Delle Fragili Cose

Meccanica delle Cose17 May , 2007 7:32 pm

Qualche giorno fa ho sentito che l’iniezione letale sarebbe la forma di esecuzione più umanitaria. Non credo che sia semplice accostare l’aggettivo "umanitario" a "pena di morte", ma gli ossimori vanno di moda e i giornali e le radio ci sguazzano.
A me le punture fanno impressione. Quando vado a fare i prelievi per le analisi del sangue, mi giro sempre dall’altra parte. Sulla parete c’è una stampa di una donna nuda che danza tra le foglie al vento. L’addetto ai prelievi ormai è convinto che io sia un maniaco sessuale. Io preferisco che pensi questo e non che a me faccia senso vedere l’ago entrare nella vena e quel liquido nero come inchiostro riempire la provetta. Per incoraggiare l’idea che si è fatto di me, appena entro nella sala prelievi faccio battutacce sulle ragazze in sala d’aspetto e le accompagno con volgari spinte della mano destra a pugno chiuso. Le infermiere del laboratorio di analisi mi evitano come la peste.
Mi sono perso in chiacchiere. Dicevo, ah sì, la pena di morte. In passato ne ho parlato molto seriamente. Allora ero convinto che il mondo si potesse salvare e quindi scrivevo cose impegnate ed intelligenti. Ma il dottore mi ha cambiato le medicine e ho aperto Mente Critica. Ora sono più lucido e razionale. Stanotte ho sognato San Pietro che guidava una Suzuki GSR 600. Andava a 160 all’ora in autostrada senza casco, ma a lui con le raccomandazioni che ha se gli fanno la multa se la fa togliere. L’unica cosa è che la moto senza il cupolino, anche se è più bella, è un po’ scomoda e a San Pietro i capelli si sono tutti arruffati. Io stavo seduto dietro, facendo attenzione a tenermi al maniglione che non mi andava di prendermi confidenze. Mentre sorpassavamo un tir che trasportava maiali, San Pietro, gridando molto che a quella velocità non si capisce un cacchio, mi ha detto che ha sentito che non c’è niente da fare. A quanto pare i tre soci hanno deciso di sbaraccare e quindi, tra il lusco e il brusco, ci sarà la fine del mondo. Poi non ha detto più nulla perchè sul vetro del camion ha visto il faccione di Padre Pio, si è incazzato e ha tagliato la strada al tir. L’autista ha bestemmiato e un altro po’ finiva a mazzate.
Quindi se il mondo sta per finire, chi se ne fotte dell’impegno, della serietà e dell’intelligenza.
Se fosse per me io la pena di morte la infliggerei così:
Prenderei il condannato e lo piazzerei in una cella con televisione, play station, lettore dvd, satellite con canali porno a mitraglia. Poi gli assegnerei un frigorifero sempre pieno di schifezze: dolci, coca cola, formaggi, affettati, lardo di colonnata …Poi allestirei una bella cantinetta: vino, uischi, cognac e limoncello freddo. Sigarette a volontà, psicofarmaci, sonniferi e aulin se viene il mal di testa.
La cella dovrebbe essere molto stretta e occupata quasi completamente da un bel divano e dal letto, in modo da limitare al massimo gli spostamenti.
Sono sicuro che in queste condizioni non si durerebbe a lungo. Cattiva alimentazione, niente moto,  fumo, onanismo esagerato e maniacale, alcool e farmaci senza controllo. Sarebbe un modo molto umano di infliggere la pena di morte. Non siete d’accordo? Eppure io conosco molti che già si sono auto inflitti questa pena. Nessuno si meraviglia, nessuno gli dice niente. Eppure in Italia la pena di morte non c’è.
In media un condannato a morte negli Stati Uniti attende 10 anni prima di essere giustiziato. Sono sicuro che con il mio sistema se ne andrebbero da soli molto prima. Con buona pace di quei rompicoglioni contrari alla pena di morte.

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Meccanica delle Cose16 May , 2007 8:38 pm

Mediaset ha comprato Merdemol. Un bel po’ di gente si e’ sbattuta come se ubellusconi si fosse comprato tutte le sorgenti d’acqua di questo paese di chiachielli.
Infatti, a partire da oggi, se staremo a rota di grande fratello, o in crisi d’astinenza di pacchi del cazzo, dovremo andare per forza a comprare la dose dal pusherone nazionale.
Certo e’ un bel guaio. Infatti alla RAI il fatto di dover comprare programmi merdemol glielo ha prescritto il medico, non se ne puo’ fare a meno di versare quei 36 milioni di euro all’anno, si corrono gravi rischi per la salute.
Ma se ne andassero tutti a fanculo. Se fosse per me il berlusca avrebbe fatto l’affarone del cazzo. I pacchi glieli farei rimanere tutti sullo stomaco, tanto senza cazzoni che sbraitano in giro campo lo stesso.
Ma come al solito questa gente è un bel po’ avanti a noi. Voi credete che il pericolo peggiore sia che, dopo aver vinto le prossime elezioni, il berlsconide, tenendo in pugno il cda RAI, sia venditore e compratore allo stesso tempo? Forse. In realtà merdemol se la sono comprata perchè la merda che per anni hanno rovesciato dai televisori di casa nostra, si preparano a spruzzarla in faccia a  polacchi, ungheresi, sloveni, bulgari, romeni e compagnia bella, giusto per dargli un gran benvenuto in europa.

Tra qualche anno anche loro ameranno il grande fratello. De iure e de facto.

p.s. io sono qui in libera uscita. Non facciamo troppo chiasso, se no mi tocca ritornare a fare il pater familias. ok?

 

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Meccanica delle Cose26 January , 2007 9:04 am

Immaginate di far parte della prima spedizione scientifica su Marte e di trovare un manufatto alieno. Supponiamo che non si tratti di un meccanismo banale, ma di una macchina complessa con centinaia di parti meccaniche ed elettroniche. Facciamo finta che sull’involucro ci sia un’elica e, sopra, un grosso bottone verde. Dopo aver collegato la macchina ad una fonte di energia idonea ed aver azionato il bottone, vi accorgete che l’elica non gira. Potete concludere che la macchina non funziona? La risposta è no. E dovete sperare di non doverlo venire a sapere dai vostri colleghi rimasti in orbita sulla nave madre che risulta essere stata colpita da un raggio verde di potenza inusitata. L’errore che e’ stato compiuto è quello di aver cercato di interpretare un fenomeno sulla base di pregiudizi culturali e di non essere stati in grado di compiere un esame obiettivamente scientifico. In pratica voi supponevate già di lavorare su un ventilatore e avete cercato di interpretare la macchina partendo dal suo fine ultimo e non dal suo effettivo funzionamento. Quello di identificare un sistema tramite la sua supposta funzione è un classico errore di approssimazione che conduce a sbagli grossolani. Un esempio di più immediata comprensione è quello del computer. Per uno che non ne riconosce la funzione e ha freddo, il computer è una stufa, anche se non particolarmente efficiente.

Il mondo nel quale viviamo è perfetto. L’asserzione deriva da un’osservazione condotta senza l’inutile influenza di pregiudizi culturali. Tutto è regolato dalla massima efficienza e i singoli elementi che compongono il sistema sociale ed ambientale interagiscono senza intoppi. Chi contesta questa affermazione compie l’errore di cui abbiamo parlato prima, cerca di definire un sistema attraverso il suo supposto fine. Il sistema di cui facciamo parte non ha lo scopo di affermare giustizia ed equità. Sono concetti, questi, che non hanno rilevanza alcuna nel nostro universo. Ho già spiegato in passato quanto e’ complesso a livello fisico distinguere la destra dalla sinistra. Provate voi a progettare un esperimento che distingua il giusto dall’ingiusto. Noi siamo inseriti in un sistema che privilegia lo sfruttamento efficiente ed inarrestabile delle risorse. Una sorta di immane tubo digerente col poco invidiabile compito di trasformare il cibo in materiale a potenziale energetico più basso. In questo modo esplicitiamo il nostro piccolo contributo alla morte termica dell’universo. Se guardate le cose da questo punto di vista viviamo in un mondo ideale e siamo meccanismi di una macchina stupefacente. Non esiste un’elite di uomini col cappuccio che guida lo sviluppo in funzione del proprio utile personale. A tenere il piede sull’acceleratore siamo tutti contemporaneamente. Molti di noi amano l’ambiente, ma nello stesso tempo lavorano per società che l’ambiente lo devastano. Altri investono i loro risparmi e si attendono, lecitamente, di riceverne un utile il piu’ consistente possibile. I consigli di amministrazione delle società in cui fluisce l’investimento non fanno altro che lavorare per questo obiettivo e se non lo raggiungessero gli azionisti pretenderebbero la loro sostituzione. Che poi il danaro investito finisca nella produzione di sigarette o di armi nessuno lo sa e, in fondo, poco interessa. L’acquisizione di maggiore ricchezza e’ il motore che spinge la quasi totalita’ delle transazioni funzionali della macchina di cui facciamo parte. Le trasformazioni non condotte in quella direzione sono l’inevitabile dispersione termica presente in ogni sistema di trasformazione che impedisce di avere 1 come valore di efficienza. La maggiore ricchezza prodotta serve per procurarsi altre risorse da consumare, in un continuo vortice di depotenziamento energetico.
E’ lecito interrogarsi sulla dignita’ di concetti come la Legge e la Religione in un sistema di siffatta concezione. Secondo la mia opinione questi, che si potrebbe piu’ operativamente definire regolamenti, esistono e si sono sviluppati perche’ un tubo digerente organizzato e’ piu’ efficiente di un tubo digerente anarchico e quindi una serie di guide ed ancoraggi sono necessari per evitare che ruote dentate e pulegge si muovano fuori sincrono. Non dimentichiamo, infatti, che piu’ che una macchina, il sistema di cui facciamo parte e’ un organismo vivente che ha la capacita’ di svilupparsi e configurarsi dinamicamente per meglio perseguire la sua funzione.
Questa visione delle cose puo’ apparire triste e senza speranza. Magari proprio a quelli che su queste pagine hanno proclamato la loro indipendenza da qualsiasi fede o religione. In effetti, un universo dal quale ogni ideale e’ bandito non e’ posto adatto per la speranza. Una volta rimossa l’ipotesi di un fine trascendente, quello che rimane e’ pura contingenza, con tutto quello che ne consegue.
Altri, quelli che invece in una fede ed in una religione si riconoscono, possono, a seconda dei casi, non condividere questa disamina o ritenerla incompleta.
Dal mio punto di vista, la mia Fede comprende ed accetta totalmente questa realta’. Io sono perfettamente consapevole della mia assoluta contingenza e questa considerazione non potra’ mai essere alterata da nessuna sostanza chimica, indipendentemente da quanto affermano i dottori. Per me la Fede si esplicita nel tentativo di sabotare la macchina riducendone l’efficienza, quella dispersione termica di cui ho parlato prima. Il fatto che amore, giustizia ed equita’ non siano necessarie al sistema per procedere, non vuol dire che non abbiano una funzione. Delle volte penso di essere come quello che ha un computer e non sa che farsene della potenza di calcolo. Quello che mi interessa e’ il calore e verso questo calore stendo le mani.

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