutande, un’altra con il barbone di due mesi e qualche dichiarazione dell’avvocato difensore. Nessuno a chiedersi cosa avesse da dire quell’uomo, nessuno ad indignarsi perche’ l’accesso alla sue dichiarazioni era, di fatto, impedito.
In compenso ci viene comminato il festival della necrofilia in tutto il suo splendore. E’ evidente che gli chef dell’informazione sono specializzati nel trattamento dei cadaveri e con tale materia prima cucinano i loro piatti migliori. L’approfondimento, la cronaca, l’informazione sui fatti, sono materia troppo vile per questi artisti e non si sprecano a prenderla in considerazione.
Intanto Saddam ha l’inattesa soddisfazione di essere un cadavere molto telegenico e rete e televisioni si cibano a dismisura della sua immagine.
Cosi’, le migliaia di persone morte per mano di questo assassino, sono seppellite per sempre. Con Saddam, che sicuramente non era un mago del fai da te, vengono seppelliti i nomi dei suoi complici occidentali, le politiche di favore quando usava i gas contro l’Iran ed il silente ma efficace plauso di alcuni stati afflitti dallo stesso problema, quando sterminava i curdi col DDT. Questa gente, pero’, nei filmini e nelle fotine non si vede. Saranno gli omini col cappuccio?

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Fisica del Vuoto28 December , 2006 8:04 am

Sembrerebbe che in Olanda, paese all’avanguardia in tante cose, nel bene quanto nel male, sia in programmazione una specie di grande fratello del quale sono protagoniste ragazze che, per regolamento, devono avere un handicap. L’handicap deve essere visibile. Maggiori approfondimenti in questo articolo del Corriere della Sera on line. Per chi conosce l’olandese o si vuole limitare a guardare le figure, questo e’ il sito della trasmissione.
Quello che penso di queste cose l’ho gia’ scritto qui, evito di ripetermi. C’e’ da dire che in questo spettacolo in particolare, ci sono tutti gli elementi base per la classificazione di certa televisione. Una sorta di archetipo platonico del format tv da conservare nell’iperuranio televisivo.
Si inizia dalle motivazioni ipocrite: dare a delle ragazze handicappate la possibilita’ di apparire in televisione, cosa che non sarebbe avvenuta senza Miss Ability, questo il fantasioso titolo dello show. Si prosegue col buonismo iperglicemico: mostrare che nonostante tutto, queste ragazze sono belle, buone e simpatiche. Si finisce in gloria con il vero obiettivo: gli ascolti, la pubblicita’, il denaro.
La prima cosa che si potrebbe obiettare e’ che cose del genere ricadono in quella che e’ la forma piu’ subdola di razzismo, quella che favorisce la minoranza per il solo fatto che e’ minoranza. Di questa cosa ne ho parlato in questo articolo. Per continuare, io che sono un malpensante mi chiedo: perche’ l’handicap deve essere visibile? perche’ le protagoniste devono essere tutte donne?
Uno potrebbe farsi l’idea maligna che qualcuno stia cercando di attingere ai lati piu’ oscuri della sessualita’ degli spettatori maschi, gia’ coccolatissimi destinatari di vallette in tanga, veline zizzute e calendari con modelle ipertrofiche. Dopo aver mostrato tutto, ma veramente tutto, le cose diventano ripetitive, occorre un po’ di novita’. Le modelle in carrozzella possono essere la risposta.
Per vedere se i miei sono solo maligni sospetti, basta aspettare un po’. Se il prossimo reality mettera’ insieme nella stessa casa ragazze svedesi bionde e culturisti di colore, magari con la scusa di favorire l’integrazione razziale, probabilmente i cattivi pensieri erano un minimo giustificati.
Nel frattempo ho l’atroce sensazione che un’idea del genere non potra’ fare a meno di essere riproposta in Italia. Gli elementi ci sono tutti: mielosa ipocrisia, mistificato sesso perverso e danaro, soprattutto danaro. Resta da indovinare chi si muovera’ per primo. Qualcuno prova a fare un nome?

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