Delle Fragili Cose

L'angolo del Bignami14 January , 2007 6:54 pm

 

"Tutti gli oggetti che continuiamo a raccogliere nel corso della nostra vita non ci daranno mai forza interiore. Sono, per così dire, le stampelle di uno storpio."
Ivan Illich

Questo aforisma, insieme ad altri, appare ciclicamente sulla home page del sito http://www.decrescita.it, pagina di riferimento della Rete per la Decrescita Serena, Pacifica e Solidale.
Nonostante il nome cosi’ tranquillizzante, se avete il tempo di approfondire le questioni trattate da questo gruppo di studiosi/filosofi, vi renderete conto che i loro ragionamenti inducono un messaggio molto, ma molto piu’ rivoluzionario di quello di qualsiasi gruppo estremista ecologista o di sinistra.
Il punto della situazione e’ che obiettivo della decrescita e’ ridurre il prodotto interno lordo, e con esso l’opera devastatrice che l’uomo compie per raggiungere i suoi obiettivi industriali.
Ho gia’ scritto in un lontano passato che, per me, la qualita’ della vita non e’ possedere un televisore da 42 pollici, ma poterne fare a meno. Nel senso che preferirei che le mie serate fossero tanto impegnate in eventi culturali collettivi da non usare mai la televisione. Lo stesso vale per le macchine. E’ meglio avere una macchina e doversi preoccupare di parcheggio, assicurazione e manutenzione o avere mezzi pubblici che funzionano alla perfezione? 
E’ ovvio che se tutti riducessimo le nostre "esigenze" i primi ad esserne colpiti sarebbero coloro che queste esigenze le inducono. Gli stessi che poi, guarda caso, sono anche i padroni del mondo.
E’ per questo che messaggi pacifici come quelli della decrescita hanno la forza propagandistica di migliaia di attacchi terroristici. A differenza del terrorismo, il concetto di decrescita non combatte il sistema militarmente, ma ne mette in dubbio la strutturazione filosofica e, quindi, la stessa validita’ esistenziale.
Vi consiglio caldamente di leggere qualche pagina. Non ho intenzione di convincervi di nulla. Io stesso ho delle perplessita’ sull’applicazione incondizionata di una decrescita su scala planetaria, pero’ i concetti che stanno alla base di questa teoria possono essere usati per meglio valutare i messaggi consumistici ai quali siamo continuamente esposti e questo, indubbiamente, e’ utile per sentirsi piu’ sereni e meno oppressi da bisogni inutili.

La segnalazione di questo sito e di questo movimento di cui devo confessare che nulla sapevo, mi e’ pervenuta da Franzen. Franzen e’ un membro della squadra che ha fatto pochi interventi ma legge sempre con attenzione. Lo conosco e so che e’ persona di grande cultura e pacifica intelligenza. Lui segue da tempo le teorie della decrescita e questo fatto, per il movimento culturale, rappresenta un’ottima pubblicita’.

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L'angolo del Bignami11 January , 2007 8:39 pm

Insomma, verso le sei e mezza ho incominciato a scrivere un post su massa e inerzia. Volevo fare una cosa semplice e divertente. Invece mi sta venendo un papiellone immenso. Devo sospendere e rimandare a domani. Quando la frequenza degli errori di battuta supera i due a parola non vale piu’ la pena di continuare. E poi, avete mai provato a far correggere un articolo di fisica a quell’ignorantone di MS Word? Cacchio, ma non ha nemmeno la terza media. Appena uno fa il copy & paste sulla pagina, tutto diventa rosso sangue. E sperate di aver disabilitato la correzione automatica, altrimenti vi trovate "prendete un bosone" sostituito con "prendete un cosone" e la cosa, specialmente in un contesto che vede presenti le signore, e’ un po’ volgare.
Quindi massa e inerzia a domani sera, forse. Nel frattempo sembra che le pive fossero gli strumenti a fiato delle bande militari e "tornare con le pive nel sacco" vorrebbe dire che il nemico ci ha fatto un mazziatone e nessuno ha voglia di suonare e cantare. Visto, per massa e inerzia dovete aspettare ancora un po’, ma potete fare un figurone con le pive nel sacco, anzi con le pive fuori dal sacco, in questo caso. Nessuno puo’ dire che leggere queste pagine non sia da intellettuali.

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L'angolo del Bignami2 January , 2007 5:56 pm

Quando in un film di fantascienza di serie B non si sa che cazzo fare per mettere a posto una situazione complicata, ci si puo’ sempre giocare il jolly dell’antimateria. Diciamoci la verita’, chi cacchio si e’ mai posto veramente il problema di verificare cosa sia veramente questa antimateria? Nella migliore delle ipotesi uno s’immagina una specie di roba radioattiva, che a toccarla si rischia di scottarsi. In realta’ le cose stanno un po’ diversamente. Per spiegarlo devo partire da lontano e chiamare in causa i marziani. Ok, ho appena detto che l’antimateria non c’entra nulla con i film di fantascienza di serie B, ma i marziani mi servono per fare una metafora, solo dopo esce in mezzo l’antimateria. Capito?
La prima cosa da chiederci e’ quale sia la destra e quale la sinistra. Si, le lauree, si ho anche la patente, pero’ non parlo della nostra destra e della nostra sinistra. Come fisico penso in grande. Parlo della destra e della sinistra nell’universo.  Immaginiamo di parlare al telefono con un marziano. Il marziano non sa nulla di noi e non puo’ vederci. Inoltre noi non possiamo spedirgli nulla. Insomma, ci dobbiamo arrangiare solo con le parole. (Certo, ammetto che questa idea di parlare al telefono con un marziano e’ un po’ na’ strunzata. Chi si e’ preso la briga di stendere il cavo tra la Terra e Marte? Come si e’ risolto il problema della distanza variabile in funzione delle orbite? E perche’ non ci siamo fatti un videofonino a 49 euro con 500 euro di sms inclusi da spedire in due giorni? Lasciamo perdere.).
Dopo aver parlato un po’ con il marziano, magari ci viene voglia di spiegargli come siamo fatti. La testa, il cervello, il cuore…. Il marziano, che si sta annoiando a morte, fa una di quelle tipiche domande che si fanno per far pensare che si sta ascoltando con attenzione mentre in realta’ si sta pensando ai cazzi propri: "Ah, molto interessante. E dove si trova il cuore?". "Ottima domanda", possiamo rispondere noi, "nel petto, a sinistra". E’ chiaro che qui la conversazione incontra una grossa difficolta’. Cosa e’ la sinistra? Non e’ detto che il marziano abbia due sole mani, per quello che ne sappiamo puo’ averne diverse. E poi, mica e’ detto che debba proprio usare la destra per scrivere. Magari su Marte sono tutti mancini e chiamano destra la sinistra e viceversa. 
Il problema e’ che le leggi della fisica sono invarianti rispetto alla scala e sono simmetriche rispetto al verso. Nel senso che cio’ che vale per le cose piccole, vale anche per le cose grandi (escludendo le cose piccolissime naturalmente, per quelle c’e’ la fisica quantistica e non le tiriamo in mezzo per adesso se no non si capisce piu’ un cazzo). Nello stesso modo gravitazione, elettromagnetismo e forze nucleari soddisfano anche il principio di simmetria rispetto alla riflessione, nel senso che un fenomeno e’ regolato dalle stesse leggi sia che si verifichi in un verso che nell’altro. Mi spiego: se due auto A e B convergono verso un incrocio, procedendo ad una velocita’ V, se la loro velocita’ le porta a tamponarsi, si tamponeranno sia se A proviene da sinistra e B da destra che il viceversa. Anche se il perito dell’assicurazione non e’ d’accordo, e’ cosi’. Fidatevi.
A causa di questo fatto non possiamo indicare al marziano nessun fenomeno fisico che si verifichi con una direzionalita’ intrinseca. Questo almeno apparentemente. Perche’ i fisici, come sanno gia’ i miei lettori piu’ affezionati, quando sono veramente nei guai tirano in mezzo le particelle e la meccanica quantistica, senza parlare di spazio e tempo. Le particelle non si vedono e uno puo’ dire che cacchio vuole. La meccanica quantistica si basa sul principio che non sempre una causa ha lo stesso effetto. Cosa si poteva pensare di meglio per confondere le persone?
In effetti, la simmetria delle leggi fisiche rispetto alla riflessione, e’ vera solo a livello macroscopico. I decadimenti di alcune particelle (eccole qua le zoccolette), non sono sempre simmetrici, nel senso che sono diversi a seconda della loro disposizione all’interno di un campo magnetico.
Alla luce di questa informazione, spiegare al marziano dov’e’ il cuore e’ piu’ semplice. Basta dirgli:"Senti, fai un magnete, metti l’avvolgimento, attacca la corrente, prendi del cobalto e tieni la temperatura bassa. Se gli elettroni vanno dai piedi alla testa del magnete, allora la corrente sta entrando a destra e uscendo a dalla sinistra dell’avvolgimento." E questo dovrebbe far togliere una volta e per sempre al marziano il vizio di fare domande di cazzo.
La conclusione alla quale siamo giunti e’ epocale. Esiste una direzionalita’ nello spazio, cioe’ esistono una destra ed una sinistra. Come vedete non solo politici e giornalisti televisivi si guadagnano la vita dicendo banali stronzate. Anche i fisici se la cavano benino.
In realta’ la cosa e’ importante, se abbiamo perso il concetto di simmetria delle leggi della fisica, almeno a livello quantistico, questo vuol dire che bisognara’ cercare di capire cosa accade se invece di svolgersi in un verso, un fenomeno si svolge nell’altro. Altro lavoro. Altri finanziamenti per la ricerca.
Quindi tutto a posto con il nostro marziano? No c’e’ una complicazione. Pertendo dagli studi di Dirac si puo’ affermare che teoricamente ogni particella ha un’antiparticella. Si tratta di particelle che hanno energia e massa in comune ma cariche opposte. Quindi l’antiparticella dell’elettrone si chiama positrone, una particella che ha la stessa massa dell’elettrone ma carica positiva. L’antiparticella del protone si chiama piu’ banalmente antiprotone. Anche un neutrone, che di carica elettrica non ne ha, ha la sua bella antiparticella. In pratica, almeno teoricamente, si potrebbero costruire antiatomi, le particelle elementari dell’antimateria. In laboratorio sono stati costruiti antiatomi di idrogeno che sono durati pochissimo. Infatti l’antimateria se entra in contatto con la materia si annichilisce, liberando energia. Se solo fosse piu’ economica e meno rara, l’antimateria sarebbe il combustibile perfetto perche’ permette di sfruttare quasi tutta l’energia potenziale della materia portando il rendimento di un motore vicino all’ottimo. Comunque, almeno per adesso, i petrolieri possono dormire sonni tranquilli. Sempre che abbiano gia’ dimenticato questo.
Ma che c’entra l’antimateria con il nostro marziano? Come abbiamo visto, nel nostro universo fatto di materia esiste una direzionalita’. Lo stesso accade per un universo fatto di antimateria. Anche in questo universo teorico esiste una direzionalita’, solo che e’ opposta alla nostra. Ora, se il nostro marziano, che a questo punto ha anche un po’ rotto le balle, fosse fatto di antimateria, seguendo le nostre istruzioni costruirebbe correttamente l’esperimento del magnete con il suo anticobalto, ma la sua sinistra sarebbe la nostra destra e viceversa. Quindi, come dice il professor Feynman,  dalle cui lezioni ho tratto ispirazione per questo ed altri articoli, facciamo attenzione se dopo aver parlato tanto tempo al telefono con un marziano ed avergli spiegato destra e sinistra, questo al nostro primo incontro ci porge la mano sinistra. Da questa stretta di mano potrebbero venire fuori scintille.
Ma non e’ tutto, se sopravviviamo alla stretta di mano interplanetaria verremo a sapere che l’aver introdotto un concetto di direzionalita’ nello spazio, consente di formulare un’ulteriore teoria di cosmologia quantistica. Senza entrare nei particolari dello spin delle particelle, ci basti sapere che questo ha indotto alcuni fisici a supporre che ci siano diversi universi contemporanei che si distinguono solo in base alla loro specifica direzionalita’. Tutti questi universi coesisterebbero, solo che a causa di questa differenza di base non sarebbero percepibili gli uni dagli altri. Il che e’ la maniera perfetta di sparare una cazzata. Nel momento stesso nel quale la dici, poni come condizione della sua esistenza il fatto che non la potrai mai vedere. Questo e’ quello che io chiamo genio.
 

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L'angolo del Bignami19 December , 2006 6:18 pm

Salve. Probabilmente lo conoscete gia’. Questo e’ un sito dove si possono passare ore. Una specie di hypergate dal quale si puo’ giungere a destinazioni del tutto inattese. Purtroppo e’ totalmente in inglese, anche se, girando su Internet, alla fine tutti lo imparano un po’. Chi proprio l’inglese non lo ama, almeno non si perda questa sezione. Ci si trovano cose belle come questa:

 

o questa

Che io ho rimpicciolito per farle entrare nel frame ma che li’ sono piu’ grandi e piu’ belle.
Un po’ di bellezza per combattere l’incombente depressione decembrina.

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L'angolo del Bignami13 December , 2006 8:12 pm

Il romanzo che mi ha colpito di piu’ tra quelli che ho letto e’ "Il Deserto dei Tartari" di Dino Buzzati. Attenzione non ho detto quello che mi e’ piaciuto, interessato, coinvolto di piu’. Ho scelto l’aggettivo con cautela e intendevo dire proprio quello che ho detto, colpito.
Certo, io sono maledettamente di parte perche’ considero Buzzati un grande artista e fenomenale scrittore. Un uomo nel quale fantasia e potenza espressiva hanno trovato stupefacente connubio. In ogni caso, "Il Deserto dei Tartari" non e’ un’opera tipicamente buzzatiana, e’ un romanzo che vive di vita propria ed e’ uno di quei casi rarissimi nei quali la tenebra dell’universo si squarcia per un istante lasciando trapelare una saetta di luce nel buio nel quale viviamo.
Se non fossero gia’ tre mesi che scrivo in pubblico, darei per inteso che tutti coloro che stanno leggendo hanno completa contezza di cio’ di cui sto parlando, ma l’impatto con i lettori di LiberoBlog e con gli ayatollah di gmail, mi ha costretto a smuovermi dalla mia posizione di privilegiato romitaggio, per prendere atto che esiste un universo nel quale Buzzati e Orwell non sono cosi’ popolari come credevo. E spero che sia chiaro che la mia ultima affermazione non ha nessun contenuto offensivo e discriminatorio. E’ solo la presa d’atto che per troppi anni ho vissuto di cose che esistevano solo nella mia mente e in quella di pochissimi altri. Buzzati, Joyce, Orwell, Ellroy, Einstein, i numeri complessi, la cosmologia quantistica, le equazioni diofantine, mi hanno tenuto in un mondo di cristallo dove, circondato da tanta armonia, non c’era discussione perche’ un nome o un teorema, contenevano implicitamente una risposta.
E’ giusto quindi dedicare qualche rigo alla trama, se di trama si puo’ parlare. Il libro parla di un giovane ufficiale che viene mandato a svolgere il suo servizio a Bastiani, una fortezza ai confini dell’impero. Questa fortezza si affaccia su un deserto che la tradizione dice abitato dai Tartari, antichi e feroci nemici dell’imperatore. Dei Tartari si parla sempre come se il loro arrivo sia imminente e il giovane tenente Drogo, spende la sua intera vita aspettando che i nemici arrivino e le armi si destino a ferale opera di distruzione.
Drogo invecchia e con lui la fortezza. I Tartari, lentamente, diventano leggenda. Il romanzo si chiude con Drogo, ormai vecchissimo, che viene portato via da Bastiani per fare posto a nuovi ufficiali. La fortezza, infatti, riprende vita perche’ si dice che i Tartari siano stati avvistati ed i loro fuochi incomincino a rompere il tessuto serico della notte. Un nuovo ciclo inizia ma Drogo non ne fara’ parte. La sua vita si spegne senza che sia riuscito a spenderla.
Per quelli che avranno avuto la pazienza di leggere, dovrebbe essere chiaro anche dal modo con cui ne ho scritto, che il romanzo ha due letture. Una noiosa e opprimente. Anni che trascorrono senza che nulla accada, e una metaforica, il ciclo si chiude lasciando le cose a meta’.
Chi non ha letto il libro ma ha sentito la scossa del messaggio lo legga. Chi non ha sentito la scossa ma e’ incuriosito, lo legga lo stesso, e’ colpa mia che non sono stato in grado di trasmetterla. Chi lo ha letto mi dia la sua opinione, sempre che ne abbia voglia. Gli altri li lascio alle cure del Signore.

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L'angolo del Bignami6 December , 2006 12:45 pm

Leggo questa notizia che parla di una ragazza che diventa la prima pilota italiana di tornado, un caccia bombardiere multiruolo, e dico: Sono contrario alle donne nelle forze armate, o, giusto per essere possibilista, sono contrario alle forze armate che impiegano personale di sesso diverso in azioni operative. Quindi o tutti maschietti o tutte femminucce. A rischio di apparire sessista, se fosse per me, tutti maschietti.
E dopo questo incipit che mi fara’ guadagnare l’ammirazione eterna di tutte le lettrici, vi spiego il perche’.
Un paese puo’ scegliere di dotarsi di forze armate o di non farlo. La Costarica ha fatto questa scelta. Secondo me ha fatto bene. Se una nazione e’ inserita in un contesto regionale sereno, ha stabilito delle solide alleanze strategiche e se non ha ambizioni da arbitro delle questioni mondiali, come un paese che conosco io, puo’ tranquillamente dotarsi di una forza leggera, giusto per gestire eventuali emergenze interne, e risparmiare allegramente una grossa aliquota di PIL. In Italia, tanto per fare un esempio, lo stato sociale assorbe il 2,7% del PIL, le spese militari il 2%. Ci vuole poco ad immaginare che una riduzione delle spese militari potrebbe dare grandi effetti nella vita di tutti i giorni. Se pero’ si decide di avere delle forze armate, bisogna farlo per bene.
Non fatevi raccontare frottole da nessuno. Le forze armate servono per fare in modo che le proprie opinioni prevalgano su quelle degli altri. In poche parole se uno ha un esercito lo costruisce per sopraffare l’avversario. Se si volesse fare un esercito per portare la pace, come cercano di darci a bere, non sarebbe composto da soldati armati, ma da persone dotate di una grande forza di persuasione, con fasci di fiori e colombe bianche. Non prendiamoci in giro.
Dopo aver scelto di avere un esercito, e dopo aver capito che un esercito e’ un’arma, occorre che questo strumento sia efficiente. Ecco la parola magica: Efficienza. Qundo uno progetta un cacciavite, un trapano o un coltello, non si preoccupa di affermare principi etici, si preoccupa solo che funzionino a dovere. Perche’ uno strumento come le forze armate sia efficiente, e’ necessario equipaggiamento moderno, addestramento, e professionalita’. Una delle componenti essenziali della professionalita’ e’ la capacita’ di mantenere un certo distacco da quello che si fa. Molti studiosi di queste cose affermano, e io sono d’accordo, che la componente sessuale diminuisce in maniera sensibile la capacita’ di mantenere il distacco in situazioni di combattimento. Per fare un esempio banale, se viene presa prigioniera una soldatessa, i suoi commilitoni maschi saranno disposti a correre piu’ rischi per liberarla in confronto a quelli che sarebbe giusto affrontare in una situazione analoga con vittima un maschio. La cosa si spiega con il fatto che i compagni sanno che la donna potrebbe subire violenze che compromettono il loro orgoglio di branco e quindi riflettono meno sui rischi connessi all’operazione. Questa cosa la sanno benissimo gli israeliani, che posseggono uno degli eserciti meglio organizzati del pianeta. Al fronte niente ragazze, solo compiti di supporto e retrovia in zone certamente al di fuori della portata del nemico.
A questo punto traggo una conclusione. Se l’esercito e’ uno strumento, se devo badare all’efficienza e non devo usarlo per affermare principi etici, non faccio reparti operativi misti. E se devo scegliere, da maschio, preferisco che a combattere siano gli uomini. Non mi andrebbe di stare a casa a guardare la televisione mentre le ragazze sono a fare a botte. Sono antiquato, lo so. Ma e’ solo la mia opinione e, comunque, non conta nulla.
Ma allora perche’ americani e, recentemente, italiani, impiegano reparti misti? Io penso che la cosa serva anche per ammorbidire l’opinione pubblica quando si tratta di gestire campagne impopolari. Provate a pensare quante volte ci hanno fatto vedere in televisione la Mariella, l’Adalgisa e la Patrizia, con quei visi dolci e carini, gli orecchini, il trucco e un fucilone da combattimento a tracolla. E la storia di Jessica Lynch, qualcuno la ricorda ancora?
Insomma, io sospetto che l’Agnese va a morire anche per giustificare cose assurde come la campagna dell’Iraq. Se poi sono solo un maschilista cretino, spero mi perdonerete.

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MenteCritica
L'angolo del Bignami4 December , 2006 10:21 am

E’ una vita che sogno di farlo. C’e’ un nuovo virus per computer in giro, ma il suo modo di diffondersi e’ particolarmnete subdolo. Stamattina collegandomi alla mia casella di posta alice mi e’ venuto fuori questo avviso. Leggetelo cliccando sull’immagine:

Finalmente anche io dovento uno di quelli che danno gli allarmi sui virus. Sto facendo carriera.
Fate circolare il link a questo post. Cosi’ mi fate anche un po’ di pubblicita’.

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L'angolo del Bignami3 December , 2006 7:42 pm

E mi piace cominciare cosi’ perche’, forse, questa e’ una delle poche cazzate dette dalla buonanima. La buonanima era un grand’uomo, non solo un grandissimo scienziato. Si seppe prendere anche le sue cacchio di responsabilita’ quando prese carta e penna e scrisse al presidente degli Stati Uniti nel ‘39, per convincerlo a iniziare gli studi sulla bomba atomica. Niente male per un pacifista assoluto come lui. Pero’ era anche un uomo innocente ed alle volte ingenuo. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale si aspettava che ci fosse un immediato disarmo nucleare, ma russi e americani la pensavano diversamente. Trascorse il resto della sua esistenza tormentato dal rimorso per il processo che sentiva di aver avviato. La storia ha dimostrato che i nazisti avevano gia’ iniziato le ricerche sulla bomba atomica, ma la cosa non servi’ a consolarlo. Speriamo che abbia trovato pace nel luogo dove il Signore lo ha collocato, magari con Newton, Galileo, Socrate e Platone a fagli compagnia e a prenderlo per il culo per la pettinatura. Amen.

Ma torniamo alla cazzata. Ai primordi della fisica quantistica, si incominciava a teorizzare che non tutti gli effetti avessero una causa scatenante e che la stessa causa poteva generare effetti diversi, cosi’ a cazzo di cane. In pratica si iniziava a mettere nero su bianco il principio che una serie di fenomeni erano completamente dominati dal caso. In fase di formulazione del principio di Heisenberg,  Albert Einstein, convinto che ogni fenomeno fosse deterministico purche’ fosse possibile conoscere tutte le condizioni iniziali ed ogni forza coinvolta, se ne usci’ con la famosa frase: "Dio non gioca a dadi con l’universo". A questa asserzione, Niels Bohr rispose: "Einstein, smettila di dire a Dio cosa deve fare". La dose fu ulteriormente rincarata da Richard Feynman che aggiunse. "Dio non solo gioca a dadi con l’universo, ma li getta anche dove non li possiamo vedere".
Alla fine sembra proprio che Einstein avesse torto. Gran parte delle teorie fisiche attuali, non ultime le ipotesi cosmologiche piu’ recenti, si basano sull’accettazione del criterio che molti fenomeni fisici, per esempio un rubinetto che gocciola, sono indeterministici e possono essere espressi solo in termini di probabilita’.

Ecco, finalmente abbiamo scoperto che la probabilita’ non e’ solo uno strumento al servizio del gioco del lotto. La probabilita’ fornisce un’indicazione su una serie di fenomeni naturali. Dal moto delle particelle al lancio di una moneta. Molti esiti sperimentali sono anticipabili in termini di probabilita’. Questo perche’ abbiamo dovuto accettare il principio che il nostro universo ha una componente caotica (dominata dal kaos) molto importante. Insomma, non ci sono speranze di riuscire a prevedere ogni cosa che accade. Questa e’ un’asserzione matematica ormai.
Pensare che l’universo sia preda della probabilita’ e inquietante, Non e’ certo che domani il sole sorga di nuovo, il fenomeno ha solo una certa probabilita’, abbastanza alta ma diversa dalla certezza. Non e’ sicuro che tutti dobbiamo morire, anche se questo guardando ubellusconi un po’ l’avevamo iniziato a capire. Non e’ impossibile che in un prossimo futuro, tutti in Italia paghino le tasse. Certo, rispetto a quest’ultima cosa, e’ piu’ probabile che stasera Nicole mi chiami per invitarmi a cena, ma comunque la probabilita’ che in Italia, in futuro, tutti si paghi le tasse, esiste.
Un aspetto molto suggestivo della probabilita’ e’ la legge dei grandi numeri. In parole molto semplici, la legge dei grandi numeri dice che se abbiamo il 50% di probabilita’ che esca testa lanciando una moneta, se lanciamo la moneta un numero molto grande di volte, uscira’ testa piu’ o meno la meta’ delle volte.
Chiaramente questa cosa vale per eventi indipendenti. Per evento indipendente intendo un evento che se si verifica non influenza il successivo. Se lancio la moneta due volte, i due lanci sono indipendenti. L’uno non infuenza l’altro. Se sfilo una carta da un mazzo, esce un asso e lo metto da parte, la probabilita’ che esca un altro asso quando sfilo la prossima carta dal mazzo e’ influenzata dal fatto che un asso e’ gia’ uscito. Questi eventi non sono indipendenti.
Proviamo a rigirarci in bocca quello che abbiamo appena detto sulla legge dei grandi numeri: se lanciamo la moneta un numero molto grande di volte, uscira’ testa piu’ o meno la meta’ delle volte. Questo vuol dire che pur avendo a che fare con eventi indipendenti, in qualche modo alla fine mi ritrovo che essi si verificano rispettando la probabilita’ del singolo evento (50% nel caso della moneta)?  Assolutamente si, questo vuol dire che il nostro universo e’ estremamente disordinato. In pratica se testa prevalesse su croce, ci sarebbe un evento predominante e quindi piu’ ordine nel fenomeno. Invece Dio quando fa le cose, le fa coi controcazzi. Una volta che ha deciso di mettere in mezzo il caso lo ha fatto casuale davvero. Vi assicuro che fare una cosa completamente casuale e’ veramente opera divina. Sono anni, ormai, che gli informatici cercano di implementare un programma che generi una sequenza di numeri veramente casuale, ma la cosa e’ impossibile, perche’ pur essendo il caso un elemento dell’universo, l’uomo non riesce a riprodurlo. Evidentemente al Signore deve essere piaciuto ed ha deciso di mantenere l’esclusiva. E veniamo alla nonnina di Diabolik, che ci capiamo io e lui.
Se la legge dei grandi numeri e’ vera, questo vuol dire che se lancio una moneta ed esce sempre testa, siccome deve uscire solo la meta’ delle volte, ad un certo punto inizieranno a uscire sempre croce?
In teoria si. Infatti se il numero di lanci e’ sufficientemente grande, alla fine avremo piu’ o meno meta’ croce e meta’ testa. AZZ, ma questo allora vuol dire che se il 34 non esce da 189 estrazioni, siccome lui non e’ figlio della gallina nera ed ha la stessa probabilita’ di uscire, prima o poi uscira’? Sicuramente si.
Ora, quello che gli imbonitori televisivi che vendono i numeri non vi dicono, e’ che questo e’ vero per un numero sufficientemente grande di lanci o estrazioni. Anzi, matematicamente, e’ vero per un numero di tentativi che tende all’infinito. Insomma, nulla esclude che esca testa un milione di volte di seguito, un miliardo o dieci miliardi di volte. Sono eventi indipendenti. Se pero’ uno ha la santa pazienza di lanciare la moneta all’infinito, alla fine i conti gli torneranno. Lo stesso vale per il lotto. Chi gioca al raddoppio sui numeri ritardatari e’ un pirla, senza nessuna scusante. E’ vero che il numero alla fine uscira’, ma questo evento puo accadere lontano nel futuro quanto si vuole, perche’ questo e’ un concetto che e’ vero solo per un numero infinito di estrazioni.

Comunque, che quelli che danno i numeri in televisione spacciandosi per matematici siano dei buffoni mariuoli, lo avevo capito gia’ quando guardavo ancora lo Zecchino D’Oro. Se fossero stati tanto bravi ad indovinare i numeri se li sarebbero giocati loro e tanti saluti a tutti. Se cercano di ramazzar quattrini facendo i fessi in televisione ci sara’ anche un motivo no?

Volevo fare dei disegni coi cazzetti, ma ora sono stanco e lo scanner e’ troppo moscio. Se ne parla la prossima volta.

 

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L'angolo del Bignami2 December , 2006 5:35 pm

L’articolo precedente mi ha fatto pensare ai documentari sugli animali. E’ una vita che li vedo e ormai sono un esperto. Ad esempio, ci sono quelli con la sceneggiatura. In pratica, in questi documentari, gli animali hanno un nome buffo e tenero. C’e l’elefantino Baba, il leoncino Barumba, la piccola scimmietta Cindy e cosi’ via. I documentaristi ne filmano la vita fin dall’inizio, in una specie di Grande Fratello animalistico ambientato nella torrida savana. Vediamo cosi’ la nascita del piccolo, i suoi primi passi e le sue prime esperienze. Ci divertiamo ai primi tentativi di caccia o tremiamo quando sfugge alla cattura, a seconda che sia  preda o cacciatore. Poi, in funzione del paese di produzione, il documentario ha un esito diverso. Se e’ francese, in genere l’animale diventa adulto, si da a libertine trombate davanti all’obiettivo, genera cucciolate mutliple e il documentario sfuma con l’immagine del nostro eroe che sonnecchia soddisfatto. Se il documentario e’ inglese, non ci sono santi, e’ prevista la morte del protagonista, per mano umana o di altro animale. In quelli americani, spesso l’animale si addomestica e diventa il protagonista di un serial e il testimonial di una campagna pubblicitaria.
Poi ci sono quelli sulle tartarughine d’acqua appena nate che devono raggiungere il mare se no gli uccelli le mangiano, quelli sui pinguini mangiati dalle orche, quelli sui leoni marini che hanno un harem di trenta femmine (e chiamali fessi) e, infine, il classico dei classici: Il documentario sulle iene. Non so quanti documentari ho visto sulle iene. In ognuno di questi documentari, e non scherzo, la storia e’ sempre la stessa: non e’ vero che le iene mangiano i cadaveri. Sono loro che vanno a caccia, poi arrivano quelle zoccole delle leonesse e si prendono le prede. Le povere iene sono costrette ad aspettare che i leoni abbiano fatto i cazzi loro e solo alla fine possono mangiare i resti. Sarebbe in questa fase di pulizia che si sono guadagnata l’immeritata fama di becchine.
Di documentari sulle iene, ne ho visti almeno cinquanta, e sono tutti cosi’. Mi sono fatto l’idea che le iene abbiano un ufficio stampa molto efficiente. Sicuramente migliore di quello che ha progettato questo.

A proposito di Grande Fratello animalistico. provate a cliccare la capoccia di questo bel gattastro.

 

Arriverete su un sito dove si svolge una specie di Grande Fratello. I protagonisti, pero’, sono i gatti. In premio niente ospitate a buona domenica o fidanzamenti con veline, ma una semplice adozione.
I duri e puri mi perdoneranno questo excursus nel mondo degli animali di compagnia, ma l’ho fatto per fare il fenomeno con una principessa che ama i gatti e che in questo momento sta pensando a tutt’altro. Bacio piccola. 

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L'angolo del Bignami1 December , 2006 3:36 pm

 

Ce la siamo spassata a cazzeggiare. Diciamoci la verita’. Tremila accessi in due giorni son un bel risultato. Nel fine settimana, se trovo il tempo, vi tocca una lezioncina di calcolo delle probabilita’. Vi accennero’ qualcosa sulla legge debole dei grandi numeri e sulla componente aleatoria dei fenomeni naturali. Forse ci saranno anche i miei disegnini con i cazzetti che tanto successo hanno avuto la volta precedente. Non so. Se piove e’ quasi certo. Se e’ bel tempo, dipende. Siccome fa ancora caldo, farei piu’ volentirei un giro con la motocicletta. Bisognera’ fare affidamento su questa cacchio di insonnia per generare un post che, e ne sono certo, tutti voi attendete con grandissima ansia. Vero?
Immagino gia’ il crollo di ascolti, ma che ci posso fare, io sono un intellettuale.

p.s.: guardate il lato positivo. Certi post hanno una grande funzione anti troll (come li chiama Diabo). Appena si inizia ad usare termini al di fuori del loro vocabolario, composto di un paio di centinaio di parole, non capiscono piu’ un cacchio e scappano.

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